Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Candyman – Terrore dietro lo specchio”

1992: Candyman di Bernard Rose

Sempre più sovente accade che un film horror americano accontenti a stento gli amanti del genere e lasci del tutto indifferenti il restante pubblico. Ebbene, questo film costituisce una piacevole eccezione.

“Un buon film” (il Morandini), “…gli elementi per inchiodare lo spettatore alla poltrona ci sono tutti” (Il Messaggero): un horror che piaccia alla critica non è cosa di tutti i giorni.

Relegati i dovuti effetti speciali solo alla fine, Candyman punta tutto sulla tensione e sulla particolare atmosfera che si respira nell’intero film. C’è una storia da raccontare e lodevolmente il regista non la utilizza come mero pretesto.  Basandosi sul libro The Forbidden del celebre Clive Barker (qui anche in veste di produttore), Bernard Rose è attento a rendere plausibile (per quanto è possibile) l’intreccio e ad approfondire la psicologia della protagonista che si trova dinanzi qualcosa di incredibile e di inimmaginabile. La suspense è ottimamente calibrata, l’ambientazione è curata e precisa, la concatenazione degli eventi decisamente emozionante.

Anche chi non ama l’horror non avrà sprecato il suo tempo visionando questo lavoro realizzato con serietà e attenzione insoliti per il genere.

Il film è nobilitato dalla bella fotografia di Anthony Richmond, dalla suggestiva e appropriata musica di quel mago di Philip Glass, dalla interpretazione veramente ottima di un attrice di notevole spessore come Virginia Madsen (in un ruolo dalle tante e sottili sfaccettature).

Un film che non ha solo scopo di spaventare. Ha qualcosa da dire. Scrive giustamente Claudio Futmani che Candyman ha il pregio di “anticipare molte delle fobie e dei terrori che si annidano nel tessuto sociale… La paura come inevitabile conseguenza di un disagio sociale; il terrore del diverso come strumento indispensabile per la sopravvivenza del singolo in un mondo ostile e indecifrabile; il desiderio perverso di abbandonarsi alla volontà di un’entità primitiva e crudele che risiede dentro di noi, celata al di là del nostro riflesso nello specchio…”.

p.s.

Le cronache riferiscono che Virginia Madsen (preferita all’ultimo momento a una ancora sconosciuta Sandra Bullock) sia stata realmente mandata in trance per ottenere da lei prestazione al limite del realismo.

Il film ha avuto due sequel: Candyman 2 – L’inferno nello specchio (Candyman: Farewell to the Flesh, 1995) diretto da Bill Condon, Candyman – Il giorno della morte (Candyman: Day of the Dead, 1999) diretto da Turi Meyer.

scheda

premi e riconoscimenti

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febbraio 23, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , ,

4 commenti »

  1. Tensione e angoscia al punto giusto per un film che riabilita il genere.

    Commento di marcello | febbraio 24, 2010

  2. Veramente brava Virginia Madsen: l’avevo già apprezzata in altri film ma qui è particolarmente convincente.

    Commento di abla | febbraio 25, 2010

  3. Forse più thriller che horror, un film che si contraddistingue per la qualità della confezione.

    Commento di giorgina | marzo 3, 2010

  4. spaventoso e truculento: le scene splatter si sprecano, però sono supportate da un buona sceneggiatura… finale “romanticamente” macabro xD

    Commento di Ha|jimE | maggio 9, 2010


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