Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Io ti salverò”

1945: Spellbound di Alfred Hitchcock


Grande successo di pubblico all’epoca, meno di critica… ma ultimamente è stato rivalutato.


Un film dove tutto funziona perfettamente: dalla celeberrima colonna sonora di Miklós Rózsa vincitrice dell’Oscar alla trama piena di suspense (sceneggiatura del grande Ben Hecht), dalla splendida fotografia in bianco e nero di George Barnes all’eccezionale carisma dei due protagonisti Ingrid Bergman (premiata dal New York Film Critics Circle) e Gregory Peck
Io ti salverò costituisce uno dei più celebri e complessi thriller di Hitchcock (MyMovies).
Il film è tutto giocato attorno ai «classici» della letteratura hitchcockiana, la «stranezza» del protagonista, lo scambio di persone, l’apparenza di colpevolezza, il valore terapeutico dell’amore. Lei è Ingrid Bergman, troppo bella per non essere addirittura taumaturgica. Il film è semplicemente splendido. E mi tengo basso (Walter Veltroni).
Io ti salverò, è un film imperdibile. Per gli amanti del genere, poi, è da collezionare (Movieplayer).
Una vicenda che, ad onta dell’età della pellicola (1945), avvince lo spettatore grazie alla sapiente regia del maestro del giallo cinematografico, Alfred Hitchcock, ed alle magistrali interpretazioni dei due protagonisti (Marco Cherubini).
Un film estremamente moderno, le cui tematiche sono ora più conosciute. Un Hitch rivoluzionario, quindi. E, come sempre, che sa colpire nel modo giusto. Nella mente e nel cuore (FilmUp).
Un giallo ” a doppia corsia” con continue metafore visive (le porte…), una musica di commento geniale, un ritmo travolgente che conferiscono al film una struttura poetica e narrativa che sonda in maniera profondissima i lati oscuri del rapporto amoroso e della psiche umana (Ciao.it).
Un gran pezzo di cinema (ilDavinotti).
Io ti salverò del 1945 è certamente il primo film nel quale il cinema affronta il tema della psicanalisi… e ha delle pagine di cinema memorabili, soprattutto nelle rappresentazioni oniriche realizzate in collaborazione con Salvator Dalì (TempiModerni).
Immagini che però non piacquero al produttore (il famoso e potente David Selznick): Alfred Hitchcock tuttavia utilizzò la maggior parte del lavoro di Dalì (ma fu tagliata una sequenza onirica in cui Ingrid Bergman si trasformava in una statua della dea Diana, sequenza andata perduta).

p.s.

Al film partecipano una giovanissima Rhonda Fleming (destinata a diventare negli anni 50 una delle attrici più popolari) e Leo G. Caroll (uno degli attori che Sir Alfred ha più utilizzato)

scheda

premi e riconoscimenti

sito ufficiale

trailer

novembre 10, 2010 - Posted by | cinema-recensioni, classici

10 commenti »

  1. Un film incredibile, perfetto, e per me è sufficiente la sequenza del sogno per farmi fremere. Arte nell’arte. Non so cosa dire di più e qualsiasi cosa dicessi sarebbe superflua. Semplicemente: vedetelo.

    Commento di cinemasema | novembre 10, 2010

  2. Il classico film il cui fascino aumenta col passare degli anni

    Commento di frank | novembre 11, 2010

  3. Una vera e propria lezione di regia e di recitazione… e che dire della splendida indimenticabile musica?

    Commento di giovandrea | novembre 11, 2010

  4. L’ho visto tante di quelle volte… E lo rivedrò tante altre volte…

    Commento di roy | novembre 12, 2010

  5. Senz’altro uno dei migliori Hitch, il fascino della Bergman è indescrivibile

    Commento di manuel | novembre 12, 2010

  6. Giustamente celeberrima la scena del sogno, Ingrid & Gregory al top!

    Commento di exdubius | novembre 13, 2010

  7. Un film dove tutto invita all’applauso incondizionato

    Commento di gianluca | novembre 13, 2010

  8. Un film imperdibile e non solo per gli amanti del giallo. Un capolavoro del cinema americano

    Commento di streep | novembre 22, 2010

  9. Uno dei pochi film di Sir Alfred con colpo di scena finale… Chi non l’ha visto non sa cosa si perde

    Commento di manlio50 | novembre 27, 2010

  10. Insieme a “Vertigo” il mio preferito

    Commento di rossocarminio86 | gennaio 25, 2011


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