Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“La neve cade sui cedri”

1999: Snow falling on Cedars di Scott Hicks

  

Tratto dal celebre romanzo di David Guterson che, tradotto in trenta lingue, ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.

Apparentemente è un thriller ma ciò che interessa al regista (l’inglese Scott Hicks, famoso per il pluripremiato Shine, qui al suo esordio hollywoodiano) è un tema pochissimo trattato dal cinema, la prigionia dei residenti giapponesi negli Stati Uniti dopo l’attacco di Pearl Harbour.

Siamo nella comunità di Washington (e precisamente nell’isola di San Piedro, a nord-ovest del Pacifico). Coinvolgendo il pubblico con una delicata storia d’amore e il racconto dell’indagine su un cadavere trovato in mare (un suo amico giapponese è accusato dell’omicidio) con relativo processo testimonianze interrogatori…, Hicks ci fa toccare con mano la “forte ondata di sospetto e di ostilità verso i cittadini americani di origine nipponica, che vennero deportati in campi di raccolta, espropriati delle proprie esistenze e dei propri affari, privati dei diritti civili, fatti oggetto d’una campagna d’intolleranza razzista” (La Stampa).

Con uno stile lento raffinato e quasi onirico, con la prevalenza sul parlato di immagini magnifiche che sembrano quadri viventi (giusta nomination all’Oscar per il direttore della fotografia Robert Richardson), con un incastro perfetto di passato e presente, La neve cade sui cedri ci mostra come sia facile distruggere i rapporti di amicizia di amore (o di tolleranza) tra esseri di differenti origini: il film ha quindi il merito e il coraggio di mettere sotto accusa un intero comportamento sociale con le sue incomprensioni di culture diverse e di pregiudizi razziali. Tema sempre attuale, oggi forse più che mai (e ben vengano pertanto opere che mettono in discussione il nostro operato e il nostro sentire).

Pienamente d’accordo con quanto scrive Michele Anselmi su L’Unità: “…un’opera d’autore: per come mischia intreccio giallo e sdegno morale, ritratto corale e destini individuali, respiro hollywoodiano e montaggio all’europea”.

p.s.

Bellissima l’arringa finale dell’avvocato della difesa (uno straordinario Max Von Sydow) che vale la pena riportare e meditare: “Io rifletto sui fatti alla luce della morte… in un modo che a quasi tutti voi è alieno e mi sento come un viaggiatore disceso da Marte. Sconcertato da ciò che vedo: la solita umana fragilità trasmessa da generazione a generazione. Noi odiamo i nostri simili, siamo vittime di umani pregiudizi. Voi magari credete che questo sia un piccolo processo in un piccolo luogo, beh non lo è. Succede ogni tanto che in qualche parte del mondo l’umanità va sotto processo insieme all’integrità e alla decenza. Succede ogni tanto che della gente comune come voi, signori della giuria, viene chiamata ad emettere un voto sulla condotta della razza umana…”

scheda

sito ufficiale

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dicembre 2, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Fotografia altamente suggestiva per un film dai toni soffici e che emoziona non poco.

    Commento di pina | dicembre 3, 2009

  2. Il contrasto tra culture diverse è reso magistralmente e senza toni “gridati”. Un film che scorre (piacevolmente) lento e ti dà il tempo di riflettere e di interrogarsi sul passato e sul presente.

    Commento di dubius | dicembre 3, 2009

  3. Poesia e denuncia fusi mirabilmente in un film che è da consigliare.

    Commento di giulinofox | dicembre 4, 2009


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