Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“White Noise”

2005: White Noise di Geoffrey Sax

È un thriller paranormale che dovrebbe basarsi sul principio dell’indeterminatezza, ma che invece sfora nell’horror più trito per quel che dice e per la banalità dei modi con cui lo dice”, così il Morandini.

Dispiace vedere Michael Keaton, attore che spesso ha dato buona prova di sé, coinvolto in un pasticcio del genere.

Una sceneggiatura che pretende di dare validità scientifica a una trama inverosimile facente acqua da tutte le parti e che la regia conduce rendendola ancora più improbabile.

Già il punto di partenza è da prendere con le molle (la possibilità di comunicare con i defunti), ma se il tutto è ben raccontato… uno sta al gioco e si gode lo spettacolo.

Dovremmo assistere alla distruzione progressiva di un uomo che piano piano sviluppa una vera e propria ossessione per qualcosa che la sua mente razionale inizialmente non riesce ad accettare e che tuttavia esiste veramente. Invece man mano che si va avanti sembra che si faccia a gara per rendere quanto vediamo sempre più assurdo (se non ridicolo) fino all’improbabile finale che sembra inserito a forza nel film, trasformando la trama da racconto paranormale a vicenda thriller con tanto di colpo di scena: la cosa è talmente in contrasto che sembra di assistere a un errore di montaggio, un film inserito in un altro film.

Di positivo abbiamo il coraggio di Keaton di mostrare in pieno tutte le sue rughe e il non impiegare, per buona parte del film, i soliti effetti mirabolanti a cui il cinema americano ci ha assuefatto: positività rovinata dall’evidente disinteresse e scarsa convinzione che il protagonista ha per il suo ruolo e per quanto gli accade intorno, e dalla improvvisa apparizione dei suddetti effetti speciali alla fine e di cui era meglio fare a meno.

Si aggiunga che il regista Geoffrey Sax ha impresso alla sua opera un ritmo lento con varie ripetizioni e assoluta mancanza di suspense.

Per quanto Michael Keaton sia continuamente in primo piano, non si riesce proprio a identificarsi con lui, a mettersi nei suoi panni e a seguirlo nel delirio che diventa la sua vita (delirio che nello spettatore genera scetticismo e spesso noia).

Film adatto a una serata televisiva (se non si ha meglio da fare) per passare due orette scacciapensieri, sconsigliato fermamente a chi si deve scomodare per andare al cinema e pagare il biglietto o entrare in un negozio e comprare il Dvd.

scheda

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febbraio 15, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Keaton sembrava destinato a una carriera scintillante ma ultimamente si è dato a film sbagliati, come questo…

    Commento di laura | febbraio 16, 2010

  2. A me non è dispiaciuto del tutto. La trama non è originalissima ma interessante. Apprezzabile l’assenza di “effettacci”.

    Commento di rosso | febbraio 19, 2010

  3. Giustamente è stato un flop al botteghino. Sceneggiatura e recitazione amorfa

    Commento di giugaro | febbraio 23, 2010


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