Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“You Don’t Know Jack – Il dottor morte” di Barry Levinson

2010: You Don’t Know Jack di Barry Levinson


Negli Stati Uniti è stato trasmesso il 24 aprile 2010 e ha avuto un grande successo di pubblico, ricevendo altresì premi e riconoscimenti a profusione. In Italia è stato presentato in anteprima al Roma Fiction Fest 2010 ed è andato in onda il 22 marzo 2011 (Sky Cinema).

Realizzato dalla HBO (1), il film ci parla di Jack Kevorkian, medico statunitense famoso negli anni 90 per aver praticato «la dolce morte» su oltre 130 malati terminali. Sostenendo che l’eutanasia non fosse un delitto, il dottore da sempre ha diviso l’America e il film descrive dettagliatamente (e mirabilmente) le battaglie di un uomo che non ha mai rinnegato le sue idee, sfidando non solo l’opinione pubblica ma anche le leggi dello Stato.

Un’opera provocatoria che meritevolmente evita ogni tipo di sensazionalismo. Un’opera che invita alla riflessione e alla discussione… e già basterebbe questo a consigliarne la visione. Ma  You Don’t Know Jack è, cinematograficamente parlando, soprattutto un film coraggioso e intelligente che emoziona e coinvolge, diretto con mano sicura da un grande Barry Levinson (2) e interpretato meravigliosamente da un Al Pacino in stato di grazia (circondato da illustri attori, tutti da plauso per la loro performance, come Susan Sarandon, Brenda Vaccaro, John Goodman).

p.s.

Kevorkian, condannato a 25 anni di reclusione per omicidio di secondo grado nel 1999, è stato rilasciato sulla parola nel 2007: l’ottantunenne dottore (che Al Pacino non ha voluto conoscere se non dopo ultimate le riprese) è arrivato alla première del film, accompagnato proprio da Pacino.

note

(1)     Da Wikipedia: La Home Box Office (meglio conosciuta con l’acronimo HBO) è una delle emittenti televisive via cavo più popolari degli Stati Uniti. Di proprietà della Time Warner, la sua programmazione è basata sul cinema e sulle serie televisive di sua produzione per cui è conosciuta in tutto il mondo. Negli USA ha oltre 38 milioni di abbonati. I contenuti di HBO vengono trasmessi in oltre 150 Paesi (a lei si deve quell’autentico capolavoro di Angels in America)

(2)     A Barry Levinson dobbiamo celeberrimi successi come Good Morning Vietnam, Rain Man (premio Oscar alla regia), Rivelazioni, Sleepers, Sesso e potere, L’uomo dell’anno

scheda

premi e riconoscimenti

sito ufficiale

marzo 23, 2011 - Posted by | cinema-recensioni, televisione-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , ,

9 commenti »

  1. grazie per la recensione, non vedo l’ora di vederlo ed acquistarlo in dvd, ai tempi di angels in america fecero una tiratura limitatissima per l’italia, quindi you don’t know jack lo comprerò all’uscita, considerato che in italia ritengono che certe opere non interessino… ed invece poi in tantissimi sono costretti ad acquistarle import dalla germania.
    buona serata e a presto,
    marco

    Commento di marco michele | marzo 24, 2011

  2. Come “Angels in America”… ovvero quando la tv batte il cinema!

    Commento di stella | marzo 25, 2011

  3. Tutte le tappe più importanti del discusso Kervokian interpretate da un Pacino che non può non suscitare l’applauso.

    Commento di hansray | marzo 29, 2011

  4. Una decisa critica all’ipocrisia della società americana, convincente ed emozionante

    Commento di daniele | marzo 29, 2011

  5. Una convincente lotta contro il puritanesimo (foriero di tanti malanni)

    Commento di riccardomilton | aprile 2, 2011

  6. Una straordinaria interpretazione di Al Pacino, come al solito.

    Commento di simplejulius89 | aprile 5, 2011

  7. Noooo è già andato in onda su sky e me lo sono perso.
    Grazie della recensione spero lo ritrasmettino.

    A presto

    Commento di albertoconsoli | aprile 5, 2011

  8. Da Repubblica.it:
    E’ morto Jack Kevorkian
    paladino del suicidio assistito.
    Era in ospedale da un paio di settimane per problemi al cuore e ai reni. Nel 1999 era stato condannato per omicidio di secondo grado. Aveva ammesso di avere prestato assistenza in almeno 130 casi di suicidio.
    Nel 2007 fu rilasciato e sottopposto per tre anni a libertà vigilata. La condizione era l’impegno a non assistere più chi voleva la “dolce morte”. E lui si impegnò in questo senso. Ma continuò a cercare di convincere l’America e il mondo che “morire non è un crimine”.

    Commento di cinemaleo | giugno 3, 2011

  9. Bellissimo film che turba e a volte sconvolge, da vedere assolutamente

    Commento di peet | luglio 21, 2011


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