Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“This must be the place”

2011: This Must Be the Place di Paolo Sorrentino

 uscita italia: 14 ottobre 2011     uscita francia (cannes): 20 maggio 2011

 

“…il film più sbalorditivo di Cannes 2011”, scrive Curzio Maltese. Nel bene e nel male.

E’ indubbio che Paolo Sorrentino ci ha viziato. Ogni suo film (uno diversissimo dall’altro) è stato giustamente salutato come un piccolo gioiello, una boccata d’aria pura nell’atmosfera più o meno asfittica del nostro cinema. Grande è quindi l’attesa per ogni suo lavoro, grandi le aspettative.

Anche questa volta Sorrentino non ha deluso ma…

“Cheyenne, rock star ormai ritirato dalle scene, parte alla ricerca del persecutore di suo padre, un ex criminale nazista ora nascosto negli Stati Uniti. Nel cuore dell’America, inizia così il viaggio che cambierà la sua vita. Dovrà decidere se sta cercando redenzione o vendetta”. Così è presentata ufficialmente la trama di This must be the place ma questo tema inizia dopo più di trenta minuti generando nel pubblico non poche perplessità.

This must be the place all’inizio incuriosisce ma ben presto lascia alquanto interdetto lo spettatore che non riesce bene a decifrare quanto accade, e perché accade, sullo schermo. Situazioni non del tutto comprensibili e personaggi di cui non si comprende appieno la presenza non facilitano il nostro coinvolgimento anche se è impossibile non rimanere affascinati dallo splendore visivo del film e dall’eccezionale performance di un intero cast in stato di grazia.

Il recupero di un rapporto col padre, il motivo dell’Olocausto, il cammino di crescita del protagonista… tutto è diluito in uno stuolo di immagini e sequenze che ci mostrano l’ex rock star dialogare e interagine con molteplici personaggi (amici, familiari, incontri casuali…), oscillando tra la saggezza e il paradosso, tra il banale e l’inquietante, tra il malinconico e l’infantile. Ogni singola sequenza è magnifica e rivela in pieno il talento di un grande regista… ma tutto l’insieme a volte sembra non funzionare appieno e potrebbe generare un senso di irritazione o di noia in uno spettatore non pienamente convinto di quanto gli viene mostrato.

Dire che Sean Penn è bravo è dire poco. Una interpretazione sbalorditiva la sua, una performance che sicuramente rimarrà negli annali. Probabilmente negli States il film incasserà pochi centesimi ma se l’Academy non premierà questo mostro di talento sarà uno dei suoi più grandi errori.

 

Contrastanti le accoglenze della critica: Sean Penn è straordinario nel disegnare, ancorandolo alla realtà, un personaggio che potrebbe ad ogni inquadratura dissolversi nel grottesco o nella caricatura” (MyMovies), “L’America vista da Sorrentino: una sequela di facili curiosità che colpirebbero l’attenzione di un europeo medio in gita turistica” (Badtaste.it), “Paolo Sorrentino sceglie di rischiare. Invece di ripetere in altra forma Il divo, sfruttandone il successo, gira una storia difficile e ambiziosa” (L’Espresso), “…l’anima di This must be the place è grandiosa, un vero squarcio sul cinema del futuro” (la Repubblica), “Non il suo film migliore, ma il più intelligente per l’export. Intimo e universale, lirico e introverso, si guadagna un posto al sole nel cinema che conta” (Il Fatto Quotidiano), “Mai come in questo caso abbiamo di fronte un profluvio di immagini: carrellate, panoramiche e dolly a ripetizione. Il rischio però è quello di porre la storia al servizio dell’estetica e non viceversa. Ed è proprio ciò che avviene in This must be the place: un film che scalda la vista ma non il cuore” (Il Riformista), “Paolo Sorrentino fa il film più profondo del Festival” (Il Giornale), “Stravagante, esilarante, commovente, questo primo film in lingua inglese di Sorrentino è un viaggio mozzafiato e al contempo intimista, interpretato da uno Sean Penn nella sua migliore performance” (Variety), “L’eccentrica performance di Sean Penn è il punto di forza di un film che sbanda un po’…” (Hollywood Reporter), “Il suo primo film in lingua inglese è superbamente elegante… Non è il film di Sorrentino che preferisco però…” (The Guardian).

p.s.

