Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Senza via di scampo”

1987: No Way Out di Roger Donaldson


“Un thriller di eccellente fattura” (Il Corriere della Sera), “La regia è molto sicura e brillante. Gli attori sono notevoli” (Segnalazioni Cinematografiche).

Trama mozzafiato, ben congegnata e abbastanza originale in questo film tratto dal romanzo di Kenneth Fearing, già portato sugli schermi alla fine degli anni 40 (1). Si segue con attenzione, emozionandosi e trepidando col protagonista: chi ama il thriller ha pane per i suoi denti.

A più di vent’anni di distanza il film è ancora godibile e coinvolgente… ma non è esente da difetti che si potevano evitare. La premessa (la love story) è sì necessaria ma troppo lunga e rischia di annoiare, alcune sequenze -trite e ritrite- di caramboleschi inseguimenti appaiono francamente superflue e inutilmente riempitive, il finale (un colpo di scena veramente sorprendente!) risulta eccessivamente affrettato e sbrigativo e lascia l’amaro in bocca per la mancanza dell’opportuno approfondimento.

Ultimo esempio di una cinematografia che risente del clima di guerra fredda che stava per terminare, il film è da vedere per il buon ritmo, il frenetico montaggio, i bei piano-sequenza, la messa in scena ricca e puntuale, la presenza di un cast di prestigio che dà il meglio di sé. Kevin Kostner, allora all’apice della fama, è credibile e convincente e mostra un fascino non comune; Gene Hackman è come al solito semplicemente perfetto nelle tante sfaccettature del suo personaggio; Sean Young si rivela una buona attrice (facile negli anni 80 prenosticarle una carriera luminosa, specie dopo Blade Runner… ma inspiegabilmente si è persa per strada); Will Patton è eccezionale nel personaggio di «anima nera»: un talento non comune il suo e che conferma una sorprendente versatilità.

p.s.

Alla macchina da presa vi è il grande John Alcott (2001 Odissea nello spazio), morto poco dopo le riprese e a cui il film è dedicato.

note

(1) Il tempo si è fermato (The Big Clock), interpretato da celebri attori dell’epoca (Charles Laughton, Ray Milland, Maureen O’Sullivan, Elsa Lanchester) è ambientato nel mondo del giornalismo e dell’editoria. Del film del 1948, il Morandini ha scritto: “È un vispo thriller la cui ingegnosa vicenda criminale fa perno su un simbolico grande orologio, metafora del potere malefico…”, e Joe Dante ha affermato:  “… è uno dei thriller più vicini alla perfezione che io conosca”.

scheda

sito ufficiale

febbraio 7, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , ,

2 commenti »

  1. Mi è piaciuto. Veramente un peccato quel finale insospettabile che però sembra buttato lì: appena arriva la sorpresa, il film finisce…

    Commento di loriana | febbraio 8, 2010

  2. Sicuramente il miglior film di Roger Donaldson che ha contribuito non poco a fare di Kostner una star

    Commento di lorenzo | febbraio 9, 2010


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