Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Prime”

2005: Prime di Ben Younger


Dopo “Manhattan” “Io & Annie” “Innamorarsi”…  New York di nuovo protagonista.

Ambientato nello sfondo molto colorato e movimentato della moderna Manhattan di oggi, Prime (che ha inaugurato il San Diego Film Festival) è un lavoro difficilmente catalogabile.
Molti i temi in gioco: validità della psicanalisi, rapporti tra medico e paziente, lo strapotere delle mamme ebraiche, la conflittualità fra generazioni diverse… Toni diversi nel procedere della storia: ironia, sentimentalismo e romanticismo, denuncia di alcune contraddizioni della nostra società…
Il problema è che il tutto non si amalgama compiutamente e dà l’impressione di una occasione mancata.
Colpa della sceneggiatura (opera dello stesso regista) non sempre rispondente alle aspettative e che sembra sprecare più di un’occasione, e in più è manchevole nell‘approfondimento di alcuni personaggi ritratti in modo eccessivamente superficiale (poco riuscita poi la scelta di Bryan Greenberg come protagonista maschile: non ha il fisico e la personalità  per ricoprire il non facile ruolo affidatogli).

Cosa avrebbero fatto quei geni di Billy Wilder e  Blake Edward con un soggetto simile?
La prima parte è ottima e lascia ben sperare.
I duetti tra Meryl Streep e Uma Thurman sono quanto di meglio il grande schermo ci abbia offerto negli ultimi tempi ma il piacevolissimo gioco a metà film scompare e l’attenzione è rivolta esclusivamente alla “love story”, il cui svolgimento appare poco originale e non particolarmente brillante.
La grande Meryl diventa ora una figura di secondo piano e tutto il lavoro perde di mordente e originalità (qualcuno ha detto che “la pellicola comincia a morire di morte lenta”) .
Scrivono i critici americani: Jeff Vice: “Unfortunately, she (Meryl Streep) pretty much disappears in the second half, and the film suffers as a result“. Rob Thomas: “Unfortunately, Streep basically recuses herself before the third act, and without her subplot the movie really loses a lot of its zip“.
Come non essere d’accordo?
L’interesse del film era dato dall’incontro-scontro Meryl-Uma, medico-paziente, madre-donna innamorata… sia per l’eccezionale performance delle due attrici sia per la situazione in cui vengono a trovarsi e che provoca nello spettatore curiosità e massimo coinvolgimento.
Ma, come si diceva, a metà lavoro la cosa si esaurisce e ogni interesse tende a scomparire.
Peccato, anche perché il film ha vari pregi (ottima colonna sonora, suggestiva fotografia e soprattutto un finale non banale).

Altro difetto sostanziale è che il mondo dell’adulta Uma e quello del giovane Bryan sono molto simili (somiglianza che si rispecchia nel comportamento dei due personaggi) per cui viene meno la forza dirompente del film, la sua polemica contro i pregiudizi.

Prime merita comunque di essere visto per la  lezione di recitazione che Meryl e Uma offrono, e su questo tutti i critici concordano:
Mario Mazzetti (Viviilcinema): “Una Streep impagabile, che vale da sola la visita per la finezza interpretativa e la forza comica mai sopra le righe“; Diego Altobelli (FilmUp): “La interpretazione della Streep è un vero e proprio spettacolo: vale da sola il film“; 35mm: “Una Uma Thurman in forma smagliante”; Alessio Guzzano (City): “Uma Thurman scintillante”; Donald Agustamarian (Imdb): “Meryl Streep is the closest actress we’ve got to the great old stars of yesteryear. Bette Davis comes to mind” ; Lietta Tornabuoni (La Stampa): “La bravura di Meryl Streep è testimoniata non tanto dai riconoscimenti ricevuti da quando iniziò la sua carriera nel 1977 a ventotto anni, con un’apparizione di circa due minuti in “Giulia” di Zinnemann (2 Oscar, 13 candidature all’Oscar, premio per la migliore attrice al festival di Cannes, Orso d’argento a Berlino, Golden Globe, César alla carriera, commenda dell’Ordine francese delle Arti e delle Lettere) quanto dalla sua versatilità, espressività, capacità di personificazione. A 57 anni, polemizza fortemente con il cinema americano che espelle le attrici della sua età, ossia per il motivo che induce tutte le sue colleghe e coetanee alla protesta: la differenza sta nel fatto che le altre davvero non lavorano, mentre lei sì”.

scheda

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gennaio 26, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. E’ vero, il ruolo della mamma ebraica andava messo più in rilievo per non scivolare completamente sulla love story. La Streep molto divertente e bravissima, la Thurman da urlo… bellissima.

    Commento di marina | gennaio 26, 2010

  2. Verrebbe voglia di rivederle lavorare insieme. L’affiatamento tra Meryl e Uma è perfetto.

    Commento di rosso | gennaio 27, 2010

  3. Spesso esilarante, mai banale, molte intelligenti gag… Un film piacevolissimo con due star dalla forma smagliante che è una gioia vedere insieme

    Commento di floriana | gennaio 28, 2010


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