Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“La commedia del potere”

2006: L’Ivresse du Pouvoir di Claude Chabrol


Film anomalo per il grande regista considerato fondatore della Nouvelle Vague, come sempre “finissimo conoscitore dei fantasmi dell’animo umano” (Gianni Canova).

Non abbiamo la consueta analisi di certa provincia francese, non abbiamo il thriller di chiara influenza hitchcockiana a cui spesso ci aveva abituato. Ritroviamo però la consueta abilità nel ritratto di personaggi profondamente veri e dalla forte umanità, variegati e oltremodo interessanti nella loro complessità e diversità. In più un impegno civile che gli fa onore e che si vorrebbe trovare spesso nel grande schermo…

La commedia del potere (preferibile però il titolo originale L’ebbrezza del potere) è un ritratto quanto mai cinico e amaro dell’attuale società dove gli «intoccabili» lo sono sempre di più e chi li combatte appare un Don Chisciotte alle prese con i mulini al vento. Chi detiene il potere dispone complotta trama prevarica… invisibile, inafferrabile, insospettabile, impunibile, corrotto e corruttore, al di sopra di tutto e di tutti. Claude Chabrol scettico e disincantato più che mai a 75 anni e nel suo cinquantesimo film.

Un film presentato al Festival di Berlino ricevendo elogi da più parti: “Chabrol continua brillantemente il suo studio dell’umanità attraverso i suoi comportamenti e i suoi abiti mentali” (MyMovies), “Un film sarcastico e dolente che in Italia nessuno saprebbe fare e forse non potrebbe” (Il Morandini), “Isabelle Huppert è straordinaria e ogni volta si resta stupefatti” (Il Corriere della Sera), “Una commedia degli orrori, cesellata nei dialoghi, interpretata benissimo” (Ciak), “Chabrol riesce a rendere bene le rappresentazioni di un teatrino popolato dalle grottesche maschere del Potere e ad alternare il discorso politico con quello intimo, la satira al dramma, consegnandoci, in più, l’ennesimo, splendido ritratto femminile” (Gli Spietati).

Un film asciutto, senza sbavature, quasi freddo nella sua disamina delle contraddizioni del mondo contemporaneo eppure al contempo intenso ed emozionante. Coinvolge… e lascia poche speranze in un mondo migliore.

Grande, grandissima come sempre una tagliente inflessibile stacanovista (e fragile) Isabelle Huppert, qui alla sua settima collaborazione con Chabrol e in un ruolo per lei inconsueto. Ottimi i comprimari.

p.s.

Nel raccontare la genesi del suo film, Chabrol ha dichiarato: “Quello che mi sono chiesto è che cosa resta dell’umanità nell’esercizio del potere. La risposta è: un bel niente”.

scheda

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gennaio 22, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. E’ una storia francese ma anche tipicamente italiana e quindi per noi particolarmente interessante. Un film che merita di essere visto anche per omaggiare un grande regista e una grandissima attrice

    Commento di giulinofox | gennaio 22, 2010

  2. Un film raffinato (come tutti quelli di Chabrol) che descrive in modo perfetto ciò che il potere provoca –anche nel privato- sull’essere umano. Oltre ogni elogio la Huppert.

    Commento di rederik | gennaio 23, 2010

  3. Un “potente” alla caccia di “potenti”… un film che delinea una realtà che tutti viviamo e che ci fa disperare sulle sorti del mondo… Isabelle Huppert si conferma una delle migliori attrici del mondo.

    Commento di garrulus | gennaio 30, 2010


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