Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“The Hurt Locker”

2008: The Hurt Locker di Kathryn Bigelow

L’Academy è rimasta entusiasta, noi un po’ meno.

Il botteghino lo ha finora penalizzato: né il pubblico americano nè quello italiano ha gradito… naturalmente l’incetta di premi potrebbe ribaltare il box-office.

The Hurt Locker è sicuramente un film interessante e la regia (tecnicamente) è ottima ma qualificarlo come miglior film dell’anno è alquanto una esagerazione. Inspiegabile soprattutto l’Oscar alla sceneggiatura: non c’è una storia vera e propria, i dialoghi non brillano per originalità… Più che un film sembra un documentario (…molto di parte) di History Chanel, genere che ha numerosi estimatori, ma in sala, dal grande schermo, si pretende qualcosa di diverso.

Due ore tendenti a valorizzare l’eroismo del soldato americano: non mettiamo in dubbio la sua dedizione ma… mai un dubbio, mai una perplessità? Sembra di assistere a un tipico film di guerra degli anni 50 con John Wayne… ma almeno lì c’era un intreccio da seguire, senza trascurare il fascino di un grande divo (ed era facile quindi soprassedere sulla «retorica patriottarda»). Qui non esiste un racconto e gli attori (benché vi sia la fugace presenza di nomi illustri  come Ralph Fiennes e Guy Pearce, David Morse) non hanno particolare personalità.

Due ore che mostrano sempre la stessa situazione (le missioni dell’unità atta a disinnescare ordigni esplosivi in Iraq): da angolazioni diverse, con ambienti diversi e persone diverse… ma sempre la stessa situazione… Dopo una mezz’ora tutto sa di già visto e la noia affiora qua e là.

Nel giudicare il film la critica si è divisa. Personalmente concordo con quanto Paolo Mereghetti ha scritto su Il Corriere della Sera: “Diretto con professionalità ma senza nessuna originalità né distanza critica e mille miglia lontano da quei registi (Kubrick, De Palma, persino Stone) che hanno saputo riflettere davvero su questi temi. Una specie di Rambo a Bagdad, meno fumettistico ma ugualmente schematico”.

p.s.

Interessante mi sembra l’analisi di Roberta Ronconi: “Sorprende  che, al Festival di Venezia, Bigelow si sia sperticata per Obama e per un diverso futuro per l’America. Sarà anche una democratica nelle parole, ma nelle immagini è più reazionaria di molti suoi colleghi. Nelle sue mani, la guerra in Iraq fa un balzo indietro, torna ad essere canto del milite ignoto, colui che tra il sangue e il fragore perde il senso della realtà per ritrovarla, poi, solo tra le braccia di un bambino. Non è solo una questione ideologica, è proprio nella forma del cinema di Bigelow che si respira l’epica reazionaria più saldamente americana, quell’attaccamento ai valori primari del maschile che fanno del suo film un’ode al coraggio piuttosto che una condanna alla follia.
Sul tema della guerra, il film non aggiunge assolutamente nulla a ciò che abbiamo visto, anzi, come dicevamo, ci riporta indietro. E pochissimo si sente la scrittura del reporter di guerra Mark Boal, già collaboratore di Paul Haggis per
Nella Valle di Elah… . Bigelow dichiara il suo diritto ad essere neutrale nell’osservazione del conflitto, ma la neutralità di fronte alla guerra non esiste. In battaglia, funziona la regola del silenzio-assenso. E in Hurt Locker la cosa risulta inopportunamente evidente”.

scheda

premi e riconoscimenti

sito ufficiale

Advertisements

marzo 11, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , ,

9 commenti »

  1. Oh mamma! Non avevo ancora letto nessuna recensione o critica di questo film e quella gia’ poca predisposizione che avevo nel volerlo vedere (non amo i film di guerra, soprattutto se realizzati con la solita ottica americana…) mi e’ passata quasi del tutto!

    Commento di mr.untubo | marzo 11, 2010

  2. Formalmente nulla da eccepire, la Bigelow sa il fatto suo… ma dietro c’è una ideologia che non si può condividere

    Commento di gianfrancosplit | marzo 11, 2010

  3. Un film che purtroppo rispecchia i nostri tempi. Negli anni 70, al tempo della Hollywood impegnata, bordate di fischi lo avrebbero sommerso…

    Commento di waksman | marzo 12, 2010

  4. E’ vero: è un lavoro tecnicamente ben fatto ma noioso

    Commento di pina | marzo 12, 2010

  5. …oltre che noioso direi irritante!

    Commento di giulinofox | marzo 13, 2010

  6. A Venezia giustamente era passato inosservato. E’ indubbio che gli Americani hanno altri gusti…

    Commento di garrulus | marzo 15, 2010

  7. Mi spiace… bella recensione ma non condivido!
    magari non era da Oscar (infatti dopo averlo visto non credevo potesse andare a competere) ma dire che è noioso proprio NO!
    io non mi sono annoiato nemmeno un secondo… nemmeno quando si sono appostati in quella specie di buco per tutto il giorno aspettando di colpire i cecchini nel casolare!
    e poi non capisco perchè si pensa sia a favore della guerra!?
    io guardandolo la guerra l’ho odiata ancora di più! un pò come ti viene da odiarla guardando la prima mezz’ora di Full Metal Jacket!
    vedere come il protagonista anteponga lo sminare bombe alla famiglia mi da i brividi e mi allontana ancora di più dal volere la guerra (cosa che evidentemente causa pazzia nelle persone)
    e poi diciamoci la verità… avrebbe dovuto vincere Avatar?!?!?
    dai… per favore!!!

    Commento di enigmaman83 | marzo 15, 2010

  8. @ enigmaman83: Non è che sia un film pro-guerra ma un’esaltazione (ambigua e fastidiosa) dell’eroismo americano, sì. Come detto, a mio parere la noia deriva dalla mancanza di un intreccio vero e proprio…

    Commento di cinemaleo | marzo 17, 2010

  9. La migliore Hollywood è stata sempre democratica e progressista. Strano che nell’era Obama si ritorni agli anni 50…

    Commento di floriana | marzo 27, 2010


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: