Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“A single man”

2009: A Single Man di Tom Ford


“Tutto è così impeccabile, che manca la sorpresa. E una vera emozione”. Così scrive Il Messaggero.

Salta immediatamente agli occhi l’estrema eleganza della confezione, la cura quasi ossessiva del minimo dettaglio, la raffinatezza studiata al massimo di ambienti costumi paesaggi… Forse un eccesso di calligrafismo che nuoce all’intera opera e ostacola lo spettatore nel provare autentiche emozioni e ad immedesimarsi nel dramma a cui assiste. E’ indubbio comunque come Tom Ford, alla sua prima regia, riveli qualità non indifferenti e conosca la materia che tratta.

Un affresco di un preciso momento storico (siamo nel 1962, l’anno di Psycho) dominato dalla guerra fredda e dalla costante paura americana di un attacco sovietico. La «paura» verso l’altro, verso le minoranze, verso la vita stessa… è il lief-motive dell’intero film (bellissimo, profondo vero attualissimo il monologo su di essa che fa il protagonista). La paura, ma anche il senso di solitudine e l’interrogarsi sulla propria identità caratterizzano i vari personaggi che dominano la scena, dal professore alla sua amica al suo giovane alunno… Personaggi che nonostante tutto cercano di aiutarsi, pur tra mille difficoltà, e che l’evolversi naturale della vita forse aiuterà forse sconfiggerà.

Tratto dall’omonimo romanzo  di Christopher Isherwood, A single man non è un film sulla omosessualità (anche se i problemi e le ostilità che questa comporta sono ben presenti): il tema centrale è il rimanere soli all’improvviso, il vuoto che si crea, la perdita di una qualsiasi motivazione che ci induca ad andare avanti (giustamente L’Unità scrive che il film “è una riflessione sul lutto e sull’attesa della morte”). Ma A single man è soprattutto un inno all’amore senza se e senza ma, all’amore vero e senza etichette.

La strada scelta dal neoregista, curare al massimo l’eleganza esteriore, nasce forse dall’esigenza di non spingere il pedale sul sentimento e sul melodramma ma di mantenere un certo distacco dalla sofferenza e dalla disperazione che descrive: l’intento è lodevole ma impedisce al pubblico di immergersi totalmente nella storia raccontata, di provare empatia col dolore che viene illustrato.

Colin Firth (meritoriamente premiato all’ultimo Festival di Venezia) è di una eccezionale bravura: non un cenno o un gesto di troppo, calibrato e misurato al massimo esteriormente, riuscendo però a comunicare alla perfezione sentimenti emozioni angosce: una nomination agli Oscar è un dovere! (afferma Alberto Crespi: “il film può piacere o non piacere, ma si regge su un pilastro indistruttibile, degno delle piramidi d’Egitto: l’interpretazione di Colin Firth, che dà al personaggio di George una verità e un’intensità per le quali è difficile trovare aggettivi”). Non è da meno la splendida Julianne Moore (il loro duetto nella seconda parte del film è forse la cosa migliore dell’intero lavoro).

Suggestiva e funzionale al massimo la colonna sonora: un misto di The Hours e In the mood of love con un pizzico di Vertigo che accompagna (e commenta) magnificamente le immagini. Da plauso la fotografia con il colore che cambia a seconda di stati d’animo e circostanze. Perfetta oltre ogni dire la ricostruzione degli anni Sessanta.

scheda

premi e riconoscimenti

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gennaio 17, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , ,

7 commenti »

  1. Senz’altro un film che merita di essere visto, per la serietà del contenuto e per la bellezza delle immagini (splendida la citazione di Hitchcock).

    Commento di lorenzo | gennaio 18, 2010

  2. Colin Firth è veramente grande per un film che si contraddistingue per sobrietà ed eleganza.

    Commento di peet | gennaio 18, 2010

  3. Avvincente ed emozionante, raffinato e pudico: ottimo esordio di Tom Ford.

    Commento di waksman | gennaio 19, 2010

  4. Un film sulla solitudine e sulla paura… ma non è un film deprimente o angoscioso (è presente anche una sottile ironia). Interpreti strepitosi, regia impeccabile

    Commento di alessandro | gennaio 20, 2010

  5. Sicuramente da vedere. Il personaggio principale sembra tanto Marcello Mastroianni dei tempi d’oro!

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    Commento di CINEMAeVIAGGI | gennaio 20, 2010

  6. E’ vero, non è un film su gay: il tema è l’amore. Tom Ford mostra di conoscere in pieno l’arte del cinema e dirige i suoi attori con rara maestria.

    Commento di fortunitry | febbraio 3, 2010

  7. Meritatissima la nomination agli Oscar per Colin Firth ma l’avrebbe meritata anche Julianne Moore

    Commento di fantasy | febbraio 4, 2010


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