Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Sedotta e abbandonata”

1964: Sedotta e abbandonata di Pietro Germi

Dopo Divorzio all’italiana e prima di Signore & Signori, seconda parte della trilogia con cui il grande regista magistralmente irride ai vizi e alle ipocrisie della società italiana.

Critica e pubblico concordi come non mai: un capolavoro, un gioiello della nostra cinematografia che ha mietuto premi un po’ ovunque, apprezzato e visto in tutte le parti del mondo.

In Sedotta e abbandonata (ambientato, come In nome della legge,  a Sciacca e in alcune località agrigentine) tutto funziona alla perfezione. Il ritmo è veloce, la sceneggiatura brilla per acume e intelligenza, le battute e le situazioni spesso esilaranti (ma con uno sfondo tragico che non stona, anzi…), fotografia-montaggio-musica da plauso incondizionato. Da dieci e lode la prestazione dell’intero cast: uno stuolo di caratteristi che hanno reso grande il nostro cinema e che qui offrono il meglio di sé. E’ forse l’unico film in cui Saro Urzì ha l’occasione di mostrare il suo eccezionale talento, è il film che ha lanciato definitivamente Stefania Sandrelli nell’Olimpo cinematografico (posizione, caso raro in Italia, che mantiene ancora… e meritoriamente). Ma tutti gli interpreti andrebbero lodati uno per uno, da Leopoldo Trieste a Umberto Spadaro, da Aldo Puglisi a Lando Buzzanca, da Lola Braccini a Rocco D’Assunta… tutti indimenticabili, tutti insuperabili.

Ecco un piccolo panorama degli entusiasmi che il film ha sempre suscitato, fin dal suo apparire… entusiasmo che il tempo non riesce -giustamente- a scalfire:

Germi non è mai stato così pungente e sferzante, con un stile poi da lasciar a bocca aperta. Un capolavoro della commedia all’italiana” (Giovanna Grassi, MyMovies).

“Di gusto ora malizioso ora polemico le musiche di Carlo Rustichelli che, per sottolineare taluni passaggi dell’azione volutamente tenuti sulla falsariga satirica del western, ha caricaturalmente distorto alcuni temi di Tiomkim in Un dollaro d’onore” (Gian Luigi Rondi, Il Tempo).

Germi, con sceneggiatori super come Age e Scarpelli, muove a meraviglia le sue mostruose masse urlanti di famiglia, con un travolgente Urzì, il grande caratterista premiatop a Cannes” (Maurizio Porro, Magazine CdS).

Il personaggio di Leopoldo Trieste, simpatizzante (e non esperto) di pastasciutte, è memorabile, come tutte le macchiette e i personaggi secondari” (Film.tv.it).

Sedotta e abbandonata porta avanti la perorazione contro il mito dell’onore con figure ed episodi anche più azzeccati e penetranti de Divorzio all’italiana” (Tullio Kezich, Il cinema degli anni sessanta).

“Grandissimo film del maestro Pietro Germi che, a metà degli Anni Sessanta, effettuò un pungente ritratto della realtà siciliana… con alcune scene che sono da antologia della storia del cinema italiano, e non solo” (Galbo, il Davinotti).

“Una Sicilia vista come un inferno terreno dalle connotazioni arcaiche e tribali…  Pochi altri registi in Italia sarebbero stati in grado, alla pari di Germi, di mantenere così elevati la tensione e l’interesse dello spettatore per oltre due ore di film barocco, sovrabbondante e volutamente sgradevole; di rendere psicologicamente credibili personaggi in apparenza caricaturali e monodimensionali; di trasmettere nonostante tutto il proprio messaggio con tanta limpida precisione. E alla fine possiamo dire di essere in presenza di un grande film…” (Jackskellington, Debaser.it).

p.s.

Sedotta e abbondanata è l’ultimo film di Pietro Germi girato in Sicilia.

scheda

premi e riconoscimenti

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luglio 29, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

6 commenti »

  1. Ennesima conferma che pochi registi hanno saputo “interpretare” l’Italia come Germi

    Commento di peet | luglio 30, 2010

  2. Un vero gioiello dal meccanismo perfetto. Indimenticabile!

    Commento di waksman | luglio 30, 2010

  3. Sicuramente uno dei migliori film degli anni Sessanta, anni di particolare prestigio per la nostra cinematografia

    Commento di zazie | luglio 30, 2010

  4. Urzì Sandrelli Trieste al loro meglio…

    Commento di salvatore | luglio 31, 2010

  5. Uno dei rari film che non ci si stanca di rivedere e ogni volta si coglie qualcosa di nuovo…

    Commento di dubius | luglio 31, 2010

  6. Divertimento e amarezza mirabilmente fusi in un capolavoro che si rivede sempre volentieri.

    Commento di floriana | agosto 13, 2010


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