Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Niagara”

1953: Niagara di Henry Hathaway


 

Henry Hathaway è stato uno dei «registi artigiani» che hanno fatto la gloria di Hollywood (con questa espressione s’intende l’insieme di quanti hanno affrontato tutti i generi di film mettendosi al servizio più della macchina produttiva che della propria personalità). Ed è stato uno dei migliori. Innumerevoli i suoi successi (si va da I lancieri del Bengala a La conquista del West).

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gennaio 13, 2010 Posted by | cinema-recensioni, classici | , , , , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Dive divine… dimenticate

Tempo fa su “Il Corriere della Sera” la polemica di Silvana Pampanini contro Walter Veltroni e la “Festa del cinema” che l’hanno sempre ignorata, insieme a Gina Lollobrigida.

cinecittà

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settembre 23, 2009 Posted by | varia | , , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Omaggio a Marilyn

Mercoledì 11 Marzo: MGM Channel trasmette uno dei più celebri film di Marilyn Monroe, A qualcuno piace caldo.

E’ l’occasione per un piccolo devoto omaggio all’indimenticabile splendida dolce fragile Marilyn…

marilyn-mortemarilyn

Innumerevoli le pagine scritte su di lei: ancora oggi è la star più celebrata più ammirata più citata…

A mezzo secolo dalla sua scomparsa, Marilyn Monroe è ancora la più grande star della storia di Hollywood. La donna più desiderata, la bionda più amata, il sex symbol più sognato da generazioni di uomini, il cui charme di diva sopravvive ancora, nei ritratti di Andy Warhol, negli indimenticabili film di una Hollywood più infantile e sincera e nel mito di una donna che si era creata da sola… (Il Giornale).

Marilyn era molto dotata, cantava e ballava e toglieva la scena a vere cantanti e ballerine.
…fuori dal proprio tempo e da tutti i tempi, Marilyn Monroe ha rappresentato inconsapevolmente una figura buona per tutti i sogni e per tutti i marketing
(MyMovies).

Ancora oggi la sua morte, archiviata dalla polizia come semplice caso di suicidio per overdose di tranquillanti, è avvolta da un alone di mistero, ma la sua immagine di star e sex-symbol è entrata nella leggenda di Hollywood e nell’immaginario collettivo (Yahoo Cinema).

Marilyn Monroe ha personificato il fascino di Hollywood con un’incandescenza e un’energia senza pari… (Lingobot).

Simbolo della sensualità per eccellenza era, e rimane, una delle più amate star di tutto il secolo. Tutti i sondaggi (People, Empire, Playboy) la vedono ancora oggi al primo posto tra le star di Hollywood più sexy di tutto il secolo (Zapster).

Marilyn Monroe, la più celebrata tra le attrici di ogni tempo, icona e simbolo dell’eterno femminino, la regina del glamour e al contempo la donna più incompresa e infelice dello star-system… (35mm).

Marilyn, l’icona, la dea, la leggenda. Icona, perchè a tanti anni dalla sua morte la sua immagine immortale ancora appare sulle riviste, sulle magliette, nei poster ed in qualunque altra cosa possa essere commercializzata. Dea, per la sua bellezza irraggiungibile ma dolce al tempo stesso alla quale è difficile resistere. Leggenda perché su di lei e soprattutto sulla sua morte se ne sono dette di tutti i colori, verità e bugie ancora continuano a riempire le pagine dei rotocalchi e delle biografie (Castlerock).

Awards and Honors
* Golden Globe for “Female World Film Favorite” 1954
* British Academy Awards Nomination for Best Foreign Actress (“The Seven Year Itch”, 1956)
* British Academy Awards Nomination for Best Foreign Actress (“The Prince and the Showgirl”, 1958)
* Honored with a Star on the Hollywood Walk of Fame in 1960.
* Golden Globe for Best Actress in a Comedy 1960 “Some Like It Hot”
* Golden Globe for “Female World Film Favorite” 1962
* Ranked #6 on the American Film Institute’s “50 Greatest Screen Legends” list
* U.S. commemorative postage stamp featuring Marilyn Monroe issued in 1995.

tuttigliomaggi

marzo 10, 2009 Posted by | omaggi | , , | 4 commenti

“Gli Spostati”

