Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Il pranzo di Babette”

1987: Babettes Gaestebud di Gabriel Axel

Incoronato dall’Oscar e da altri numerosi premi, grande successo di critica e di pubblico al 40° Festival di Cannes.

“E’ uno dei pochi, autentici capolavori degli ultimi anni” (Francesco Mininni, Magazine italiano tv), “Un piccolo capolavoro… Ottimo esempio di adattamento cinematografico” (Segnalazioni Cinematografiche), “Un piccolo gioiello” (il Morandini).

Delicato, raffinato, intenso, ammaliante… I primi termini che vengono in mente dinanzi a questo bellissimo lavoro che non ci si stanca di rivedere e che a più di vent’anni dalla sua realizzazione nulla ha perso in freschezza e in fascino. Ispirandosi al racconto di Karen Blixen il danese Gabriel Axel (settantenne) ha compiuto il miracolo di creare un film-capolavoro da un soggetto che meno cinematografico non si poteva.

Intimista e corale al contempo, mirabile affresco di un’epoca e di una nazione, ritratto vero e sentito di personaggi dalla grande umanità, Il pranzo di Babette si distingue per grazia e profondità, per humour e struggente malinconia coinvolgendo lo spettatore come raramente accade. Un film lieve e delizioso (e oltremodo rasserenante) che riconcilia col grande schermo e che ci fa rimpiangere che Axel non sia più riuscito a creare opere simili.

Una celebrazione, come scrive Raffaella Mariotti, “delle emozioni e della meraviglia che irrompono in una quotidianità anestetizzata in un mondo di moralismi e di regole controllate”, impreziosita dalla presenza di un cast strepitoso: dalla sempre brava Stéphane Audran al complesso di attori nordici (presi perlopiù dal teatro, molti di bergmaniana memoria).

p.s.

Da sottoscrivere quanto scrisse a suo tempo, su La Stampa, Stefano Reggiani: “Se ne son visti pranzi al cinema, ma questo è il più bello di tutti. Perché non solo ci dà, attraverso il modo di stare a tavola, la descrizione del carattere dei commensali e il riflesso del loro ambiente, delle loro abitudini, ma perché interpreta il valore culturale del cibo, dimostra che anche mangiando si fa cultura, si partecipa talvolta di un’opera d’arte, magari tanto raffinata da far vacillare le nostre convinzioni”.

Da sottolineare che nella lista dei «film golosi» stilata da Winenews in collaborazione con Vinitaly, i 18 mila che avevano ricevuto l’invito a partecipare all’indagine hanno collocato al primo posto (con il 35% di preferenze) proprio Il pranzo di Babette.

scheda

premi e riconoscimenti

maggio 15, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , ,

8 commenti »

  1. In effetti sono curioso di rivederlo, perché l’opinione che mi sono fatto è frutto di un buon ricordo.

    Commento di agegiofilm | maggio 15, 2010

  2. Visivamente splendido, elegante e garbato il film ha meritato tutto il successo che ha avuto

    Commento di claretta | maggio 16, 2010

  3. Giorni fa l’ho rivisto per l’ennesima volta, ed è stata ancora una volta una gioia

    Commento di waksman | maggio 17, 2010

  4. La migliore celebrazione della fusione mente-corpo, un gioiello che coinvolge e fa riflettere.

    Commento di defalco | maggio 19, 2010

  5. Uno splendido antidoto alle nevrosi e alle frenesie di tanti di noi…

    Commento di giorgina | maggio 22, 2010

  6. Splendido film

    Commento di alesa | agosto 6, 2011

  7. Film davvero bello!

    Commento di arin | dicembre 19, 2011

  8. Emozionante, splendido, perfetto. Un gioiello della storia del cinema.

    Commento di cinemasema | gennaio 17, 2012


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