Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“21 Grammi”

2003: 21 Grams di Alejandro Gonzàles Inàrritu

Presentato al 60° Festival di Venezia, il film ha suscitato aspre polemiche.

A molti critici non è piaciuto: “Ebbro di autocompiacimento, il film subisce un processo di autocombustione e si trasforma in uno strazio visivo, oltretutto appesantito dalla durata” (Film Tv), “…il film, non molto riuscito, sembra sempre al limite della parodia” (La Stampa), “Effetti forti, sentimenti gridati, uno stile in equilibrio (stentato) fra realismo duro e visionarietà” (Il Tempo), “Lascia frastornati il secondo film del regista  messicano… Il quale adegua la regia ai virtuosismi del super-cast portando un plot già incandescente verso livelli intollerabili di retorica e manipolazione” (Il Messaggero).

Molti lo hanno apprezzato (personalmente concordo con questi ultimi): “Il film strappò per Sean Penn la Coppa Volpi del miglior attore. Ma altrettanto bene avrebbe fatto la giuria premiando gli altri due protagonisti, Naomi Watts e Benicio Del Toro, che insieme al laureato formano un terzetto esplosivo” (Il Corriere della Sera), “Ci sono almeno due ragioni per cui secondo noi questo è un film da difendere e fra i più interessanti del concorso Venezia 60: la bellezza dei personaggi che racconta, così lividamente sospesi fra una vita comatosa e una morte appena palpabile, quanto tragica, e la grandezza degli attori che rendono reali e credibili quei personaggi” (Ciak), “Innegabili i pregi e la capacità di attaccare lo stomaco dello spettatore come pochi film recenti sanno fare” (Movieplayer), “Il regista è abile nel sovrapporre, mescolare e confondere i piani temporali della narrazione. Struttura originale con gli stessi avvenimenti che vengono riproposti spostandone l’ottica e mutandone radicalmente il significato” (Repubblica).

Primo film hollywoodiano di Alejandro Gonzàlez Innàritu, sceneggiato da Guillermo Arriaga (che passerà poi alla regia con il bel The burning plain) un lavoro che cattura l’attenzione dello spettatore dall’inizio alla fine, lo coinvolge totalmente, richiede la sua concentrazione emozionandolo e ponendogli mille interrogativi.

Un struttura complessa, ellittica, ad incastro, in cui passato presente futuro si mescolano continuamente: dimostrazione della imprevedibilità della vita, del caso fortuito che improvvisamente può cambiare la nostra esistenza. Inàrritu e Arriaga non sono nuovi in questa impresa, lo avevano fatto già con il pluripremiato Amores Perros: il montaggio spezzettato (opera del portentoso Stephen Mirrione, già visto all’opera con l’indimenticabile Memento), la fotografia dalla grana porosa, le immagini disarmoniche, le inquadrature dal cambio veloce e repentino… l’effetto prima della causa, la narrazione che sconvolge il tradizionale svolgersi diacronico dei fatti, il racconto a mo’ di puzzle… tutto al servizio dell’idea che il tempo è inafferrabile e manipolabile, che la precarietà e l’assurdo dominano incontrastati le vicende umane.

Solitudine e desiderio di amore, morte e  speranza, disperazione e coraggio, accettazione e rifiuto, paura e rimpianto, bruttezza e sporcizia, viltà e fanatismo, redenzione e vendetta, colpa e perdono… Le componenti essenziali della vita sono scrutate senza veli (e quasi sempre con la macchina a spalla), con intensità e partecipazione, dandoci un quadro (sincero e vigoroso, accorato e veritiero, angosciato e crudo) dell’essere umano… nel bene e nel male.

Un “desolante scorcio di piccole vite americane…, un affresco di una grande società in fase di devastazione” (Marta Rizzo) questo 21 grammi a cui non manca però, nel finale, un barlume di ottimismo, un briciolo di speranza.

Sean Penn, Naomi Watts, Benicio Del Toro, Charlotte Gainsbourg, Melissa Leo… sono al di sopra di qualsiasi elogio. Non capita spesso vedere un cast che dà il meglio di sé in una vera e propria gara di bravura in cui è impossibile decretare chi sia il vincitore. Eccezionali tutti.

Al di là delle polemiche e delle controversie, 21 grammi (che tecnicamente non può non definirsi un gioiello) è imperdibile per chi vuole che il cinema non sia una pura vacanza del cervello.

scheda

premi e riconoscimenti

sito ufficiale

Annunci

dicembre 8, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , ,

5 commenti »

  1. Impossibile non lasciarsi coinvolgere… Toccante e sconvolgente

    Commento di brad | dicembre 9, 2009

  2. Cast che fa scintille in un bellissimo film che ti cattura fin dalla prima scena. Imperdibile!

    Commento di giulinofox | dicembre 9, 2009

  3. Il montaggio roteante bene esprime la confusione e il relativismo delle nostre vite. Film splendido, attori splendidi.

    Commento di gianni87 | dicembre 10, 2009

  4. Ma come hanno fatto a montarlo? Ci deve essere stata una supervisione eccezionale per questo aspetto del film!!!!

    Commento di agegiofilm | dicembre 11, 2009

  5. Un regista e uno sceneggiatore anticonformisti e “irregolari” hanno realizzato uno dei più profondi film degli ultimi anni, un film che andrebbe visto più di una volta.

    Commento di leanoa | dicembre 27, 2009


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: