Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Apocalypto”

2006: Apocalypto di Mel Gibson

uscita usa: 8 dicembre 2006     uscita italia: 5 gennaio 2006   

Dopo il discreto L’uomo senza volto, l’ottimo Braveheart e il meno riuscito La passione di Cristo, ecco il tanto discusso attore australiano nuovamente dietro la macchina da presa.

Apoclaypto è un film a cui molte cose si possono rimproverare: un uso eccessivo della violenza, una ideologia di fondo non del tutto accettabile, un profondo manicheismo, una attendibilità storica discutibile… Ma è indubitabile che sul piano strettamente cinematografico il film sia un grande spettacolo, magnificamente girato.

139 minuti di alta tensione senza un attimo di pausa, massimamente coinvolgenti ed appassionanti. Ricostruzione ambientale sopraffina. Imponenti sequenze di massa. Attori non professionisti da plauso incondizionato. Il coraggio di utilizzare una lingua locale sottotitolata, particolarmente suggestiva. Immagini mozzafiato, fotografia splendida, ritmo frenetico… Gli ultimi 60 minuti raccontano esclusivamente la corsa del protagonista che fugge dagli inseguitori: una mirabile prova di regia che pochi saprebbero affrontare con la stessa maestria di Mel Gibson.

L’ambivalenza del film spiega le accoglienze contrastanti da parte della critica.

“È un film originale e diverso da tutti” (L’Espresso), “Ne esce un quadro confuso e schematico allo stesso tempo, dove gli elementi del racconto non rispondono a un qualche criterio di veridicità o realismo ma piuttosto alle esigenze “ricattatorie” del progetto” (Il Corriere della Sera), “Mel Gibson, alcolismo e intemperanze a parte, è un vero artista e si sta rivelando un regista fuori del comune” (La Stampa), “Un film importante per coraggio per estetica per forza” (il Farinotti), “Gibson vuol fare un cinema popolare e si impone con il ricatto emotivo sfruttando ogni occasione e ogni mezzo” (il Morandini), “Ancora una volta il centro della sua visione è la commistione viscerale di sangue e dolore” (Gli Spietati), “Dopo Braveheart, la deriva da spettacolarizzazione porta Gibson da un lato a servirsi della tecnologia (con un digitale che gli permette di utilizzare la luce naturale e fino a 4 cineprese in simultanea per sequenze anche da venti minuti), dall’altro a bearsi in riprese ipercinetiche e in una maniacale violenza sanguinolenta” (FilmUp), “Mel Gibson ci ha abituati a una visione del mondo basata su due principi contrapposti: il bene e il male. Preferibilmente entrambi con la lettera maiuscola. Incapace di accorgersi delle sfumature” (Offscreen).

p.s.

Particolarmente giuste mi sembrano due osservazioni.

Scrive Luca Baroncini: “Ci troviamo davanti alla solita interpretazione occidentale, e mistificante, dei fatti. Con una civiltà ridotta all’ennesima trasposizione del mito americano (uomo come tanti, solo contro tutti, che ha i minuti contati per salvare la famiglia e trasformarsi in eroe) e contrapposizioni tanto ovvie da risultare irritanti”.

Scrive Simona M. Frigerio: “…se Priscilla. La Regina del Deserto deve essere trasmesso in seconda serata, perché mai dovrebbe essere più educativo per un bambino vedere strappare un cuore a mani nude dal petto di un uomo ancora vivo? Misteri di una società sessuofobica, omofobica, bacchettona…”.

 

scheda  

premi e riconoscimenti

sito ufficiale

agosto 3, 2011 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , ,

9 commenti »

  1. Lo vidi al cinema. Davvero molto coinvolgente.

    CST

    Commento di cst | agosto 4, 2011

  2. Il messaggio è un po’ ambiguo ma sicuramente è uno spettacolo che vale la pena di vedere

    Commento di eligio | agosto 5, 2011

  3. Regia magistrale

    Commento di alice | agosto 5, 2011

  4. Gibson è talmente bravo da rendere accettabile un Rambo del 1400

    Commento di giada | agosto 6, 2011

  5. Ideologicamente mi ha disturbato ma il film (in quanto film) è bellissimo. D’accordissimo con quanto scrive la Frigerio

    Commento di exdubius | agosto 9, 2011

  6. Formalmente perfetto, ottimo l’uso della lingua originale. Non ci si stanca mai

    Commento di alan | agosto 13, 2011

  7. Un film di grande impatto visivo, emozionante come pochi. Un po’ razzista però…

    Commento di miklos | agosto 19, 2011

  8. Trama un po’ standardizzata ma ben raccontata

    Commento di defalco | settembre 2, 2011

  9. Il film é ambizioso. Propone gli ingredienti propri di un’opera epica (il bravo e simpatico Zampa di Giaguaro detto Quasi, forse quasi un “Achille Pieveloce” dello Yucatan). Però, nelle mani di un regista presuntuoso e di povera cultura, fastidiosamente attento a fare cassetta, tutto si trasforma ad altissima velocità in un colossale polpettone, indigesto quanto le palle del tapiro.
    (Commento di Franca, 5 gennaio 2012)

    Commento di franca | gennaio 5, 2012


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