Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“In nome della Legge”

1948: In nome della Legge di Pietro Germi

Sbancato il botteghino italiano (si classificò al terzo posto nei maggiori incassi della stagione 1948-49), il film fu foriero di molte polemiche e opinioni contrastanti (tra l’altro lo si reputò lesivo per l’immagine della Sicilia).

Giustamente lodata da Ennio Flaiano “per non aver mai permesso che l’inchiesta, la questione morale, il reportage prevalessero sul racconto”, la terza opera realizzata dal grande Pietro Germi come regista fu giudicata da molti il primo vero western italiano, ma è soprattutto un grande esempio di cinema civile: un film secco e asciutto, senza sbavature o inutili digressioni, bello visivamente e appassionante nell’intreccio.

Felice innesto di melodramma e neorealismo, “abilmente costruito a mezza via fra il film di denuncia sociale e il racconto d’avventure” (Gian Piero Dell’Acqua), è un lavoro vigoroso e trascinante che onora il nostro cinema ed è espressione del clima particolare che si respirava nel primo dopoguerra in Italia: anni di ricostruzioni, anni di fiducia, anni di speranze… un periodo di euforia e di ottimismo che ben presto avrebbe lasciato il campo a delusione e scetticismo sulle sorti del Paese.

Da plauso incondizionato la splendida fotografia di Leonida Barboni (caratterizzata dal forte contrasto tra il nero profondo e il candore abbagliante) e la musica epicizzante di Carlo Rustichelli.

Magnifico protagonista, una delle maggiori glorie della nostra cinematografia. Massimo Girotti (dalla critica definito «il Paul Newman italiano») ebbe per questa interpretazione il Nastro d’Argento come migliore attore: misurato e mirabilmente equilibrato, affronta qui (insieme a Ossessione, 1942, e La finestra di fronte, 2003) il suo ruolo migliore evidenziando al massimo le sue notevoli qualità drammatiche. Lo contornia uno splendido stuolo di caratteristi, uno più bravo dell’altro: grande forza del nostro cinema di un tempo… una grande scuola di cui si sono perse le tracce e di cui l’attuale cinema italiano avrebbe grande necessità.

Da sottolineare che, tratta dal romanzo Piccola pretura del magistrato Giuseppe Guido Lo Schiavo, la sceneggiatura vanta nomi del calibro di Mario Monicelli e Federico Fellini.

p.s.

-Massimo Girotti era stato già protagonista del  primo successo commerciale di Germi, Gioventù perduta (1947)

-Germi scelse Sciacca quale set cinematografico non solo per In nome della Legge ma anche per Sedotta e abbandonata

note

Solite note dolenti per la storia del nostro cinema, per un patrimonio culturale non valorizzato. Su qualsiasi filmetto americano abbonda il materiale… Quasi inesistenti le immagini de In nome della Legge sul web, scarsissime le notizie riguardanti il cast (impossibile, tra l’altro, rintracciare una biografia della protagonista Jone Solinas).

scheda

premi e riconoscimenti

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luglio 8, 2010 - Posted by | cinema-recensioni, classici | , , , , , , , , , , , , , , ,

8 commenti »

  1. Ciao, abbiamo segnalato il tuo blog per il premio Dardos su Acquitrini Cinematografici!
    leggi qui per saperne di più

    http://dylandave.wordpress.com/2010/07/09/premio-dardos/

    un saluto
    Dylandave, amministratore di Acquitrini Cinematografici

    Commento di dylandave | luglio 9, 2010

  2. Germi è stato una delle nostre “glorie”, capace come pochi di accontentare pubblico e critica. Questo è uno dei suoi film più famosi, per nulla invecchiato

    Commento di dubius | luglio 10, 2010

  3. Condivido in pieno la tua lamentela sulle scarse notizie sul web riguardo al cinema italiano del passato “…e continuiamo a farci del male”

    Commento di rederik | luglio 10, 2010

  4. Bellissima e profondamente vera l’osservazione di Tullio Kezich su Massimo Girotti che riporti nella recensione a “La finestra di fronte”

    Commento di giusy | luglio 10, 2010

  5. Si rivede sempre volentieri questo bellissimo film con un indimenticabile Massimo Girotti, qui al suo meglio

    Commento di fabrizio | luglio 11, 2010

  6. Mi ha stupito l’assenza della Chiesa nel film… Germi (profondamente laico) ci ha forse voluto indicare il suo fallimento…

    Commento di nino | luglio 12, 2010

  7. Scarno ed essenziale, un lavoro che coinvolge ed appassiona.

    Commento di bellarmino | luglio 12, 2010

  8. Imperdibile per chi ama il buon cinema

    Commento di peet | luglio 14, 2010


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