Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Verso l’Eden”

2009: Paradeisos Sti Disi di Costantin Costa-Gavras

Presentato fuori concorso al 59° Festival di Berlino, giustamente non è stato apprezzato dalla maggioranza dei critici.

MyMovies: “C’è modo e modo di affrontare il complesso tema dell’emigrazione clandestina. Quello scelto dal regista greco è il meno credibile”. Comingsoon: “Il suo film è ben chiaro nel messaggio: se ci si presenta bene, si ha un bell’aspetto e un po’ di ottimismo, tutto è possibile. Messaggio inquietantemente ma perfettamente in linea con certa politica italiana e non solo. Saranno contenti di saperlo i migranti di mezzo mondo”. Il Mattino: “Dall’autore di un cinema di denuncia e di riflessione era lecito aspettarsi ben altro”. Il Sole 24 Ore: “Il film vorrebbe essere un ritratto/apologo del dramma dell’odierno migrante e finisce per diventare una grottesca comica dai pallidi echi chaplinian-keatonian”. Repubblica: “L’ Elias di Scamarcio, che arriva in Europa credendola l’ Eden e si ritrova protagonista di un calvario, è una figurina troppo astratta, un naif troppo lunare perché riusciamo a credergli”.

Dispiace dover infierire su un grande nome a cui il cinema militante deve molto. Costa-Gavras è sempre stato un punto di riferimento imprescindibile per quanti amano una cinematografia che abbia qualcosa da dire e che ha il coraggio di denunciare storture e malanni della nostra società. A lui si devono film che hanno fatto la storia del grande schermo. Ma in questo Verso l’Eden si stenta a credere che sceneggiatura e regia siano opera sua.

Il film destava grande aspettative e curiosità: dopo quarant’anni il regista tornava a girare nella sua Grecia, per la prima volta una stella trionfante del nostro cinema veniva diretto da un regista non italiano e per di più quanto mai prestigioso.

Il tema è più che mai attuale (immigrazione, clandestinità, sfruttamento…) ma la sua tragicità stenta ad evidenziarsi. Il protagonista dalla Grecia vuole raggiungere Parigi ma più che a drammi assistiamo a un susseguirsi di incontri e di esperienze che dire improbabili è poco. La sceneggiatura ci presenta un giovanotto che si comporta come un quattordicenne appena uscito di casa, perennemente imbambolato e ignaro, che a ogni suo passaggio attrae uomini e donne disposti tutti ad aiutarlo.

Tutto suona falso in Verso l’Eden: non si capisce dove siano queste località europee dove ci sono più poliziotti che cittadini comuni, non si comprende perché «l’eroe» venga fermato ogni cinque minuti (avrà scritto sulla faccia che è un clandestino?). Gag superflue, sequenze allungate gratuitamente a dismisura rallentano il ritmo già scarso di per sé col risultato di diminuire quel minimo di coinvolgimento da parte dello spettatore interessato all’argomento trattato. Tensione ed emozioni completamente assenti a cui contribuisce non poco un Riccardo Scamarcio inespressivo più che mai. Per due ore si limita a «strabuzzare» gli occhi e spesso e volentieri a denudarsi per la gioia delle giovani spettatrici. Guidato da un così grande regista, e nella sua prima impegnativa prova internazionale, doveva essere il suo salto di qualità, il suo scalino di lancio… ma il tentativo è completamente fallito.

Un film, che a confronto de Lamerica di Amelio e Nuovomondo di Crialese, scompare ed è da dimenticare come un infortunio.

scheda

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marzo 6, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Tutto sembra meno che un film di denuncia, tutto annacquato. Scamarcio inadeguato.

    Commento di giusy | marzo 7, 2010

  2. Un tema così importante richiedeva maggiore forza e impegno. Sembra che il grande regista greco si sia presa una vacanza.

    Commento di laura | marzo 8, 2010

  3. Probabilmente Costa-Gavras ha rinunciato a lottare e preferisce rifugiarsi nella favola chapliniana…

    Commento di aleandro | marzo 10, 2010


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