Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Miracolo a Sant’Anna”

2008: Miracle at St. Anna di Spike Lee

“The New York Times” lo ha apprezzato, “Variety” (come quasi tutta la stampa italiana) lo ha stroncato.

Spike Lee, a cui si devono capolavori come La 25ma ora e Inside Man fallisce nel suo film forse più ambizioso e complesso.

Ispirato all’omonimo romanzo di James McBride (qui anche sceneggiatore) Miracolo a Sant’Anna si caratterizza per “il troppo”: troppo lungo, troppa musica, troppi personaggi, troppe parentesi, troppa carne al fuoco… Siamo soverchiati da una overdose di immagini, di vicende, di temi, di spunti che, presi ognuno per sé, potranno anche emozionare e coinvolgere ma che nell’insieme appaiono farraginosi, pesanti, non equilibrati, dilatati a dismisura e, non di rado, stancanti (anche se il montaggio è da applauso).

Valentina D’Amico giustamente afferma: “Un affresco storico che parte come un thriller, devia verso il film di denuncia, apre una lunga parentesi da favola buonista che svela come anche in guerra possano esistere atti di grande umanità, supportati da un pizzico di magia, per poi tornare a svoltare bruscamente in direzione della bruta violenza bellica e concludersi con un coup de théatre che strizza l’occhio allo spettatore”.
Miracolo a Sant’Anna manca di omogeneità e unitarietà: il razzismo, la guerra, la resistenza, la fede, le problematiche teologiche… sembrano vicende a se stanti, non si amalgamano e anzi una disturba l’altra. La sensazione è di assistere a film diversi arbitrariamente unificati, senza alcun rapporto tra loro.
Questo è il sostanziale difetto della pellicola. Assurda invece l’accusa di falsificare la storia e di infamare la Resistenza: cosa c’è di sbagliato nel mostrare che buono e cattivo fossero sia tra i tedeschi che nei partigiani? Come pretendere che il bene sia solo in una parte e che il male stia tutto nell’altra?  L’importante è che il film evidenzi come tutte le guerre (nessuna esclusa) siano barbare e incivili, foriere di povertà sporcizia dolore errori brutalità, mai eroiche o esaltanti.

Positiva la performance degli attori americani, non del tutto degli italiani (non sempre ben diretti -benché Omero Antonutti riesca ancora una volta a mostrare la sua bravura- e inseriti in scene che sanno di bozzetto teatrale e di folcloristico).

Da sottolineare che, come leggiamo su Movieplayer, Miracolo a Sant’Anna ha il pregio di “far riflettere a lungo gli spettatori che decideranno di andare a vedere il film. Nel bene e nel male un regista come Spike Lee riesce a non essere mai banale. Che sia questo il suo vero intento?”.

p.s.
Sbagliata la decisione di doppiare l’intero lavoro: si assiste così a numerose scene i cui i personaggi non riescono a comunicare tra loro pur parlando tutti in perfetto italiano!

scheda

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dicembre 14, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , ,

11 commenti »

  1. Beh insomma, definire la 25ma ora un capolavoro… ma per favore

    Commento di sysman76 | dicembre 14, 2009

  2. Non sono il solo…
    Il Dizionario My Movies: “Un film intenso, forte, poetico e duro”.
    La Repubblica: “La 25ma ora è uno dei film migliori della stagione”.
    L’Unità: “Ci sono film che da soli danno senso a un’intera stagione cinematografica… è un film bello (sì usiamo questo aggettivo semplice ma chiaro) e importante”.
    FilmTV: “…film straordinario (il migliore nella filmografia di Spike Lee)”
    eccetera eccetera

    Commento di cinemaleo | dicembre 15, 2009

  3. Bellissimo… questo film è tra i più lodevoli. Mi ha commosso tanto.

    Commento di markogamer | dicembre 16, 2009

  4. Eccessivamente lungo e poco plausibile. Concordo pienamente su quanto dici del doppiaggio.

    Commento di laura | dicembre 16, 2009

  5. Trama troppo complessa e presuntuosa. Hai ragione: “La 25a ora” e “Inside Man”, quelli sì che erano capolavori…

    Commento di pina | dicembre 17, 2009

  6. Piccoli uomini crescono si potrebbe dire… ma Lee rimane per me quello di “Lola Darling” o “Fa la cosa giusta” oltre ai due citati sopra… spero che questo sia un episodio isolato.
    Il suo percorso sembra quello di Allen.. alla fine si rimpiange sempre “Manhattan”

    Commento di marina | dicembre 18, 2009

  7. Poco credibile e a volte grottesco. Visivamente bellissimo e naturalmente ottimo il messaggio antirazzista.

    Commento di myra | dicembre 21, 2009

  8. L’ottimo Spike Lee questa volta ha deluso con un polpettone che sa di finto.

    Commento di gardenia | gennaio 2, 2010

  9. Non sono affatto d’accordo sul giudizio della “maggioranza”: a me il film pare ben scritto, ben girato, tecnicamente di alto livello ed emozionalmente notevole. Non vedo mancanza di unitarietà nella narrazione, che mi pare invece scorrevole e di buon ritmo. In sostanza, non è un capolavoro, ma i film riusciti male sono molto, molto diversi da questo.

    Commento di smartiesbale | gennaio 19, 2010

  10. Ottimo film assolutamente veritiero

    Commento di totila | luglio 13, 2010

  11. comunque un bel film, consiglio un altro bel film, “vento di primavera” del 2011

    Commento di davidedecau | dicembre 28, 2011


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