Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Rachel sta per sposarsi”

2008: Rachel Getting Married di Jonathan Demme

“Il grande ritorno di Demme. Ma non è la solita fiction” scrive Boris Sollazzo su Liberazione

Quattro anni dopo il suo ultimo lungometraggio The Manchurian Candidate (periodo dedicato a girare soprattutto documentari), Jonathan Demme ritorna al cinema narrativo (aiutato da una bella e pungente sceneggiatura di Jenny Lumet, figlia del grande Sidney Lumet) presentandoci, senza retorica ma con molto rigore ed equilibrio, il confronto-scontro tra i membri di una famiglia che sembra forte e spensierata ma in cui, in realtà, covano tensioni e rancori apparentemente sopiti: una media famiglia americana in crisi e disgregata (e in cui ogni spettatore può ritrovare le proprie gioie e le proprie disgrazie: “si parla di tutti noi, di cose che ci riguardano”, scrive giustamente Repubblica).

Grande successo al Festival di Venezia, entusiasmo della critica:
Jonathan Demme… ha sbaragliato la concorrenza con il suo film più bello degli ultimi dieci anni… (DNews).
Tutto ciò che c’è di buono (e c’è del buono) è merito della regia… (L’Unità).
Demme segue la protagonista con uno sguardo paterno… senza mai spettacolarizzare il dolore e senza renderlo fine a se stesso (MyMovies).
Tecnica, professionalità e stile a quintali ma, come dev’essere, non esposti in vetrina (Repubblica).
Un cast di prim’ordine (The Times).

Con una struttura corale e mai dispersiva, molto parlata e dall’andamento teatrale (il tutto richiama Altman e Cassavetes), Jonathan Demme ci regala una accurata e profonda analisi di stati d’animo e di psicologie mescolando abilmente dramma-umorismo-ironia e ricorrendo, fatto non usuale ad Hollywood, ai principi essenziali del Dogma 95 (riprese in tempo reale, camera a mano e in perenne movimento e quasi sempre all’interno di poche centinaia di metri quadrati, luci naturali, improvvisazioni da parte degli attori, musica suonata in scena, eliminazione quasi totale di prove…): il tutto girato come un finto filmino matrimoniale e dando al pubblico l’impressione di grande naturalezza e spontaneità, la sensazione di essere un vero e proprio testimone invisibile di quanto accade.
Ritratto dell’America contemporanea, Rachel sta per sposarsi è un film toccante e coinvolgente che non ricorre ad effetti speciali e a folli budget, con una colonna sonora che dire bella è poco e attori tutti in stato di grazia nel ritratto di personaggi complessi e variegati, così ricchi di grande umanità da essere altamente affascinanti (e ognuno ha il proprio giusto spazio). Doverosa nomination ai Golden Globe e agli Oscar per una Anne Hathaway di eccezionale bravura che non sarà facile dimenticare.

scheda

premi e nomination

sito ufficiale

gennaio 30, 2010 - Posted by | cinema-recensioni

5 commenti »

  1. Una bella storia, una regia scattante, un’interpretazione da parte della Hathaway veramente notevole

    Commento di peet | gennaio 31, 2010

  2. Coinvolge e offre più di uno spunto di riflessione. Un film diverso dagli altri, da consigliare

    Commento di giulinofox | gennaio 31, 2010

  3. All’inizio mi ha lasciata un po’ perplessa ma mi sono subito ricreduta: uno dei migliori film americani degli ultimo tempi

    Commento di annafiore79 | febbraio 1, 2010

  4. Anne Hathaway è veramente una rivelazione, non me l’aspettavo…

    Commento di stella | febbraio 2, 2010

  5. L’ idea di girarlo come se fosse un filmino di matrimonio é ottima, ma é anche una delle poche note liete del film, colpevole di avere un’ atmosfera troppo depressa, una sceneggiatura piena di dettagli drammatici assolutamente evitabili (uno su tutti la separazione dei genitori di Kym e Rachel) e soprattutto di lasciare in sospeso quasi tutte le sottotrame che propone, con un finale che non poteva essere peggiore di così. Sembra inventato per fare da esempio all’ espressione “occasione sprecata.”

    Commento di wwayne | gennaio 29, 2011


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