Inspiegabilmente l’edizione che circola nei nostri schermi presenta il taglio di alcune interessanti scene viste a Cannes

scheda

premi e riconoscimenti

sito ufficiale

 

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ottobre 15, 2011 - Posted by | cinema-recensioni |

17 commenti »

  1. Sean Penn non cade mai nel ridicolo e con un personaggio come il suo non era facile

    Commento di iacopa | ottobre 17, 2011

  2. Grande Sean Penn (ma tutti gli attori sono da 10 e lode) in un film che sarà difficile dimenticare

    Commento di riccardo | ottobre 17, 2011

  3. Sorrentino vale sempre la pena di vederlo anche in un film come questo che non mi ha convinto del tutto

    Commento di dorian | ottobre 18, 2011

  4. Eccessivamente enigmatico per i miei gusti

    Commento di gima | ottobre 18, 2011

  5. Non mi risulta che a Cannes sia stato un grande successo…

    Commento di tim | ottobre 19, 2011

  6. Spero di vederlo presto e, viste le divergenze della critica (anche tra i blogger), sono molto cuiroso.

    Commento di cinemasema | ottobre 22, 2011

  7. Un buon film, ma paga uno scarto forte tra tecnica e contenuto. Tecnica eccellente a servizio di una sceneggiatura con alcuni buchi e smagliature…

    Commento di onesto e spietato | ottobre 23, 2011

  8. Un po’ di delusione per il padre di alcuni film che per me sono capolavori. Penn rimane sempre un grande comunque.

    Commento di alessandra | ottobre 23, 2011

  9. Mi è piaciuto molto, non ai livelli de Il Divo ma avercene film del genere, con registi italiani 🙂

    Commento di bruno | ottobre 26, 2011

  10. Bello ma algido

    Commento di luciano | ottobre 31, 2011

  11. Attori grandiosi, immagini splendide… peccato che non cia abbia capito molto

    Commento di rosy | novembre 10, 2011

  12. Sean Penn che fa la rockstar, Sorrentino in America. Mettiamoci poi il possibile Oscar, ed ecco che mi sono perso un’altro bel film al cinema.

    Commento di agegiofilm | novembre 18, 2011

  13. il film più cretino che abbia mai visto, mi vergogno del fatto che il regista parli la mia lingua

    Commento di roberto62 | novembre 20, 2011

  14. Un bel film. Sorrentino ormai è un regista di grande qualità. Ma in parte sono rimasto deluso da una certa ricerca del luogo comune in parte attenuato dalla bellissima fotografia e dal modo di muovere la macchian da presa che cattura lo sguardo.

    Commento di cinemasema | novembre 22, 2011

  15. beh vedi nei lavori di sorrentino la storia non e importante,mi dispiace per te se non ti ha trasmesso niente…

    Commento di goretta09 | dicembre 6, 2011

  16. allora provate a togliere sean penn e il suo trucco ispirato ai cure e avrete un film idiota su un personaggio idiota, che esiste solo nella mente di sorrentino, con una storia idiota, dai il nazista dopo sessantanni, con una morale iper idiota, basta tagliarsi i capelli e togliersi il rossetto per ritrovare se stessi, poi se ad alcuni bastano dei campi lunghi e una colonna sonora accettabile per gridare al capolavoro, beh il problema è vostro

    Commento di roberto62 | dicembre 19, 2011

  17. A parte che c’è una morale bellissima, ma a me fanno ridere quelli che vogliono cercare la morale ovunque e poi fanno gli intellettuali con la faccetta schifata e il naso all’insù dicendo ‘io, io.. guardo solo Lynch!’ LOL

    Commento di lol | novembre 20, 2012


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