Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“La sposa in nero”

1968: La mariée était di François Truffaut


Cosa poteva accomunare un celebre giallista americano con il massimo esponente della Nouvelle Vague?
Il grande Sir Alfred.

William Irish (Cornell Woolrich) era uno degli autori prediletti di Hitchcock (è suo, fra l’altro, il romanzo da cui fu tratto La finestra sul cortile). Ed è nota la grande ammirazione di Francois Truffaut per il maestro inglese.
Truffaut portò sullo schermo due volte lo scrittore statunitense: La sposa in nero nel 1967, La mia droga si chiama Julie nel 1969.

Dal romanzo The Bride Wore Black (1948) François Truffaut ha tratto uno dei suoi film più famosi e di più grande successo ai botteghini. Un noir perfetto che vede protagonista assoluta una magnifica Jeanne Moreau, all’apice del suo fascino e del suo carisma, eccezionale nell’esprimere una tempesta di passioni sotto una apparente determinazione e freddezza.

“Il film è cucinato in una salsa alla Hitchcock: c’è perfino la musica cattivante di Bernard Herrman come in La donna che visse due volte” (Corriere della Sera).
“Gelido eppur eccitante thriller di François Truffaut che ha rivoltato a suo modo lo stupendo romanzo di Cornell Woolrich per trarne un raffinato esercizio di stile dai bagliori ironici anche se privo di autentica suspense. L’altera Jeanne Moreau, cocciuta assassina per debito d’amore, ruba la scena agli attoniti partner maschili” (Il Giornale).
“Illuminando il personaggio della protagonista già dal terzo delitto, Truffaut ha rinunciato a fare un film poliziesco classico. Ancora una volta la poesia prevale sull’intrigo” (Jean Collet).
“Il film sembra un compendio, un saggio per immagini in omaggio al cinema di Alfred Hitchcock, dove la suspense, mescolata all’humour nero, viene dilatata dai tempi vuoti, che danno spessore e complessità ai personaggi” (Ferruccio Gattuso).
“Jeanne Moreau, a distanza di sei anni dallo struggente “Jules et Jim”, torna a collaborare con il suo pigmalione esprimendo in scena una performance perfetta che già da sola basterebbe a rendere il film indimenticabile” (Svengali).
“Un capolavoro del noir francese, un’esaltazione del lato machiavellico della personalità femminile solitamente nascosto all’ingenuo pubblico maschile, un contributo alla bellezza di Jeanne Moreau. Imperdibile” (Samantha Gandin).

p.s.
La sposa in nero è il sesto lungometraggio di François Truffaut. Girato a Cannes, Parigi e dintorni e Grenoble dal 16 maggio al 10 novembre 1967, fu proiettato per la prima volta in pubblico il 7 aprile 1968 (Wikipedia).

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ottobre 26, 2010 - Posted by | cinema-recensioni, classici | , , , , , , , , , , , , , , , , ,

12 commenti »

  1. Le musiche di Bernard Herrmann lo rendono maggiormente hitchcockiano. Bellissimo

    Commento di lina | ottobre 27, 2010

  2. Film-capolavoro (e complimenti per il tuo video)

    Commento di siriah | ottobre 27, 2010

  3. La Moreau è superlativa più che mai

    Commento di girolimino | ottobre 27, 2010

  4. Mi unisco ai complimenti per il video e per averci fatto riascoltare la musica di “Vertigo”, sicuramente una delle più suggestive scritte per il grande schermo

    Commento di salvatore | ottobre 28, 2010

  5. Jeanne Moreau è veramente magnifica in un ruolo che sembra nato per lei

    Commento di abla | ottobre 28, 2010

  6. Film stupendo

    Commento di dobberman88 | ottobre 29, 2010

  7. Giustamente uno dei film francesi che ha avuto maggior successo in tutto il mondo, ancora oggi godibile

    Commento di nanni | ottobre 31, 2010

  8. Jeanne Moreau: bravura e fascino a profusione

    Commento di giugaro | novembre 1, 2010

  9. Mi piace

    Commento di alp2000 | novembre 3, 2010

  10. Disturbante ma bellissimo

    Commento di defalco | novembre 7, 2010

  11. Truffaut è Truffaut e…. basta

    Commento di marina | novembre 19, 2010

  12. Excellent! Hitchcock and Truffaut would be proud!

    Commento di jstagnitto | settembre 26, 2011


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