Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Happy family”

2010: Happy family di Gabriele Salvatores

L’ultimo lavoro di uno dei nostri registi più celebri e celebrati è stato accolto da ottime critiche, ma non mancano le perplessità.

“Un gioco pirandelliano brillante ma incompiuto” (Il Messaggero), “Commedia umana da ridere e da piangere, divertente, intelligente, imprevista, colorata” (La Stampa), “Happy family è una delizia” (L’Unità), “L’ultimo film di Salvatores è un allegretto sull’onda della sperimentazione, ma con prudenza e garbo” (Panorama), “Rispetto alle troppe commediole scontate, ai prevedibili sequel, agli streotipi regionali tornati in auge, un film di Salvatores rappresenta uno scarto, una deviazione, un colpo d’ala” (La Gazzetta del Mezzogiorno), “La famiglia teatrale di Salvatores è un po’ fasulla” (Il Giornale), “Oltre che invito all’incontro (le due famiglie descritte appartengono a mondi diversi e separati), il film è soprattutto un divertito esercizio stilistico… Con una levità, però, dalla poca consistenza e una libertà dal respiro corto” (FilmUp), “E’ probabile che Happy family piacerà al grande pubblico, il che non guasta di questi tempi. e tuttavia suona quasi come un boomerang la frase messa in bocca a uno dei personaggi: “Non si può prendere in giro la gente, nei film come nella vita”. Già, non si dovrebbe” (Il Riformista).

Film anomalo nel panorama della nostra cinematografia (ricorda più quella inglese o francese) di un regista che ha il merito di rinnovarsi spesso, di percorrere strade nuove, di rifiutarsi di poggiare su gli allori. Gabriele Salvatores è un grande regista e tutti i suoi lavori meritano di essere visti, anche quelli meno riusciti (Happy family mi pare rientrare in quest’ultima categoria).

L’inizio non promette bene (Boris Sollazzo scrive “i 20 minuti iniziali ti sfidano ad alzarti e andartene”) ma appare ben presto il vero, e ottimo, punto di partenza: un autore immagina una storia, entra in essa mescolandosi ai vari personaggi che interagiscono con lui e dialogano con gli spettatori… e il tutto preceduto da un bellissimo e profondo monologo sulla «paura» che attanaglia l’odierna società.

La sceneggiatura (tratta dalla commedia di Alessandro Genovesi prodotta dal Teatro dell’Elfo, Teatro fondato nel 70 dallo stesso Salvatores) annacqua però l’evolversi della vicenda sfiorando a volte la superficialità e l’intero film non aggiunge molto rispetto all’idea iniziale. I personaggi sono ottimamente caratterizzati ma non è facile identificarsi in essi. Il sospetto di improbabile, di poco plausibile affiora qua e là. Happy family dovrebbe essere una riflessione agrodolce sulla famiglia: le ansie e i dolori annunciati dal prologo non mi sembra compaiano molto nel film, film che a volte diverte, a volte rasenta il girare a vuoto. Un critico ha detto che Happy family è un ritratto dei “nostri tempi angosciati, disillusi, speranzosi, nevrastenici, competitivi, velleitari”: debbo ammettere che vedendo il film non me ne sono accorto.

Ottimo l’intero cast. Tutti da applaudire i numerosi interpreti (di molti dei quali Salvatores si è giustamente fidato più di una volta).

Da encomio l’aver evitato i toni grotteschi e farseschi perennemente presenti in tanto nostro cinema, come le battute volgari e pedestri.

Bellissima la fotografia di Italo Petriccioni (Fabio Ferzetti giustamente parla di “una città grigia come Milano ridipinta in colori squillanti da musical anni 50”).

scheda

marzo 28, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , ,

4 commenti »

  1. Oltre ogni elogio tutti gli attori, film interessante anche perché si contrappone a tanta cialtroneria di tanto nostro cinema

    Commento di ylenia | marzo 29, 2010

  2. Elegante e raffinato, a me è piaciuto e incuriosito. Straordinario il cast.

    Commento di leanoa | marzo 29, 2010

  3. commedia pirandelliana, tuttosommato gradevole
    qualche personaggio è inutile (ad es la nonna); ma sai com’è… gli attori e le attrici devono lavorare, perciò gli autori aggiungono personaggi apposta per combattere la disoccupazione

    Commento di marco1946 | aprile 5, 2010

  4. Amo Salvatores ma questo “Happy family” mi è sembrato inferiore ad altri suoi film… confesso che un po’ mi sono annoiato

    Commento di roberto70 | aprile 11, 2010


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