Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Il grande freddo”

1983: The Big Chill di Lawrence Kasdan

Un film che dopo quasi trent’anni non ha minimamente perso il suo fascino.

E’ un film di spessore notevole, di approfondita introspezione psicologica e del tutto scevro di superficialità” così recensisce Segnalazioni Cinematografiche. E’ la seconda opera dello sceneggiatore-regista Lawrence Kasdan, che un paio d’anni prima si era distinto con Brivido caldo, noir dal notevole successo. Il grande freddo riscosse un incredibile successo di pubblico in tutto il mondo e si aggiudicò la nomination all’Oscar come miglior film, diventando ben presto un vero e proprio cult ed affermandosi come una delle più famose pellicole del decennio… Un evergreen che si rivede ogni volta con il medesimo piacere” (Stefano Lo Verme).

“Sette ex studenti contestatori degli ultimi anni ’60 all’università del Michigan si ritrovano ai funerali di un amico e passano il weekend insieme. Ricordano i vecchi tempi, parlano del presente e del futuro”, così riassume la trama il Morandini.

Chi, come me, ha vissuto il 68 non può non ritrovarsi pienamente in quest’opera celebrata e citatissima: nostalgia, sconforto, dubbio, disillusione, malinconia, critica… affiorano continuamente alla visione del film.

Dato l’argomento era facile eccedere nel dramma e nel sentimentalismo, nonché in una recitazione sopra le righe. Nulla di tutto questo. Il grande freddo si caratterizza per sobrietà pudore e senso della misura. Ciò che tormenta i vari personaggi (le delusioni, i rammarichi, le speranze svanite, le sconfitte, i compromessi, i rimpianti, i sensi di colpa… il sospetto che forse la protesta e il voler cambiare il mondo fossero solo una moda…) viene fuori a piccoli cenni attraverso un continuo dialogo che sembra vertere su altro: abilità della sceneggiatura e della regia nel farci intuire più che sbatterci in faccia quel che sta accadendo. Una contrapposizione tra «come siamo» e «come volevamo essere» delineata in tono quanto mai soft e quindi più incisiva e foriera di meditazione e discussione.

Un film che colpisce per “il timbro della sua verità, il garbo anche ameno con cui pronuncia un duro discorso politico e propone di riflettere sul mito dell’amicizia” (Giovanni Grazzini): ma Il grande freddo condanna o assolve? Si è molto discusso. A mio parere è condivisibile quanto scritto da La Stampa: “Semplicemente ritratto di una maturità che non si assolve per il suo passato, ma neppure si condanna per essere cresciuta «come gli altri»”.

Bravissimi gli interpreti, allora tutti giovanissimi: alcuni hanno proseguito con una splendida carriera (Glenn Close, William Hurt, Kevin Kline, Mary Kay Place), altri -chi più chi meno- si sono persi per strada (Tom Berenger, Jeff Goldblum, Meg Tilly, JoBeth Williams…).

Eccezionale, e di massima importanza, la colonna sonora.

p.s.

E’ noto che il film doveva costituire il trampolino di lancio dello «sconosciuto» Kevin Costner, ma in fase di montaggio il regista tagliò per intero la sua parte.

scheda

premi e riconoscimenti

Annunci

aprile 6, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

7 commenti »

  1. Un fedele specchio delle speranze deluse ma soprattutto della solitudine che attanaglia tutti. Film imperdibile.

    Commento di stella | aprile 7, 2010

  2. L’ho rivisto dopo tanto tempo. Ne avevo un ricordo ottimo, il giudizio positivo è senz’altro da confermare

    Commento di nanni | aprile 7, 2010

  3. Un film perfetto con una colonna sonora da sballo!

    Commento di giuliano | aprile 7, 2010

  4. Ne avevo sempre sentito parlare, finalmente ho avuto occasione di vederlo. Fama meritata, per nulla invecchiato dopo tanto tempo.

    Commento di siriah | aprile 8, 2010

  5. Film atipico per Hollywood: non un protagonista ma tanti attori (bravissimi!) tutti sullo stesso piano, tantissimi dialoghi e poca azione, svolgimento in tempo reale… Chi si aspettava il successo che ha avuto?

    Commento di andrea | aprile 9, 2010

  6. Film imitatissimo ma mai eguagliato. Una pietra miliare della cinematografia americana.

    Commento di loriana | aprile 10, 2010

  7. Giustamente celeberrimo. Attori al top, sceneggiatura quanto mai intelligente

    Commento di streep | aprile 25, 2010


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: