Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“The burning plain”

2008: The Burning Plain di Guillermo Arriaga

Al suo esordio alla regia, Guillermo Arriaga ci mostra le vicissitudini e i segreti di donne di generazioni diverse, storie (apparentemente) diverse basate sui quattro elementi di fuoco, terra, acqua, aria.


La critica si è divisa nel giudicare il film.
Si va da “Il messicano Guillermo Arriaga si è fatto un nome a Hollywood con delle sceneggiature di forte impegno… Adesso passa anche alla regia… e porta sullo schermo un suo testo che, come i precedenti, svela ad ogni passo intelligenza e sapienza, consentendogli una rappresentazione carica di intense suggestioni visive” (Il Tempo), “…un film commovente, denso di sentimento ed emotivamente coinvolgente” (FilmUp), “Un ottimo film” (Spaziofilm.it) a “…un cervellotico esercizio di scrittura con pochi momenti emozionanti” (Variety), “…la moltiplicazione dei drammi si fa meccanica e la poetica si trasforma in banale puzzle mentale, che non coinvolge né tantomeno lascia tracce nel cuore” (Ciak), La pianura di Arriaga brucia senza capo né coda” (La Stampa).

Primo film americano ad essere presentato alla 65 Mostra di Venezia, parla di solitudine, di vendetta e di rimorso, di quanto sia difficile sfuggire al proprio passato… ma anche di come l’amore possa redimere e di come una seconda opportunità sia sempre possibile. Sottolinea giustamente Il Corriere della Sera però, il tema di fondo “è quello delle responsabilità degli adulti verso i giovani e di come i figli cerchino, non sempre nel modo giusto, di fare i conti con quelle «colpe»”.

Il celebrato sceneggiatore di González Iñárritu (“Amores perros” “21 grammi” “Babel”) e di Tommy Lee Jones (“Le tre sepolture”) ama le storie affastellate e interconnesse, con diversi personaggi ed episodi, e il tutto condito con sovrapposizioni tematiche e temporali (giustamente Guillermo Arriaga sostiene che chi racconta la propria vita lo fa senza seguire un ordine preciso). Molti hanno rimproverato al regista di insistere troppo con la struttura ellittica ad incastro: forse però era l’unico modo di rendere accettabile al pubblico d’oggi una storia che, raccontata linearmente, sa troppo di “feulletton” ottocentesco. Così costruito, il film, con i suoi innumerevoli flashback e nel suo opposto flashforward (il termine inglese, equivalente all’italiano “anticipazione”, indica una discontinuità nella successione temporale della narrazione, attuata attraverso l’anticipazione di un momento della storia che appartiene al futuro), inchioda lo spettatore alla poltrona, lo coinvolge e lo emoziona (spesso commuovendolo)

The burning plain è un film sul dolore e sull’amore, sulla passione e sulla morte: forte, crudo (e al contempo toccante), dal notevole pathos, e che ha il pregio di suscitare più di una riflessione.
Scritto con abilità e girato splendidamente tra l’Oregon e i deserti del Messico, il film dà massima importanza al paesaggio, fattore quasi determinante nel caratterizzare i sentimenti e gli umori dei vari personaggi (in una recente intervista il regista ha dichiarato: “Volevo raccontare storie… in cui fossero la luce, i suoni gli animali e la vegetazione a dare uno spazio fisico ed emotivo ai personaggi, quasi come se il paesaggio stesso si facesse personaggio”).

Un’opera da elogiare per abilità registica, cura al dettaglio e professionalità, un piccolo capolavoro di narrazione e di intreccio che si caratterizza, anche, per il suo andare contro-tendenza rispetto allo stile frenetico e nervoso oggi di moda.

Un piacere vedere recitare Charlize Theron e Kim Basinger (ma un plauso anche a Jennifer Lawrence che a Venezia ha conquistato il premio come giovane promessa per il futuro): ambedue da tempo liberatesi dal cliché di sex symbol, qui drammatiche e melanconiche, cupe e disperate… mai sopra le righe, intense e misurate al massimo. Una prova da grandi attrici in due ruoli certamente non facili. Brave è dir poco.

scheda

sito ufficiale

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novembre 26, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , ,

6 commenti »

  1. Quasi una tragedia greca, un ritratto della fragilità femminile e insieme della sua forza che due formidabili attrici rendono perfettamente in una vera e propria gara di bravura.

    Commento di plusplus | novembre 26, 2009

  2. Angoscia solitudine sofferenza… delle donne mirabilmente descritte e interpretate da tre attrici superiori ad ogni elogio.

    Commento di leasister | novembre 27, 2009

  3. Un film cupo (meravigliosamente fotografato) che coinvolge totalmente. Una bellissima storia (forse il finale poteva essere diverso… ma che male c’è a sperare?).

    Commento di moviemovie | novembre 28, 2009

  4. Theron & Basinger di una bravura straordinaria che non si smetterebbe mai di guardare. Un melodramma che nobilita il genere…

    Commento di garrulus | dicembre 2, 2009

  5. L’incastro tra le storie è perfetto e dimostra il notevole talento di Arriaga, bravissimo anche nella direzione degli attori. Un plauso particolare alla fotografia. Personaggi umanissimi in cui è facile identificarsi in un ritratto veritiero e sincero della psicologia femminile. Da vedere.

    Commento di giugaro | dicembre 4, 2009

  6. Il film è un’attenta analisi sul rapporto tra madri e figlie, su come cambi la percezione del mondo e delle cose a seconda del rapporto che si instaura tra due generazioni differenti, legate però da vincoli di sangue dai quali non si può prescindere. Madre e figlia, per la natura del rapporto, hanno solitamente ruoli ben precisi: la madre gestisce la famiglia, la figlia si fa seguire dai genitori.

    Commento di luisab | giugno 9, 2010


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