Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Il giorno della locusta” di John Schlesinger

1974: The Day of the Locust di John Schlesinger


La decadenza della Hollywood degli ultimi anni ‘30 offertaci da un regista (l’inglese John Schlesinger ) a cui dobbiamo celeberrime opere (1).

Tratto, piuttosto fedelmente, dal romanzo (2) di Nathanael West (definito da Francis Scott Fitzgerald “Il più bel romanzo scritto su Hollywood e il suo mondo”) il film ebbe alla sua uscita pessime critiche e fu al botteghino un vero e proprio flop. Gli fu rimproverato di essere eccessivamente lungo, di tendere al prolisso e al pletorico, di aver tralasciato l’ironia che impregnava il libro ispiratore, di offrire una visione troppo pessimista della «fabbrica delle illusioni». Tutto vero. Da rimproverargli anche una certa mancanza di ritmo. Eppure, visto oggi, il film risulta più che degno di interesse (su il Davinotti leggiamo: Tanta crudeltà in questa storia costruita sulla distanza incolmabile tra le illusioni confezionate dall’industria del cinema e le disillusioni dei tre protagonisti, tra i vizi barocchi dei baroni di Hollywood e la miseria della Grande Depressione. Epico e grottesco, sontuoso, visionario… un grande film”). Un film oggi più che mai attuale considerando la sua tematica di fondo (“la speranza delusa e la conseguente disperazione, che può tracimare in violenza”, come giustamente sottolineava Primo Casalini).

Punti di forza de Il giorno della locusta sono la perfetta ricostruzione storica e ambientale, la magnifica fotografia, la colonna sonora massimamente evocativa, la prestazione più che notevole dell’intero cast. Donald Sutherland è impagabile in un ruolo particolarmente difficile, Karen Black è da plauso incondizionato alle prese con un personaggio dalle mille sfaccettature, William Atherton è perfetto in tutte le sue sfumature, Burgess Meredith è come al solito una presenza preziosa, la grande Geraldine Page (appare in una sola scena) è -come sempre- indimenticabile.

Il finale, un mix di Fellini e Ken Russell, è quanto di meglio il grande schermo ci abbia mostrato: allucinato visionario apocalittico… Un vero e proprio tsunami. Da solo, merita la visione del film.

note

(1) Billy il bugiardo, Darling, Un uomo da marciapiede, Domenica maledetta domenica, Il Maratoneta, Madame Sousatzka

(2) “Quello che West vuole mostrare in questo romanzo è come dal desiderio illuso alla frustrazione, dalla noia alla violenza il passo sia inevitabile, e come il grande sogno americano possa trasformarsi in un incubo… Hollywood, città dei grandi sogni e delle grandi illusioni. La California è il regno dei fabbricanti dei sogni con il mondo del cinema, i culti religiosi, i movimenti economici che promettono ricchezza, che attirano la massa per deluderla… Il conflitto tra realtà e illusione, ossia tra realtà e rappresentazione della realtà è il tema centrale del romanzo” (Alessandra Arale).

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trailer

dicembre 12, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , ,

6 commenti »

  1. Visivamente splendido, forse un po’ pesante ma il finale è da urlo

    Commento di annapet70 | dicembre 13, 2010

  2. Bellissima colonna sonora e ottime interpretazioni. Le ultime scene: un pugno nello stomaco

    Commento di manuel | dicembre 14, 2010

  3. Non mi meraviglia che agli Americani non sia piaciuto…

    Commento di fantasy | dicembre 15, 2010

  4. Molte le scene cinematograficamente bellissime (il tentativo di stupro, il crollo nello studio cinematografico…). Il finale, così crudo e fantastico, del tutto inaspettato

    Commento di ines | dicembre 16, 2010

  5. Oggi i film del genere “play within the play” (o cinema nel cinema, come lo chiamiamo noi) vengono prodotti con minore frequenza rispetto al passato, e anche quando si decide di investire su un film di questo tipo, spesso l’ intento é parodistico e l’ esito infelice (vedi “Disastro a Hollywood”). In passato invece l’ approccio era più serio e venivano sfornati dei veri capolavori, da “Gli ultimi fuochi” a “Il bruto e la bella”, passando per “Un volto nella folla.” Elia Kazan in particolare sembrava nato per girare film di questo tipo. A parte questa digressione nostalgica, non ho molto altro da dire su questo film, perché dopo un’ ora di noia assoluta, contrariamente alle mie abitudini, decisi di mollarlo e cambiare canale. I vostri commenti sul finale mi suggeriscono che avrei dovuto essere più paziente.

    Commento di wwayne | febbraio 17, 2011

  6. @ wwayne: ti consiglio di rivederlo, finale imperdibile

    Commento di cinemaleo | febbraio 19, 2011


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