Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Il discorso del Re” di Tom Hooper

2010: The King’s Speech di Tom Hooper

Un piccolo grande film che se gli Oscar premiassero potremmo riconciliarci con l’Academy (caduta spesso in evidenti errori di valutazione).

Il discorso del Re è un «piccolo» film perché fa a meno di tutto quanto oggi va per la maggiore (effetti speciali, grandi masse, scenografie grandiose, immagini mozzafiato, montaggio e ritmo che rasentano la schizofrenia…). E’ un  «grande» film non solo per la curatissima ricostruzione d’epoca (che non appare posticcia come in tante altre opere cinematografiche) e per la interessante e curiosa illustrazione di una pagina di storia poco conosciuta. E’ un  «grande» film soprattutto perché ci presenta una regia (1) una sceneggiatura un cast da plauso, perfetti e senza la minima sbavatura.

Ritratto d’epoca ma specialmente ritratto umano: si parla di corti e di reali… ma si parla di ognuno di noi con i suoi complessi le proprie deficienze le proprie problematiche. Un inno alla ricerca dell’autostima, un inno alla perseveranza nel migliorarsi, un inno all’amicizia di cui nessuno può fare a meno. Da sottolineare inoltre che il film è un omaggio all’Inghilterra e agli Inglesi, omaggio non fastidioso e partigiano ma sentito e sincero, interamente condivisibile: scrive Il Fatto Quotidiano “Responsabilità, rispetto delle istituzioni, nazione, unità, grandezza di un popolo. Queste sono le parole che vengono in mente guardando Il discorso del Re.

14 nomination ai Bafta, 12 candidature agli Academy Awards, 7 ai Golden Globe (ma l’elenco è lunghissimo) per un film (di cui il New York Observer ha scitto “The best ensemble of the year in the best picture of the year”) che sembrerebbe costruito a tavolino per compiacere critica e pubblico…(2). Ma non è così. Tra le tante recensioni lette mi ha particolarmente colpito quella di Carola Proto su Comingsoon. Afferma tra l’altro la Proto (e sottoscrivo ogni parola): “…non va confuso… con due aggettivi che sempre più spesso definiscono i cosiddetti acchiappa-premi, e cioè ricattatorio e consolatorio. Il discorso del Re non è ricattatorio perché non indugia mai sul dramma personale  del povero sovrano per caso né rende il personaggio un santo. Al contrario, ne mostra l’irritabilità mista ad arroganza, lo snobismo e l’iniziale arrendevolezza. Pur regalando, inoltre, allo spettatore delle scene di forte impatto emotivo, conserva in ogni inquadratura e battuta una misura e un rigore che sono la conseguenza di un grande lavoro di regia e di sceneggiatura. Ancor meno potremmo parlare di un film consolatorio, visto che la vicenda si svolge in uno dei momenti più difficili della storia d’Europa: un momento in cui la propaganda di Hitler minacciava follia collettiva e distruzione, e la guerra era imminente. Una zona temporale di precarietà, insomma, in cui la conservatrice e millenaria corona inglese si trovò per la  prima volta di fronte alla pericolosa coincidenza fra pubblico e privato. Colpa della diffusione della radio, che rese ogni cosa politica e trasformò la politica in uno show…”.

Geoffrey Rush dà un’ulteriore prova di essere uno degli attori più versatili oggi in circolazione (bravissimo nel dramma, bravissimo nella commedia). Helena Bonham Carter è semplicemente perfetta alle prese con un personaggio apparentemente secondario. Colin Firth merita come non mai tutti i premi che lo stanno attualmente inondando: una recitazione così calibrata e misurata in un ruolo tutt’altro che facile non accade spesso di poterla ammirare. Un controllo, una misura la sua che lo innalzano al livello dei più grandi interpreti dello schermo (come non ricordare lo stupefacente Alec Guinnes de Il ponte sul fiume Kwai?).

note

(1) Tom Hooper si è fatto apprezzare più di una volta ma deve la sua fama alla miniserie Elizabeth I (2005) con una eccezionale Helen Mirren.

