Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Sette anime”

2008: Seven Pounds di Gabriele Muccino

Muccino-Smith-Hollywood, atto secondo (ma meno riuscito del primo).

Il regista italiano nuovamente alle prese con la Mecca del cinema e con la grande star. Will Smith, oltre che essere un grande divo, è sicuramente un buon attore ma qui costituisce la più grave pecca del film. Il ruolo non si adatta a lui (e viceversa): il risultato è di rendere ancor meno plausibile una storia che una sceneggiatura non bene approfondita già delineava come poco credibile (e con l’aggravante di ruotare su «un mistero» scontato e ben comprensibile quasi da subito). Gabriele Muccino, da bravo regista qual è, si sforza di mandare avanti il tutto e grazie a lui il film non è pessimo, anzi per alcuni aspetti godibile. Da sottolineare però, come osserva Fabio Ferzetti su Il Messaggero, che “raccontare una storia così diversa nei modi più sperimentati e spettacolari del cinema Usa è un po’ come suonare musica da camera con una orchestra sinfonica. Fuori luogo”.

Fatto mio il giudizio di Cristina Piccino (Il Manifesto) “A Muccino va riconosciuto muoversi con padronanza visuale sul set americano, appropriandosi di interni e esterni con il giusto occhio per dimensioni, ritmi, paesaggi. Peccato però che questa capacità non regali qualcosa in più. Sette anime, lacrimoso fino all’insofferenza, è infatti prevedibile, meccanico, nonostante la costruzione a incastri e flashback”, è utile ricordare che il titolo italiano tradisce il significato dell’originale Seven pounds: quest’ultimo è un chiaro riferimento a Il Mercante di Venezia (le sette libbre alludono al peso delle anime che gravano sulla coscienza del protagonista e richiamano il personaggio shakespeariano di Shylock che chiede un «pound of flesh», una libbra di carne umana, per saldare il credito dovutogli da un ricco mercante).

Al monocorde e incolore Smith, si contrappongono Rosario Dawson e Woody Harrelson, ambedue di una bravura da plauso: surclassano il grande divo, offrono una performance che non sarà facile dimenticare.

scheda

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marzo 19, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Non c’è equilibrio tra le varie situazioni, alcune troppo approfondite altre appena accennate… Rosario e Woody da encomio

    Commento di defalco | marzo 21, 2010

  2. a differenza di un paio di commenti fa su Seven Pounds sono pienamente d’accordo con te! o meglio d’accordo con Ferzetti e Piccino…
    unico punto su cui sono d’accordo in parte è la critica direi esagerata sulle capacità di Will Smith…
    Dowson e Harrelson fantastici, ma Will si è sicuramente maritato il suo cachè!!!
    bravo più che in altre pellicole!
    è abbastanza insolito che un attore4 associato a temi d’avventura si trovi a suo agio in un drammone, ma lui ha finalmente dimostrato che non è così (come ha fatto Jim Carrey dimostrando che un attore comico/demenziale può anche fare piangere!!)
    più che accusarlo di essere monocorda o incolore (le battute sul colore della pelle me le risparmio) io gli farei un bell’applauso!!
    tutto sommato bella recensione!

    Commento di enigmaman83 | marzo 21, 2010

  3. Film deludente: eccessivamente patinato, commette l’errore di far primeggiare la “love story” su tutto

    Commento di fantasy | marzo 25, 2010


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