Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Il caso Thomas Crawford”

2007: Fracture di Gregory Hoblit


Inspiegabilmente i critici della carta stampata non si sono eccessivamente entusiasmati. Giudizi positivi ma non esaltanti. Eppure erano anni che il grande schermo non ci offriva un thriller di questo livello: teso, emozionante, tutt’altro che banale e superficiale.

Gregory Hoblit, più famoso finora come produttore e regista televisivo, ha realizzato un prodotto che, contrariamente alle abitudini attuali, non punta su scene raccapriccianti, fiumi di sangue, violenza gratuita, montaggio rapido e caotico, inutili e ormai consueti effetti speciali, colonna sonora invadente e debordante…
Sostenuto da una più che valida sceneggiatura, Il caso Thomas Crawford (ma era preferibile lasciare il titolo originale “Fracture”) centra interamente l’attenzione sull’abilità e sull’intelligenza dei due protagonisti, approfondendo opportunamente e sottilmente le rispettive psicologie: due esseri umani veri e concreti, non marionette al servizio di un semplice marchingegno teso a generare suspense ed epidermici brividi. Da dieci e lode la maestria con cui riesce perfino a mettere in imbarazzo lo spettatore (in crisi per chi deve parteggiare, l’assassino o il suo accusatore).
Un thriller dove sono importanti le parole, i gesti, gli sguardi, gli atteggiamenti… che non consentono la minima distrazione da parte del pubblico che si vede coinvolto e partecipe come sempre più raramente oggi accade.
Encomiabile il finale (tradizionalmente punto debole di molti “gialli”): coerente, logico e… aperto.
Un ottimo lavoro dove tutto funziona a meraviglia: taglio delle scene, movimenti della macchina, fotografia, ambientazione e cast perfetto.
Anthony Hopkins e Ryan Gosling sono di una bravura eccezionale.
Il primo si rivela ancora una volta un gigante della cinematografia mondiale: domina lo schermo come pochi altri e ogni singola scena che lo vede presente rimane nella mente dello spettatore come qualcosa di unico e irrepetibile. Il secondo, autodidatta e passato televisivo, offre la sua migliore performance dopo il discusso The Belivier che nel 2001 gli diede fama e onori.
Un film da vedere e da consigliare non solo per gli amanti del genere.

scheda

febbraio 11, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , ,

6 commenti »

  1. A me è piaciuto ma senza eccessivi entusiasmi. Hopkins per esempio gigioneggia troppo, Gosling mi è piaciuto molto.

    Commento di alessandra | febbraio 11, 2010

  2. Si me lo ricordo. mi piacque molto e poi antony hopkins è una garanzia…non ho mai visto un film da lui interpretato che non mi fosse piaciuto

    Commento di marina | febbraio 12, 2010

  3. Oltremodo avvincente e psicologicamente interessante. Protagonisti superlativi

    Commento di goad | febbraio 14, 2010

  4. Un ottimo film dove l’assassino attrae come l’investigatore (se non di più). Veramente originale.

    Commento di andrea | febbraio 19, 2010

  5. Take a look at the best Youtube movies you have ever seen at http://warrenskuz.blogspot.com/

    Commento di youtube | aprile 3, 2010

  6. Grande film. .. un bellissimo legal thriller…

    Commento di alby | giugno 11, 2011


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