(2) “Il discorso del Re è uno di quei rari film che riescono ad essere estremamente accessibili al grande pubblico ed estremamente raffinati nella sostanza come nella confezione” (Europaquotidiano). “Bellissima sceneggiatura… Colin Firth sublime” (Il Foglio), “Uno dei cast più straordinari degli ultimi tempi” (Il Corriere della Sera”, “La qualità di un film così raffinato e attento a trovare il tono giusto è assicurata da una serie di contributi di prima classe che le 12 nominations agli Oscar hanno provveduto ad evidenziare” (La Stampa), “Il lato intimo del potere con attori da Oscar” (Il Messaggero).

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premi e riconoscimenti

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gennaio 29, 2011 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , ,

16 commenti »

  1. All’inizio ero un po’ perplesso… poi mi sono lasciato coinvolgere. Bellissimo film

    Commento di niger | gennaio 30, 2011

  2. L’ho visto in lingua originale, Colin Firth lascia a bocca aperta… (speriamo che il doppiaggio non rovini tutto)

    Commento di brad | gennaio 30, 2011

  3. Pochi attori possono passare con tanta disinvoltura da “Mamma mia” a “A single man” a “Il discorso del Re”… Eccezionale Firth!

    Commento di fabrizio | gennaio 30, 2011

  4. Spero di vederlo tra poco! leggiti nel frattempo il post che gli ho appena dedicato!

    Commento di perso già di suo | gennaio 30, 2011

  5. Raffinato come pochi, ironico ma anche malinconico, uno dei migliori film degli ultimi anni

    Commento di marcellino | gennaio 31, 2011

  6. Adesso debbo scrivere il mio post su questo bellissimo film; ma dopo aver letto la tua recensione non sarà facile

    Commento di marco1946 | gennaio 31, 2011

  7. Film bellissimo, ottima recensione (come sempre).

    F.

    Commento di fabrizio (laboratorio di cinema) | gennaio 31, 2011

  8. Un trio d’attori formidabili in una bellissima storia

    Commento di giusy | febbraio 3, 2011

  9. Hollywood ne avrebbe fatto uno spettacolone pieno di colori costumi balli… Per fortuna è un film inglese, intimo e personale, magnificamente recitato

    Commento di abla | febbraio 5, 2011

  10. Colin Firth finalmente ottiene i riconoscimenti che da tempo gli sono dovuti

    Commento di rederik | febbraio 7, 2011

  11. Mi sono commosso, mi sono divertito… mi sono indotto a diventare migliore…

    Commento di exdubius | febbraio 10, 2011

  12. Film immenso, straordinario! Di una semplicità perfetta. A mio avviso merita tutti e dodici gli Oscar a cui è candidato.
    God save Tom Hooper!

    Commento di pazu970 | febbraio 12, 2011

  13. Un film di ottima qualità che merita di essere visto più di una volta.

    Commento di cinemasema | febbraio 23, 2011

  14. Immagino che i verdetti dell’ Academy ti abbiano soddisfatto in pieno. Io invece qualcosa da ridire l’ ho avuta, come capirai leggendo il mio articolo. Tralasciando l’ edizione di quest’ anno, tra i film candidati degli ultimi 10 anni per me il migliore é senza dubbio “Crash – Contatto fisico”; il peggiore “The Aviator”; il più sopravvalutato “The Millionaire” (l’ Oscar ad un regista come Danny Boyle, ridicolizzato a più riprese da Farinotti, ancora grida vendetta); il più sottopremiato “Hotel Ruanda”, con “Apocalypto” a breve distanza.

    Commento di wwayne | febbraio 28, 2011

  15. @ wwayne: perfettamente d’accordo su “Hotel Ruanda”

    Commento di cinemaleo | marzo 4, 2011

  16. Una piccola storia calata nella grande storia… Non è facile, qui tutto funziona perfettamente

    Commento di manuel | marzo 23, 2011


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