Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Colazione da Tiffany”

1961: Breakfast at Tiffany’s di Blake Edwards

 uscita italia: 20 dicembre 1961     uscita usa: 5 ottobre 1961   


Compie 50 anni uno dei titoli più famosi dell’intera storia hollywoodiana, un mito che ancora perdura nel tempo.

Scrive Pino Farinotti: Il film, nei decenni, è diventato un sempreverde. Anche se molti episodi e caratteri sono di maniera e scontati, qualche magia continua ad essere dispensata. A cominciare da Audrey Hepburn, nevrotica e insicura, da proteggere e scusare. Un personaggio certo datato, ma trasferibile decennio dopo decennio anche ai caratteri contemporanei, dove vale più che mai lo smarrimento e la ricerca di un’identità. C’è poi la canzone Moon River di Henry Mancini, diventata uno dei grandi temi abituali del cinema, sempreverde, appunto, e frequentatissimo. E poi Tiffany: impari, per esempio, che lì puoi comprare anche spendendo solo dieci dollari. Nessuna agenzia pubblicitaria, e nessun budget avrebbero potuto valere la “testimonial” Hepburn, davvero una delle attrici e dei personaggi più significativi del cinema e del secolo, capace, come forse nessuna, di dettare mode e comportamenti, e sogni. Il titolo, in cassetta o DVD, continua ad essere nelle classifiche dei noleggi, e non è davvero frequente per un film di quel periodo…”. Come non concordare?

Tratto dall’omonima novella di Truman Capote (1), il film sbancò i botteghini di tutto il mondo, grazie anche alla celebre Moon River. Tenerezza e ironia prodigiosamente miscelate in uno dei più famosi successi di un grande del cinema americano, quel Blake Edwards a cui dobbiamo tanti gioielli indimenticabili (basti pensare a Operazione terrore, I giorni del vino e delle rose, La pantera rosa, Uno sparo nel buio, La grande corsa, Hollywood Party, Victor Victoria…).

La Hepurn fasciata da un tubino nero (2) è oggi un mito più che mai (la sua immagine è ovunque riprodotta): non tramonta il suo fare moda e tendenza (3).

Dopo mezzo secolo il film continua a suscitare ammirazione ed apprezzamento: “B. Edwards è capace di sottigliezze di alta sofisticazione” (il Morandini), “Pur se frutto di un profondo addolcimento della storia originale, Colazione da Tiffany riesce a trovare una perfetta autonomia dal romanzo senza però tradirne la bellezza” (Matteo Contin), “La Hepburn è in grado di far innamorare qualunque spettatore” (Movieplayer), “Blake Edwards traduce la dura leggerezza di una novella di Truman Capote in favola sentimentale e fa della sua creatura letteraria un’icona indelebile della commedia sofisticata: se Colazione da Tiffany è Holly Golightly, Holly Golithly è un’Audrey Hepburn che diventa il film da guardare, una giostra che si regge sull’incantevole perno della sua protagonista femminile… Edwards consegna ai posteri un manifesto di “pesante” frivolezza a tratti memorabile” (Gli Spietati.it).

note

(1)     Molti i cambiamenti rispetto al libro. Da Wikipedia: Il romanzo fu ampiamente modificato per dar spazio alle convenzioni cinematografiche del periodo. Il libro conteneva, ad esempio, parole che per il film vennero smorzate, il personaggio di Liz (Patricia Neal) fu completamente inventato. Mag Wildwood, la modella, verso metà del libro si trasferisce nell’appartamento di Holly, mentre nel film compare brevemente solo come ospite al party di Holly. L’allusione alla bisessualità di Holly, che nel libro è un elemento fondamentale, nel film viene rimossa per rendere il personaggio più adatto alla Hepburn. Il cambiamento che più disturbò Capote, comunque, fu quello che riguardò il finale. Il libro, infatti, non ha un lieto fine…”

(2)     L’abito da sera nero di Givenchy indossato da Audrey Hepburn è stato venduto all’asta nel 2006 per 467.200 sterline (oltre 687.000 €) e ora si trova al museo del costume di Madrid.

(3)     Ha scritto Marco Spagnoli: “Mezzo secolo fa usciva nei cinema una delle pietre miliari della storia della femminilità: Colazione da Tiffany. Si tratta di uno dei film più importanti per il cambiamento dell’immagine della donna sul grande schermo che ha rimediato a un oblio di quasi trent’anni. Le figure femminili al cinema sono state a lungo controllate e manipolate dai grandi censori, sostenuti dai partiti politici, dalle associazioni religiose e dalle leghe conservatrici. Colazione da Tiffany, insieme a un manipolo di altri film, ha di fatto segnato una rivoluzione culturale nella storia del cinema americano e letteralmente trasformato l’immagine della donna sul grande schermo.
Holly Golightly, protagonista del film di Blake Edwards e del romanzo di Truman Capote che l’ha ispirato, è stata infatti una delle prime ‘donne di Hollywood’ a vivere una sessualità distante dalla morale puritana che stava iniziando a franare nei primi anni Sessanta, quando il pubblico era alla ricerca della realtà e non più di soli ‘sogni’. Complici il fascino e l’eleganza innata di Audrey Hepburn, questo film è entrato nella storia e ha consacrato l’attrice a vera icona del nostro tempo capace di ispirare ogni donna”.

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settembre 13, 2011 - Posted by | cinema-recensioni, classici | , , , , , , , , , , , , , , , , ,

8 commenti »

  1. indimenticabile!!!!

    Commento di marco1946 | settembre 13, 2011

  2. Un applauso incondizionato alla meravigliosa protagonista e alla stupenda colonna sonora

    Commento di alfredo | settembre 15, 2011

  3. Continua a far storia, e non è poco

    Commento di niger | settembre 16, 2011

  4. Apprezzatissimo quando uscì, lo si rivede più che volentieri

    Commento di carlo | settembre 19, 2011

  5. Gazie alla Hepburn una piacevole commedia è diventata un classico giustamente celebrato

    Commento di lena | settembre 20, 2011

  6. …ovvero come passare due ore liete e serene (non è poco!)

    Commento di roberto70 | settembre 26, 2011

  7. Una pietra miliare della commedia americana, certo Edwards ha fatto di meglio ma pochi film si ricordano volentieri come questo

    Commento di micaela | settembre 28, 2011

  8. Gradevolissimo e mai banale, simbolo di un’america che tutti sognavano. Audrey al top del suo fascino insuperabile

    Commento di gianni87 | novembre 27, 2011


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