Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza”

2006: O Ano em que Pais Saìram de Férias di Cao Hamburger

Premiato in numerosi Festival, candidato all’Oscar, il film esprime in pieno il buon momento che il cinema brasiliano sta vivendo.


Con uno stile delicato e sobrio, asciutto e discreto (benché l’argomento porterebbe a scegliere più facili e banali vie) L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza di Cao Hamburger (qui al suo secondo lungometraggio) descrive la difficile esperienza di un adolescente che sogna di fare il portiere di calcio e, indirettamente, il dramma di una intera nazione soffocata dalla dittatura (in Brasile la dittatura militare ebbe inizio con un colpo di stato nel marzo del 1964 e continuò sino al 1985).
Siamo nel 1970, l’anno dei mondiali di calcio: la vicenda si svolge a San Paulo nello storico quartiere di Bom Retiro, vero calderone di gruppi e culture etniche, un crocevia di razze diverse (e uno dei meriti del film è mostrare la possibilità che hanno diversi gruppi etnici di vivere bene insieme). Abbandonato (loro malgrado) dai genitori, il piccolo protagonista saprà superare ostacoli e difficoltà (esilio persecuzione adattamento…) e scoprire i valori dell’amicizia e della solidarietà.
“È un film sull’esilio, sui vari tipi di esilio, sulla scoperta della transitorietà della vita da parte del protagonista, che impara ad andare d’accordo con gli altri e a sopravvivere in questo nostro mondo” ha dichiarato il regista alla presentazione della sua opera al Festival di Berlino (la vita di Hamburger presenta dei tratti autobiografici comuni al protagonista del film, avendo visto arrestare i suoi genitori -il padre ebreo e la madre cattolica- durante la dittatura militare, e avendo fatto il portiere di calcio per molti anni).
Un lavoro che emoziona, pur sotto l’apparente veste di commedia ironica e divertente.
Sceneggiatura, fotografia, colonna sonora, ritmo, riprese… tutto concorre a fare di quest’opera un prodotto intelligente ed armonico, piacevole e coinvolgente.
Ottimo l’intero cast, veramente eccezionale l’interpretazione del piccolo Michel Joelsas (dolce tenera ed equilibrata al massimo).
p.s.
Quando fu presentato nelle nostre sale (con due anni di ritardo), il film era preceduto dall’interessante corto Lettera d’amore per Robert Mitchum, firmato da Francesco Vaccaro e interpretato da Piera degli Esposti. Intensa dichiarazione d’amore dell’attrice che ricorda l’incontro, reso possibile da Lina Wertmuller, con l’uomo dei suoi sogni.
scheda

premi e riconoscimenti

sito ufficiale

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giugno 10, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , ,

5 commenti »

  1. Un film semplice ma “sostanzioso”, commuove e fa riflettere…

    Commento di petrella | giugno 11, 2010

  2. Toccante e divertente, sentimentale e politico… Raccomandabilissimo

    Commento di rosso | giugno 11, 2010

  3. Niente retorica e stereotipi in un film che tocca il nostro cuore e il nostro cervello

    Commento di fornaro | giugno 12, 2010

  4. Ho pianto, ho riso… Cosa volere di più?

    Commento di annafiore79 | giugno 15, 2010

  5. E’ un film bellissimo, passato in sordina nel nostro paese…

    Commento di baco82 | giugno 4, 2011


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