Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Enrico V”

1989: Henry V di Kenneth Branagh


Considerato da lungo tempo un grande del teatro britannico, ormai l’attore-regista irlandese si è imposto anche sul grande e piccolo schermo spaziando da Shakespeare a Woody Allen.

Coraggio da vendere mostra l’allora 28enne Kenneth Branagh (“uno dei più mitici attori inglesi in circolazione”, MyMovies) nel debuttare nella regia cinematografica con un’opera portata sullo schermo, in modo indimenticabile e altamente innovativo, dal grande Laurence Olivier (del cui Enrico V, realizzato a 36 anni,  il Morandini scrive: “Dal dramma (1598-99) di W. Shakespeare: nel 1603 al Globe Theater di Londra si mette in scena Henry V, dramma storico in cui si rievocano le gesta del re omonimo che nel 1415, durante la guerra dei Cent’anni, sconfisse l’esercito francese, numericamente superiore, nella battaglia di Azincourt, non lontano da Calais. Splendido esordio nella regia di Olivier in quello che, secondo molti, è il suo miglior film scespiriano e una grande tappa nell’uso del colore nel cinema (fotografia di Robert Krasker) di grande suggestione nel passaggio dalla finzione teatrale alla spazialità solenne degli esterni in Francia, con sapienti agganci alla tradizione pittorica, da Paolo Uccello alle miniature dei Livres d’Heures. Si può leggere a 3 livelli: rievocazione di uno spettacolo al Globe; rappresentazione del modo con cui i contemporanei di Shakespeare immaginavano la campagna di Enrico V in Francia; opera di allusiva propaganda ideologica sulla seconda guerra mondiale. Trionfo di colore, musica, grande spettacolo, poesia eroica, costumi, scenografie. 1 Oscar speciale per L. Olivier e 4 nomination tra cui quella per le musiche a William Walton…”).

Eppure Kenneth Branagh “ammalia tutti con un Enrico V che è sporco, bagnato, stanco e massacrato dalla cattiveria della guerra”( Fabio Secchi Frau).

Supera le difficoltà del modesto budget messogli a disposizione realizzando un’opera fortemente dark (“è immerso nei toni oscuri della pittura rembrandtiana” scrive Lietta Tornabuoni), sicuramente meno spettacolare e visivamente splendida di quella di Olivier, ma interessante veloce dinamica cruda violenta, senza traccia di enfasi, scarna e diretta nel mostrare sia i dubbi e la sostanziale solitudine di un sovrano sia la guerra vista sempre e comunque come una tragedia: su questa duplice tematica Branagh, sottolinea Giovanni Grazzini, “ha incentrato il film, in sintonia col diffuso pacifismo di oggi e col dibattito sul ruolo dei leader” (laddove Laurence Olivier, che girò il suo film nel 43, tendeva soprattutto ad esaltare l’eroismo degli Inglesi in un momento in cui la minaccia tedesca era sempre più incombente).

Impressionante la ricchezza del cast, tutto naturalmente da applaudire a scena aperta: oltre al mattatore  Kenneth Branagh, abbiamo Emma Thompson, Paul Scofield, Derek Jacobi, Ian Holm, Judi Dench, Christian Bale, Geraldine McEwan

p.s.

Entusiastico il giudizio che Maurizio Porro espresse nel 1990 sulle pagine de Il Corriere della Sera:

“Tecnicamente regista dalle molte qualità (l’illuminazione, l’uso coraggioso del primo piano e del ralenti), questo nuovo astro inglese fa volare il pensiero in alto a Welles, Polanski, Kurosawa, Bresson. Possiede quei momenti introspettivi così rari al cinema, come nel magnifico racconto della morte di Falstaff e nella scena del re la notte prima della battaglia: sa riprendere con la cinepresa le parole e indossa Shakespeare come nostro contemporaneo. Abbiate la pazienza di seguire questi 138 minuti di tragedia nazional popolare attaccata crudelmente alla terra, e scoprirete di che ambiguità è fatto il Potere. Branagh e con lui gli altri (gli ufficiali irlandesi, gallesi e scozzesi, e uno splendido Paul Scofield re di Francia), occupa lo schermo con il suo volto poco aulico. Guardatelo quando riceve in scherno le palle da tennis, quando incita alla guerra fra bagliori di corazze, quando fa le fusa alla principessa: è un attore che calamita l’attenzione, e anche noi lo incoroniamo per aver vinto una ardua battaglia di cinema”.

scheda

premi e riconoscimenti

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gennaio 6, 2010 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Quello di Branagh è sicuramente più rozzo del film di Olivier. Nel primo la guerra è una cosa sporca, nel secondo una questione di cavalleria. Film molto diversi tra di loro, ambedue da vedere.

    Commento di giannaflower | gennaio 7, 2010

  2. Branagh rispetta lo spirito e la lettera del testo di Shakespeare pur facendo qualcosa di molto moderno: bravo!

    Commento di nino | gennaio 8, 2010

  3. Un film intenso ed emozionante, un ottimo esempio di teatro-cinema da apprezzare sotto ogni punto di vista

    Commento di floriana | gennaio 14, 2010


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