1961: The Misfits di John Huston

All’epoca il film non fu molto apprezzato (“Non si può certo affermare che l’incontro fra Arthur Miller e John Huston, due talenti tra i più inquieti e anticonformisti dello spettacolo statunitense, abbia dato vita a un film persuasivo e appassionante”, Adelio Ferrero, 1962; “Il film non riesce a liberarsi dagli impacci d’una eccessiva letterarietà” (Segnalazioni cinematografiche, 1961; “sceneggiatura, spesso intellettualistica e compiaciuta”, George Sadoul, 1968).
Ma il tempo ha fatto giustizia (“Un film che scava nell’animo umano in modo meravigliosamente poetico”, Walter Salami Jr, Il Millefilm, 2008. “John Huston gira un film incredibilmente libero… moderno, modernissimo… Gli Spostati è un film in anticipo di millenni sul cinema americano”, Gabriele Niola, Blogsfere, 2008).

E’ uno dei migliori film della Hollywood anni Sessanta, interessante per più di un motivo, un film che non solo è un acuto e dolente affresco di quanto la società americana sia malata, ma è anche il ritratto di tre personaggi che (ed è impressionante) rispecchiano perfettamente i rispettivi interpreti.
E’ soprattutto un atto d’amore di Arthur Miller a Marilyn (che per lei adattò un suo racconto, “The Mustangs”), una Marilyn mai così fragile vulnerabile nevrotica infelice… brava. E’ lei al centro de Gli Spostati, parla di sé e della sua vita e in ogni inquadratura sembra dirci “me ne sto andando” (Renato Massaccesi).
Un film che non solo conferma il grande talento di John Huston (la sequenza della cattura dei cavalli è da antologia!) ma che vede uno stuolo di attori celeberrimi, e che hanno fatto la storia del cinema americano, dare il meglio di sé in interpretazioni difficilmente dimenticabili.

Angoscia, solitudine, instabilità, desiderio, disillusione, paura della vita… “l’andare alla ricerca perenne di un altrove che non esiste” (Marcello Antonelli) sono i temi portanti di un film intenso e crepuscolare, profondo e pessimista (“gli uomini possono essere o illudersi di essere quelli di una volta, ma i tempi sono cambiati, il mondo è diverso”, Morando Morandini). Un lavoro che con passione e intensità ci presenta un mondo che sta ormai finendo, un lavoro in cui un senso di morte domina incontrastato ma che, ciò nonostante, riesce ad essere un vero e proprio inno alla libertà da costrizioni e tabù imposti dalla società, un accorato appello alla solidarietà, all’amicizia, alla comprensione.

Struggente la colonna sonora di Alex North (il tema principale fu, all’epoca, un disco di enorme successo), da applauso il bellissimo bianco&nero del direttore della fotografia Russell Metty.

p.s.
Non convince il lieto fine (che contrasta con la tematica del film e che non costituisce una caratteristica di Arthur Miller), probabilmente imposto dalla produzione.
Preferibile il titolo originale che si poteva rendere con disadattati, sfasati, sbandati…

Pubblicato su Cineocchio


Regia: John Huston
Sceneggiatura: Arthur Miller
Cast: Clark Gable, Marilyn Monroe, Montgomery Clift, Thelma Ritter, Eli Wallach, Kevin McCarthy, James Barton, Estelle Winwood
Paese: USA (1961). Uscita Italia: 10 Maggio 1961. Uscita USA: 1 Febbraio 1961
Trama:
A Reno (Nevada) per divorziare, Roslyn, vulnerabile showgirl di Chicago, fa amicizia con un anziano cow-boy part-time, un meccanico e pilota di aereo, un cow-boy da rodeo che, scandalizzando la sua sensibilità, vanno a caccia di cavalli selvaggi da vendere a peso per farne carne in scatola per cani…
Note:
Marilyn morirà un anno dopo. Gable morì il giorno dopo la fine delle riprese. Clift morirà nel 66 dopo aver girato “Vincitori e vinti”, “Freud, passioni segrete”, il francese “L’affare Goshenko”.

marzo 5, 2009 Posted by | cinema-recensioni, classici | , , , , , , , , , , , , , , , , , | 5 commenti