Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Mine vaganti”

2010: Mine vaganti di Ferzan Ozpetek

Le sale piene e gli ottimi giudizi stanno ripagando un regista da tempo controverso.

Ferzan Ozpetek è da molti amato ma non mancano coloro che lo ritengono sopravalutato. Appartengo alla prima categoria. Lo ritengo uno dei migliori registi presenti attualmente sulla scena italiana e anche i suoi film meno riusciti mi sono sempre sembrati particolari e degni di interesse.

Mine vaganti (presentato con successo al 70° Festival di Berlino) dovrebbe costituire una svolta nella carriera del regista col suo porre l’accento più sulla commedia che sul dramma. A mio parere però Ozpetek eccelle nel secondo campo e farebbe bene a proseguire su quella strada. Questa sua commedia ha sicuramente l’impronta degli altri suoi lavori (ottima conduzione degli attori, presentazione di un bel campionario umano, buon ritmo, ambientazione accurata, presenza di temi non banali, lotta alle convenzioni e al conformismo…) nonché, come nota Valerio Sammarco, “i più riconoscibili marchi di fabbrica (terrazze, tavolate, movimenti circolari della macchina da presa)”. Ma nell’affrontare tematiche importanti (l’accettazione del diverso, il rapporto genitore-figlio, i sogni infranti, la provincia chiusa e bigotta, la terza età che fa il bilancio della propria vita…) più che il tono canzonatorio sembra prevalere una certa dose di superficialità. Mine vaganti merita certamente d’essere visto: spesso si ride o si sorride, i personaggi sono accattivanti e gli argomenti trattati destano attenzione e curiosità… ma si avverte che qualcosa non funziona perfettamente. Colpevole una sceneggiatura che sembra povera di idee e incapace di sviluppare un storia che appare ripetitiva. Nel film accadono un paio di cose, non di più… ripetute all’infinito. Se il lavoro fosse durato un’ora di meno, non avremmo perduto se non qualche gag riempitiva: tutto era stato già detto.

Peccato. Poteva essere un gioiellino di leggerezza ma profondo, un affresco ironico e affettuoso delle contraddizioni dell’odierna società. Ozpetek probabilmente con l’espediente del divertimento voleva invitare il pubblico a riflettere… ma mi sembra tutto lasciato a metà.

Un encomio particolare allo stuolo dei bravissimi interpreti, uno migliore degli altri. Riccardo Scamarcio mi è parso per la prima volta plausibile, Alessandro Preziosi (benché la sua parte sia un po’ sacrificata) ha modo di evidenziare un notevole talento. Ma il migliore degli uomini è senz’altro Ennio Fantastichini: in un ruolo non facile e a rischio perenne di macchietta è veramente eccezionale (chi dispenserà premi dovrà tenerlo in cima alla lista). Il reparto attrici è al di sopra di ogni lode: da una intensa Nicole Grimaudo a una perfetta Lunetta Savino, da una sorprendente e mirabile Elena Sofia Ricci a una ben ritrovata Ilaria Occhini (impareggiabile nel personaggio più bello e interessante dell’intera opera).

p.s.

Alcuni giudizi critici:

“La mano di Ozpetek sugli interpreti non si smentisce: danno tutti il meglio” (La Repubblica), “Il film possiede vitalità e allegra spregiudicatezza. Resta da vedere se il pubblico femminile perdonerà a Ferzan di avergli alienato, diciamo così, in un colpo solo gli amatissimi Alessandro Preziosi e Scamarcio” (La Stampa), “Col solito stile non convenzionale, Ozpetek traccia mirabilmente uno spaccato nazionale, tra modernità e tradizione” (Il Giornale), “Ozpetek asseconda la follia della sua materia con uno stile coraggioso e dissacrante, che non teme eccessi e ci lascia il cuore più leggero” (Ciak), “Ozpetek torna ai temi che gli sono più congeniali (le tensioni familiari, il peso delle convenzioni) e lo fa con una leggerezza e un’allegria spumeggianti e contagiose” (Il Corriere della Sera).

scheda

sito ufficiale

marzo 17, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , ,

11 commenti »

  1. Attori in stato di grazia, è la cosa da ammirare maggiormente in questo film (che brutta colonna sonora, però).

    Commento di rosso | marzo 18, 2010

  2. A me è piaciuto in toto. Il regista ha fatto bene a scegliere i toni lievi nel trattare una materia “tosta”…

    Commento di garrulus | marzo 18, 2010

  3. Un film senz’altro gradevole ma mi ha un po’ deluso. Stupenda la scena della Occhini agli specchi…

    Commento di bianca | marzo 19, 2010

  4. Atmosfere sognanti ed al contempo ironiche…
    http://www.onewoman.it/19/03/2010/pericolosamente-suggestive-le-mine-vaganti-di-ferzan-ozpetek/

    Commento di Patrizia | marzo 19, 2010

  5. Condivido quanto dice bianca sulla scena della Occhini… Il lavoro l’ho trovato carino e come tutti quelli di Ozptek ottimamente realizzato

    Commento di petrella | marzo 20, 2010

  6. Un domanda: ma perché al cinema tutti i gay sono sempre bellissimi e fichissimi?

    Commento di nino | marzo 20, 2010

  7. Condivido la recensione: nonostante i difetti il film merita d’essere visto

    Commento di andrea | marzo 31, 2010

  8. […] “Mine vaganti” 2010: Mine vaganti di Ferzan Ozpetek Le sale piene e gli ottimi giudizi stanno ripagando un regista da tempo controverso. Ferzan Ozpetek è da molti amato ma non mancano coloro che lo ritengono sopravalutato. Appartengo alla prima categoria. blog: Cinemaleo's Blog | leggi l'articolo […]

    Pingback di Notizie dai blog su Menzionato Mine Vaganti al Tribeca Festival | aprile 30, 2010

  9. Stupendo sembra la mia famiglia

    Commento di ziaangy | settembre 10, 2010

  10. Ozpetek è, almeno per me, uno dei migliori registi italiani dell’attualità, forse non fatto capolavori ma i suoi film ci parlano della nuova società italiana. Il punto di vista di un turco innamorato dell’Italia e quindi il suo cinema mi sembra necessario

    Commento di thor | dicembre 28, 2010

  11. Al cinema m’era piaciuto ma non più di tanto… Rivedendolo l’altra sera in tv l’ho molto rivalutato: bellissimi personaggi, attori magnifici, messaggio da plauso

    Commento di lina | marzo 9, 2011


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