Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Segreti di famiglia”

2009: Tetro di Francis Ford Coppola

Il film, presentato tra grandi applausi a Cannes e al Torino Film Festival, ha avuto ottime recensioni:

Il Corriere della Sera: “Poche volte cinema fu più onesto, in cerca del groviglio di vipere, fiducioso nel domani”; L’Unità: “…uno dei film più personali di una carriera inimitabile”; Il Manifesto: “…affascinante, personalissimo e visionario”; Cineblog.it: “…un film complesso, coltissimo… un atto d’amore verso il cinema che Coppola ha amato e ama ancora oggi”; La Repubblica: “…un film d’ autore a tutti gli effetti: indipendente, quasi autobiografico e colto”; Cinematografo.it: “…fresco, ottimista e vitale come il saggio di diploma di un grande talento” (1).

Che Francis Ford Coppola (70 anni da poco compiuti) sia un grande regista è innegabile, che ogni suo nuovo film meriti di essere visto è fuori discussione… ma Segreti di famiglia, personalmente, non mi ha convinto del tutto (film che Coppola non solo ha diretto, ma anche prodotto, scritto soggetto e sceneggiatura, e -negli USA- distribuito). Splendida l’idea dell’uso del bianco-nero per raccontare il presente (i flashback sono a colori), quanto mai suggestivo e splendido visivamente con il suo gioco di luce-ombra quasi espressionista; ottimo il montaggio e l’utilizzo della colonna sonora (non invadente, appropriata); perfette nella loro funzionalità ambientazione e scenografia. Non mi ha convinto il racconto (concordo con Paolo Mereghetti che scrive “Coppola si conferma più grande come regista che come sceneggiatore”). Quasi una tragedia greca narrata modernamente (Furio Spinosi lo definisce “un melodramma noir”) che mi sembra non coinvolga pienamente con situazioni non sempre plausibili e un campionario di umanità non particolarmente accattivante.

Eccessivamente (e inutilmente) troppo lungo, Segreti di famiglia ha poi il difetto di contenere divagazioni immotivate, mostrando con insistenza scene e personaggi del tutto superflui: l’unitarietà del racconto è spezzata, la narrazione si appesantisce e lo spettatore stenta a immedesimarsi nel tutto. L’emozione latita. L’impressione è di assistere a un bello spettacolo che però ci lascia indifferenti e non ci appassiona più di tanto.

Gli attori sono ottimi ma non si crea alcuna empatia con essi.

Mi ritrovo in pieno nel giudizio di Lietta Tornabuoni su La Stampa (una delle poche voci discordanti dal tripudio generale): “Il film ben fatto non è bello, con tutto il talento di Coppola. (…) Coppola non arriva al sentimento. Tutto è perfettamente chiaro, senza sfumature, troppo razionale”.

p.s.

a) da un grande come Coppola non ci si aspettava il clichè del folklorististico e del typique che qui non mancano

b) nell’edizione originale abbiamo il bilinguismo e l’inglese parlato non senza difficoltà da argentini… perché il nostro doppiaggio fa parlare tutti in perfetto italiano, appiattendo il contesto e rendendo spesso immotivata la gestualità dei personaggi?

note

(1)  Rare le voci di dissenso, ma ci sono. El Pais ad esempio scrive: “La speranza che si stia per assistere a qualcosa di grande dura 10 minuti. Poi inizia una catena di assurdità, dialoghi enfatici, situazioni senza senso…”. Il Giornale: “I coppoliani devoti si sentiranno egualmente coinvolti; gli altri no, per quanto la tecnica sia impeccabile. I coppoliani moderati pensano che un regista che ha scritto pagine di storia del cinema dovrebbe riposarsi, quando è stanco”. Il Sole 24 Ore: “…un film troppo confuso, discontinuo, piegato su se stesso”.

scheda

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novembre 25, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , ,

11 commenti »

  1. A me non è dispiaciuto anche se affiora il sospetto di un fredda operazione di tavolino. Forse Matt Dillon (il primo scelto dal regista) sarebbe stato preferibile a Vincent Gallo, uno degli attori più antipatici che abbia mai visto.

    Commento di leanoa | novembre 25, 2009

  2. Un’operazione barocca di cui si stenta a capire il senso. Autobiografia trasfigurata? Sarà, ma il tutto mi è sembrato poco interessante per lo spettatore.

    Commento di gianfrancosplit | novembre 25, 2009

  3. a me ha esaltato
    (Vincent Gallo è uno dei miei cinque idoli personali, fra l’altro ^^)

    Commento di hal incandenza | novembre 25, 2009

  4. Certo, formalmente è molto bello ma non comunica molto… Un bel recipiente vuoto.

    Commento di girolimino | novembre 26, 2009

  5. Concordo sul doppiaggio, non è la prima volta che roviniamo le intenzioni del regista: pressapochismo, problemi di costi e quindi semplificare il lavoro il più possibile, menefreghismo nei riguardi del pubblico…?

    Commento di roberto70 | novembre 27, 2009

  6. La maestria di Coppola è indubbia ma il film l’ho trovato noioso e una semplice esercitazione virtuosistica che lascia il tempo che trova.

    Commento di rossanalp | novembre 30, 2009

  7. Io non sono un amante dei film “bulgari” e meno che mai dei polpettoni…. ma a me segreti di famiglia è piaciuto molto. Un film molto intimo, fatto di sentimenti e passioni forti. Bellissima l’idea quasi uturn del bianco e nero per il presente ed il colore per il passato, quasi fosse il presente ad essere sfumato e sfuggente ed invece impresso eternmente (irrimedibilente) il passato nella mente dei personaggi. bellissimo, andate a vederlo

    Commento di Francesco | novembre 30, 2009

  8. …sono d’accordo… ho visto anch’io la versione originale: bellissima! purtroppo la scelta di realizzare molti doppiaggi in un’unica lingua spetta esclusivamente alle distribuzioni cinematografiche che fanno questa scelta esclusivamente per risparmiare i costi del sottotitolaggio…

    Commento di erika | dicembre 8, 2009

  9. Non nascondo che l’idea di un film direttto da Coppola (uno dei miei registi preferito) con Vincent Gallo (uno dei miei attori preferiti) mi ha messo una tale curiosità che alla prima visione del film sono rimasta un pò male. Ho rivisto il film cercando di non pensare al regista e all’attore ma concentrandomi sulla vicenda… è andata meglio, l’ho apprezzato per ciò che narra a prescindere. E’ un film un pò vecchia maniera… Bello.

    Commento di Anonimo | dicembre 11, 2009

  10. Bellissimo il bianconero e i coloratissimi flashback a volte surreali ma il contenuto… Tennessee Williams sapeva fare di meglio.

    Commento di garrulus | dicembre 22, 2009

  11. Davvero un bel film

    Commento di filmora | settembre 19, 2011


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