Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Racconto di Natale”

2008: Un Conte de Noel di Arnaud Desplechin


Arnaud Desplechin è molto conosciuto e apprezzato in Francia. Da noi era noto solo per I Re e la Regina, film del 2004 presentato al Festival di Venezia, “un cortocircuito tra dramma e farsa” (Liberation), un film che “ha stile, uno stile consistente soprattutto nel far convivere, senza troppi complimenti, momenti di spensieratezza e situazioni tipicamente tragiche” (Repubblica): caratteristiche che ritroviamo in pieno in questo suo ultimo lavoro.


Controverse le accoglienze della critica a Cannes (dove Catherine Deneuve ha avuto il Premio alla carriera):
Il Mattino: “un melodramma disinvoltamente ispirato a Bergman, la versione per immagini di una terapia d’autocoscienza di gruppo affidata a interpreti bravi, ma troppo tesi a dimostrare di esserlo“.
Il Messaggero: “è raro, nel cinema di oggi, trovare un senso così tumultuoso della vita e dei suoi doppifondi… regia superba, attori bravissimi”.
L’Unità: “è il classico film francese intellettuale, quasi un genere a sé, fra i più detestabili del cinema mondiale”.
Il Foglio: “”Racconto di Natale” incanta dall’inizio alla fine”.
El Pais: “è un film che non fa né caldo né freddo, per quanto si sforzi di essere intenso, agrodolce e complesso”.

Affresco corale spesso impietoso e disincantato di una famiglia borghese (in disgregazione) in una provincia francese (“La morale comune vuole che un padre e una madre dovrebbero amare incondizionatamente i loro figli ma la vita molto spesso smaschera le ipocrisie e smentisce quello che dovrebbe essere il normale sentire comune. In ogni famiglia ci sono cose imperdonabili e cose che non possono essere recuperate” ha dichiarato il regista).
Racconto di Natale è affascinante nella sensibilità e nella sobrietà con cui affronta temi scomodi come la sofferenza e la morte, la perdita e il lutto. Ma ciò che colpisce l’attenzione dello spettatore è soprattutto il mix di umorismo e cinismo, l’insieme di profondità e leggerezza con cui sceneggiatura e regia delineano i diversi numerosi personaggi, tutti protagonisti: nessuno è sacrificato nel racconto, ognuno è approfondito nel giusto modo, ognuno è svelato nel proprio intimo.
Personaggi che è impossibile non sentire vicini (con la loro ambiguità, la loro debolezza, la loro imperfezione, la loro difficoltà a comunicare e ad amare…): ciascuno ha qualcosa da nascondere, reca malumori e rancori non sopiti, ha delusioni e aspettative, ha sentimenti che reprime, per troppo tempo ha evitato l’incontro e la discussione… tutti talmente ricchi umanamente che è facile rispecchiarsi in essi.

Evitando accuratamente ogni facile sentimentalismo, senza ombra di retorica, asciutto al massimo (qualcuno gli ha rimproverato di essere perfino troppo freddo e distaccato) Arnaud Desplechin dirige alla perfezione (anche se a volte viene il sospetto che vi sia una certa forma di compiacimento) questo Racconto di Natale amaro e ironico, intenso e spietato che, tra salti temporali e flashback, trasuda cultura da tutti i pori.
Dialoghi e monologhi che sembrano fiumi in piena costituiscono l’ossatura di una tragicommedia anticonvenzionale di 150 minuti, elegante nella messinscena e interessante nel contenuto, narrata in 12 episodi che riecheggiano 12 atti teatrali, interpretata eccezionalmente da attori bravissimi e che andrebbero citati uno per uno.

Pubblicato su Cineocchio

scheda

premi e riconoscimenti

sito ufficiale

Annunci

gennaio 12, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , ,

6 commenti »

  1. Grandissimo film della scorsa stagione cinematografica. Per me è stata una bellissima sorpresa.

    Commento di alessandra | gennaio 12, 2010

  2. Uno dei migliori film visti lo scorso anno… bravo Leo!

    Commento di marina | gennaio 13, 2010

  3. Sicuramente un’opera cerebrale ma non per questo fredda. Ne sono rimasta coinvolta, mi sono immedesimata…

    Commento di abla | gennaio 14, 2010

  4. Ancora una volta il cinema francese dà prova di profondità con un lavoro particolarmente interessante e “vero” nell’analisi corrosiva di una tipica famiglia borghese

    Commento di rosso | gennaio 14, 2010

  5. La trama non è facile da afferrare subito e non ti puoi distrarre un attimo… ma questo non è certo un difetto (come alcuni critici hanno sostenuto). Da vedere.

    Commento di niger | gennaio 15, 2010

  6. Grande prova di attori e di regia per uno dei migliori film della passata stagione.

    Commento di marcello | febbraio 1, 2010


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: