Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Il caso Paradine”

1947: The Paradine Case di Alfred Hitchcock


Tratto dall’omonimo romanzo di Robert Smythe Hichens (pubblicato nel 1933), è stato per anni il film meno apprezzato dai cultori del grande regista: “Un film profondamente imperfetto” (Guido Luciani).

Eppure, a distanza di tempo, va ampiamente rivalutato. Formalmente smagliante  (la fotografia di Lee Garmes, tutta giocata sui chiaroscuri, è particolarmente suggestiva; la scenografia di J. McMillan Johnson e Thomas N. Morahan rivela una cura quasi maniacale; la colonna sonora di Franz Waxman è quanto mai affascinante…) si distingue non solo perché Hitchcock si cimenta per la prima volta in un legal-thriller ma soprattutto per l’atmosfera morbosa che permea il tutto e per il notevole approfondimento psicologico dei protagonisti, protagonisti che ci vengono mostrati nelle loro molteplici sfaccettature e contraddizioni che li rendono oltremodo moderni e interessanti. Trama complessa e tortuosa che Sir Alfred riesce a trasformare in un racconto di alta tensione che desta continuamente la nostra attenzione fino al colpo di scena finale (1).

Il caso Paradine conferma, ancora una volta, la maestria di Hitchcock nell’utilizzo della macchina da presa. Basti pensare a due sequenze particolarmente significative e cinematograficamente di grande valore: la scena in cui vediamo, dall’alto, Gregory Peck abbandonare il tribunale fino a scomparire e soprattutto quella che ci mostra l’ingresso di Louis Jourdan in aula (2). E il film è l’ennesima prova di come il grande regista fosse in grado di valorizzare al massimo gli attori a disposizione. Qui abbiamo la possibilità di ammirare uno dei maggiori divi hollywoodiani, quel Gregory Peck che A.H. aveva già magnificamente utilizzato in Io ti salverò, una delle più prestigiose coppie che il grande schermo abbia mai potuto vantare (Charles Laughton e Ethel Barrymore, veri e propri giganti della recitazione), un’apprezzata stella dell’epoca (Ann Todd, molto attiva tra gli anni 40 e 50), nonché notissimi caratteristi che tanto lustro hanno dato al cinema americano (Charles Coburn, Leo G. Carroll…). Da ricordare che Il caso Paradine segnò il debutto ad Hollywood di Louis Jourdan (che avrà in seguito l’opportunità di interpretare film di grande successo come Lettera da una sconosciuta, Tre soldi nella fontana, Gigi, Can can, Il Cigno, Madame Bovary…) e soprattutto di Alida Valli, mai così bella e affascinante (Alida Valli, porcellana pura, era impossibile fotografarla male”, Marta Boneschi). Massimamente carismatica, perfetta nel rendere l’ambiguità e il senso di mistero che avvolge il suo personaggio, un ruolo particolarmente difficile che non sarà facile dimenticare (la sua interpretazione è un assoluto capolavoro di minimalismo, e questo in un’epoca dove il minimalismo recitativo non era molto di moda!. Valli costruisce tutto il proprio personaggio, tutta la propria bellezza, grazie a gesti lenti, cenni impercettibili, sguardi lenti ed enigmatici…”, ThePempipotPictureshow).

In definitiva, mi sembra giusto quanto è scritto su il Davinotti: La parola «Hitchock» e la frase «da vedere» sono da accostarsi automaticamente”.

p.s.

da Wikipedia: Il produttore David O. Selznick, stravolse radicalmente la sceneggiatura del film prima dell’inizio delle riprese, cambiando volontariamente e unilateralmente molte scene, ritenute importanti dal regista. Originariamente la pellicola aveva la durata di 3 ore, ma venne tagliato ad 2 ore e 12 minuti dal produttore Selznick. Egli, dopo la prima mondiale, decise di effettuare un ulteriore riduzione portandolo a 1 ora e 44 minuti. Sfortunatamente, nel 1980, la pellicola originale venne distrutta da un’alluvione, facendo perdere per sempre la conoscenza delle stesura originale del regista Hitchcock. Il caso Paradine è l’ultimo film di Hitchcock assieme al produttore David O. Selznick”.

note

(1) Inconcepibile che un buon 80% di recensori (anche il Farinotti e Wikipedia!) nel raccontare la trama del film rivelino il finale… Imperdonabile!

(2) Lo stesso Hitchcock descrisse a Truffaut la particolare complessità di questa seconda scena:  “Ho dovuto filmare questa scena in due riprese. La macchina da presa è su Alida Valli e, sopra la sua spalla, si vede in lontananza, da una parte Louis Jourdan che sta entrando e cammina dietro di lei per andare alla sbarra dei testimoni. In un primo tempo ho la panoramica a duecento gradi che mostra Jourdan che cammina dalla porta alla sbarra, ma senza Alida Valli; poi ho ripreso un primissimo piano di Alida Valli davanti allo schermo di trasparenza e ho dovuto farla sedere su uno sgabello girevole per ristabilire l’effetto di rotazione. Verso la fine del movimento bisognava far sparire Alida Valli, perché la macchina da presa doveva ritornare su Louis Jourdan che stava arrivando alla sbarra. E’ stato veramente molto complicato da girare…”.

scheda

premi e riconoscimenti

sito ufficiale

trailer

Annunci

ottobre 30, 2010 - Posted by | cinema-recensioni, classici | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

10 commenti »

  1. Sono tra le vittime de il Farinotti… penso che non lo consulterò più

    Commento di petrella | ottobre 31, 2010

  2. Da stigmatizzare le recensioni che tendono a dire troppo. Dovrebbero limitarsi a dare un parere e lasciarci poi liberi di “scoprire” il film

    Commento di stella | novembre 1, 2010

  3. Come non innamorarsi di Alida?

    Commento di roberto70 | novembre 1, 2010

  4. Gregory Peck lo trovo un po’ sottotono ma Alida Valli… che splendore e che carisma!

    Commento di exdubius | novembre 2, 2010

  5. D’accordo con Stella. Il film non mi ha convinto completamente ma Hitch è sempre imperdibile!

    Commento di zazie | novembre 2, 2010

  6. Leo, grazie dell’email… Ti ho già risposto ma volevo ringraziarti di nuovo, ciao

    Commento di abla | novembre 2, 2010

  7. Magnifica recensione, bellissimo film!

    Commento di perso già di suo | novembre 3, 2010

  8. Mi piace

    Commento di alp2000 | novembre 8, 2010

  9. Un’opera superiore alla media (come tutti i lavori di AH), un giallo classico che rivedo sempre volentieri

    Commento di fornaro | novembre 15, 2010

  10. Un capolavoro, l’ho rivisto decine di volte e sempre scopro qualche passaggio che merita attenzione

    Commento di mralan800 | luglio 27, 2011


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: