Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Pulp fiction”

1994: Pulp Fiction di Quentin Tarantino

Osannato da critica e pubblico, premiato un po’ ovunque, unanimemente considerato un capolavoro.

Un arguto e ironico richiamo alla narrativa popolare che trionfò in America dagli anni 20 agli anni 50. Si sa che il «pulp» è nato nei primi anni del Novecento come “genere letterario che propone vicende dai contenuti forti, abbondanti di crimini violenti, efferatezze e situazioni macabre. Le storie venivano pubblicate a puntate su riviste (le cosiddette Pulp magazine) di 128 pagine dalle sfolgoranti copertine ma con le pagine interne stampate su carta non rifilata di polpa di legno (in inglese pulp), quindi di infima qualità. Oltre ad essere più ruvida e spessa, questo tipo di carta aveva la caratteristica di ingiallire in breve tempo. Anche se molti rispettavano gli scrittori che scrivevano per i pulp, questi giornali sono stati ricordati principalmente per le loro storie sfacciate, violente e qualche volta oscene, e per le loro copertine sexy o raccapriccianti”. Così scrive Wikipedia tracciando una storia del «pulp» a cui Quentin Tarantino si ispira per il suo film più famoso.

Cosa dire di non già detto di questo autentico gioiello della cinematografia americana? Meglio ricordare alcuni giudizi di illustri critici e rendere così il dovuto omaggio a un’opera indimenticata e indimenticabile:

il Morandini:divertente e caustico dai dialoghi irresistibili penetra nell’abominio del male.

Tullio Kezich: ..un grottesco sopra le righe, ultrachiacchierato con umorismo e bollito sodo alla Bogart; ovvero un’ibridazione fra il «city gangster movie», la comic stripe e il teatro della minaccia. Insomma, come sentenzia «Première» polemizzando con censori e psicologi-squillo: «È cinema, nient’altro che cinema».

Lietta Tornabuoni: I censori italiani hanno vietato ai minori di diciotto anni Pulp Fiction di Quentin Tarantino, Palma d’oro al festival di Cannes: non devono avere più senso dell’umorismo e  conoscenza del cinema contemporaneo.. Come si fa a prendere sul serio una parodia, a scambiare una fantastica commedia nera di risate e di sangue per una tragedia diseducativa, a confondere un grottesco caricaturale con un dramma impressionante, a non distinguere l’irrisione della violenza dall’esaltazione della violenza?

Giovanna Grassi: Un film che ha creato un genere.

Irene Bignardi: Tarantino smonta i ruoli e i meccanismi tradizionali del noir per ricomporli in un disegno ironico, pop, grottesco.

Paolo Boschi: …dosi massicce d’ironia, una regia che incastra a perfezione tutti i tasselli del mosaico narrativo del film, una sceneggiatura scoppiettante, un’ottima direzione del cast – con tutti gli interpreti clamorosamente in parte, soprattutto un sorprendente Travolta -, una notevole sequenza di battute e situazioni memorabili ed infine, last but not the least, un’intrigante colonna sonora. Indiscusso cult movie degli anni Novanta, un must virtualmente visionabile all’infinito.

Lady Jess: Il film che meglio rappresenta gli anni Novanta. Una sceneggiatura assolutamente geniale. Preso a modello, ma inimitabile.

p.s.

Dopo tanti anni dall’uscita nei cinema americani, Pulp Fiction continua ad essere riconosciuto come uno tra i più grandi capolavori della storia della cinematografia mondiale: nella IMDb Top 250, il film è costantemente tra i primi dieci posti della classifica. Nel 2000, i lettori di Total Film Magazine lo hanno collocato al terzo posto nella classifica dei film più belli della storia del cinema” (Wikipedia).

scheda

premi e riconoscimenti

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marzo 4, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

6 commenti »

  1. Come non essere d’accordo con chi osanna questo film?? Adoro Tarantino, il suo cinema è per me fonte di ispirazione e rivedere i suoi film è come dare una pennellata di colre alla vita. Questo poi è sicuramente uno dei migliori, un Film con la F maiuscola, e a tutto diritto.

    Commento di *Asgaroth | marzo 4, 2010

  2. Cruento e ironico all’inverosimile… non ci si stanca di rivederlo

    Commento di annafiore79 | marzo 5, 2010

  3. Ma quanto è bravo Travolta!

    Commento di goad | marzo 5, 2010

  4. Una pietra miliare della cinematografia americana. Un affresco dei nostri tempi, tragico e oltremodo umoristico nello stesso tempo.

    Commento di pina | marzo 6, 2010

  5. Una splendida colonna sonora, una regia da urlo, attori tutti da applauso, una sceneggiatura di rara intelligenza… cosa dire? Un capolavoro!

    Commento di marianna | marzo 8, 2010

  6. Un film geniale con dialoghi superbi. John Travolta da Oscar!

    Commento di cineio | marzo 22, 2010


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