Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Ogro”

1979: Ogro di Gillo Pontecorvo


Storia  vera, liberamente tratta dal libro di Julien Aguirre (1): l’uccisione nel 1973 a Madrid, ad opera di un gruppo terroristico basco, di Carrero Blanco (soprannominato “ogro” cioè “orco”), primo ministro del governo franchista e probabile successore del dittatore spagnolo ormai ottantunenne.

Alla sua uscita il film suscitò vaste polemiche. Fin dai suoi primi documentari degli anni ’50, Gillo Pontecorvo ha sempre affrontato temi come la natura maligna del potere repressivo, la  difficoltà di fare attivismo politico contro un regime repressivo, quale sia la strada migliore di organizzare la resistenza. In Ogro, dichiarò il regista, «abbiamo deciso di fare il film stando attentissimi che non ci fossero delle cose che potessero portare acqua al mulino del terrorismo, è stato fatto con il misurino»: eppure “il PCI denunciò l’apparente distruzione del tabù del ‘terrorismo’ e  L’Unità attaccò gli sceneggiatori bollandoli come sostenitori delle Brigate Rosse” (La Voce delle Voci).

Definito “thriller politico”, misto di lezione civile e di dibattito sul modo migliore di opporsi al “male” (2), vinse nel 1980 Il David di Donatello (in Spagna ebbe un notevole successo commerciale) ma tra i lavori di Gillo Pontecorvo è forse quello che convince di meno. Interessante e minuziosa la dettagliata  ricostruzione della preparazione ed esecuzione dell’attentato (una certa dose di tensione non manca) ma…

Piuttosto debole come film d’azione, lacunoso nell’approfondimento psicologico dei personaggi (“nessuno dei personaggi principali vive di vita propria”, scrive Il Corriere della Sera),  Ogro risulta un racconto asettico ed eccessivamente “neutrale”, essenziale ed asciutto ma poco partecipato (…si evidenzia lo sforzo dei realizzatori del film di tenersi “distaccati” dalla materia che affrontano). Da sottolineare però che, pur concedendo poco allo spettacolo (”troppo cauto, troppo parlato, poco epico, poco appassionato”, Panorama) il coinvolgimento dello spettatore è comunque assicurato: il tema non può non interessare e poi Pontecorvo è pur sempre un grande regista anche nelle sue opere meno riuscite.

Concordo con quanto leggiamo su il Davinotti: “Attori freddini, dialoghi buoni. In definitiva: non un capolavoro del cinema, ma nemmeno tempo buttato alle ortiche. 100′ utili per saperne di più sulla storia basca”.

Un film da vedere: non solo perché ci ricorda uno degli episodi più importanti di tutto il Novecento (e soprattutto ci induce a riflettere su un fenomeno così essenziale dell’età contemporanea, il terrorismo) ma anche perché ci offre l’occasione di ammirare ancora una volta quello splendido attore che fu Gian Maria Volonté, mai abbastanza rimpianto.

note

(1) Il libro era a nome di Julien Aguirre (Operazione Ogro, Alfani editore) ma la vera autrice, che era stata tre anni nelle prigioni franchiste, era Eva Forest che non apprezzò il film di Pontecorvo accusandolo di moderatismo (da Wikipedia).

(2) La scena più importante del film è il colloquio finale tra i due protagonisti: uno difende il mito sanguinoso di una perfetta sovranità popolare anche nella Spagna post-franchista, l’altro è persuaso che la violenza abbia una sua giustificazione solo nella dittatura ma che essa si trasforma inevitabilmente in fanatismo quando vi siano gli strumenti politici democratici per la realizzazione (con coraggio e pazienza) dei propri ideali.

scheda

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dicembre 15, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , ,

4 commenti »

  1. Il punto focale del film è nelle ragioni e nei torti dei rivoluzionari… Pontecorvo sembra non giudicare ma solo “sembra”…

    Commento di leasister | dicembre 17, 2009

  2. Amo Pontecorvo ma questo lavoro l’ho trovato un po’ fiacco. E’ comunque da vedere, anche per gli argomenti che tocca.

    Commento di moviemovie | gennaio 2, 2010

  3. solita porcata comunista

    Commento di red | dicembre 11, 2010

  4. @ red: mi sembra un tantinello esagerato…

    Commento di cinemaleo | dicembre 11, 2010


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