Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Una sconfinata giovinezza”

2010: Una sconfinata giovinezza di Pupi Avati

Contrastanti le accoglienze della critica: si va da “Cast di prestigio e coraggio nell’affrontare nell’Italia da farsa un tema serio” (Il Corriere della Sera) a “…il tutto è ampiamente prevedibile” (L’Unità).

Dopo lo scivolone de Gli amici del Bar Margherita ritroviamo il Pupi Avati drammatico e sostanzioso de Il papà di Giovanna.

Lode al regista di trattare un tema non consueto nel panorama del nostro cinema (evoluzione e conseguenze di una grave malattia), tema affrontato encomiabilmente senza retorica né facili sentimentalismi.

Molti gli aspetti positivi di Una sconfinata giovinezza: la recitazione dell’intero cast è ottima, la fotografia è splendida nel ritrarre in modo diverso il presente e il passato, il ritmo è sostenuto, il finale è quanto mai suggestivo…

Ma qualcosa non funziona. Il nostro coinvolgimento non è totale. Forse a causa dell’ambiente ritratto (troppo lontano da noi comuni mortali), forse per l’eccessivo pudore nello svolgere il non gradevole argomento, forse per l’eccessivo utilizzo di un commento sonoro enfatico ed invadente, forse per l’abuso di una voce narrante troppo esplicativa, forse per qualche caduta di tono e di buon gusto che si poteva evitare, forse per il non armonizzarsi compiutamente delle varie parti di cui il lavoro è composto (le sequenze finali sembrano un altro film)…

Il difetto maggiore è però, a mio parere, nello squilibrio tematico tra quanto vediamo dell’oggi e quanto vediamo del ieri. Molte cose che ci vengono mostrate dell’infanzia del protagonista non sembrano avere alcuna attinenza col suo presente di adulto ammalato e quindi lo spettatore è indotto a chiedersi continuamente perché ci vengono dette: il che distrae e disturba.

Rilevati i difetti, è indubbio che Una sconfinata giovinezza merita la visione anche per premiare un regista che, pur tra alti e bassi, mostra coerenza e tenacia nella sua idea di un cinema diverso e controcorrente.

p.s.

Il film, oltre a mostrarci un Fabrizio Bentivoglio e una Francesca Neri convincenti e partecipi come raramente accade, ha il merito di farci ritrovare nomi (da Lino Capolicchio a Gianni Cavina a Isa Barzizza…) che ameremmo vedere maggiormente sul grande schermo.

scheda

premi e riconoscimenti

sito ufficiale

ottobre 10, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , ,

10 commenti »

  1. Il film mi è piaciuto anche grazie ai due bravissimi protagonisti (ma come fa la Negri ad essere sempre così bella?)

    Commento di leasister | ottobre 11, 2010

  2. Molti ne parlano bene (forse per ripagare Avati dal rifiuto di Venezia?)

    Commento di fabrizio | ottobre 12, 2010

  3. Mi sono piuttosto annoiato, nessun coinvolgimento

    Commento di bellarmino | ottobre 12, 2010

  4. Mi aspettavo molto (Il papà di Giovanna mi aveva entusiasmato), non mi sono pentita di averlo visto ma un po’ mi ha deluso

    Commento di siriah | ottobre 12, 2010

  5. Mi sono piuttosto annoiato, nessun coinvolgimento

    Commento di briola | ottobre 12, 2010

  6. Forse non è un film eccezionale ma per fortuna il nostro cinema non sforna solo cinepanettoni

    Commento di peet | ottobre 13, 2010

  7. Concordo, la miscela di passato e presente non mi è sembrata riuscita

    Commento di exdubius | ottobre 14, 2010

  8. Superficiale, deludente (il finale onirico però mi è piaciuto)

    Commento di claretta | ottobre 19, 2010

  9. Avati la dovrebbe piantare con la nostalgia del passato…

    Commento di rederik | ottobre 25, 2010

  10. Al seguente link potrete vedere le immagini dell’incontro tra il regista Pupi Avati e gli studenti della Sapienza:

    http://www.uniroma.tv/?id_video=17405

    Ufficio Stampa di Uniroma.TV
    info@uniroma.tv
    http://www.uniroma.tv

    Commento di uniroma.tv | ottobre 27, 2010


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