Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“In the bedroom”

2001: In the Bedroom di Todd Field


Un ottimo film, un film “piccolissimo nel budget (è costato meno di due milioni di dollari, una miseria per lo standard hollywodiano), che testimonia ancora una volta come una buona storia raccontata bene sia mille volte meglio di qualsiasi tecnicismo o estetismo” (Andrea Nobile).


Ma un film con un grosso neo…

Tratto da un racconto breve di André Dubus, film poco americano e molto europeo questo di Todd Field, dall’atmosfera rarefatta ma estremamente drammatica.
Siamo in un paesino del Maine (splendidamente fotografato). Le prime scene sono sorridenti e serene, tutto sembra perfettamente normale e coerente… ma si avverte, si percepisce che non tutto è come dovrebbe essere: il dramma si nasconde dietro quelle immagini così piacevoli, così dolci. A una tranquilla coppia, ormai matura, viene a mancare improvvisamente l’unico figlio.
Per tre quarti del film assistiamo alle conseguenze distruttive che la tragedia comporta, alle incomprensioni, agli irrigidimenti, alle solitudini, alle crudeltà che un immenso dolore può far nascere. E tutto è raccontato in maniera superba, con intelligenza e sensibilità, senza sbavature né facili sentimentalismi: fugge con determinazione qualsiasi caduta nel patetico e affida a rapidi tocchi, racchiusi tra dissolvenze, il compito di raccontare il trauma emotivo dei protagonisti e l’evoluzione del loro stato d’animo” (Luca Baroncini).

Regia lucida e perfetta: molto non viene rappresentato ma lasciato all’intuizione, alla immaginazione dello spettatore che si trova coinvolto come raramente accade nel cinema.
Eccezionali gli interpreti (giustamente candidati all’Oscar), dalla sempre brava Sissy Spacek, alla finalmente valorizzata Marisa Tomei, al sorprendente Tom Wilkinson (magnifico in una parte difficile).

Se il film fosse finito 15 minuti prima, avremmo detto che è uno dei migliori che abbiamo visto negli ultimi anni, ma…
C’è un “ma”: la conclusione, che non è da rivelare, non è accettabile. C’è ambiguità nel messaggio che lancia, un voler forse accontentare un “certo pubblico”. Un maggior coraggio da parte degli sceneggiatori avrebbe invece reso il film veramente indimenticabile (1).

note
(1) Calogero Messina spiega la tematica del film ricordando una illuminante battuta contenuta in Gosford Park di Robert Altman: “In America hanno abitudini diverse come dormire con la pistola sotto il cuscino ma la usano per spararsi tra di loro”.

scheda

premi e riconoscimenti

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dicembre 15, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , ,

6 commenti »

  1. Mi incuriosisce… soprattutto per vedere questi ultimi 15 minuti!!

    Commento di teresa | dicembre 16, 2009

  2. Fatto soprattutto di silenzi e di sguardi, uno dei film più drammatici che abbia mai visto. Ottimamente recitato, una acuta analisi del dolore e dei sogni spezzati.

    Commento di dubius | dicembre 17, 2009

  3. Un’ottima regia (e dire che parliamo di un esordiente) che evidenzia magistralmente come la crudeltà possa scaturire da un lutto.

    Commento di luciano | dicembre 19, 2009

  4. Un film che non lascia indifferenti, ti emoziona, ti coinvolge. D’accordo sul finale.

    Commento di cineio | dicembre 20, 2009

  5. Grandi attori in una performance che è difficile dimenticare per una storia che potrebbe accadere a chiunque

    Commento di gianfrancosplit | dicembre 21, 2009

  6. Un’opera (splendida visivamente) che ti rimane dentro e che ti fa pensare. Un ottimo esame di coscienza che ti fa chiedere come ci comporteremmo noi in un situazione simile…

    Commento di giulinofox | gennaio 4, 2010


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