Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Un segreto tra di noi”

2006: Fireflies in the Garden di Dennis Lee

Scarso successo di pubblico per un film che, sulla carta, sembrava possedere più di una freccia al suo arco.

Giustamente la critica non è stata tenera: “Somministrato alla sera, in gocce, per accompagnare il sonno” (Corriere della Sera), “Attori divi e divi attori: da sempre il punto di forza dei film americani. Talvolta, però, il bonus non basta a tamponare le perdite: qui le belle presenze… non riscattano il film dalla sua mediocrità di fondo” (Il Mattino), “…un goffo melodramma a spasso tra passato e presente, privo di sostanza e di dialoghi sensati” (Ciak), “Un teatrino di provincia con interpreti di nome chiamati a una rappresentazione senza un copione adeguato e con un’idea di fondo talmente sempliciotta da risultare noiosa” (Il Manifesto).

Un segreto tra di noi (titolo fuorviante, preferibile l’originale, più evocativo e suggestivo, tratto da una poesia di Robert Frost e riferito a una delle poche belle scene del film) risulta un mélo freddo e poco coinvolgente che fa rimpiangere i capolavori di Sirk Kazan Minnelli… a cui probabilmente si ispira e che inspiegabilmente il Festival di Berlino ha ospitato (sui nostri schermi è giunto con quasi due anni di ritardo).

Ritmo colpevolmente lento, scarsa tensione, regia piatta e anonima, sceneggiatura non sempre chiara (e non priva di luoghi comuni), situazioni viste ripetutamente altre volte (e meglio realizzate), mancanza di scene-madri che si imprimano nella memoria, scenografia e fotografia poco curate, passaggio tra presente e passato non ben illustrato… Si aggiunga che i personaggi appaiono non sempre credibili e dalle azioni spesso immotivate. Una trama non gradevole che dovrebbe mostrarci cosa si nasconde all’interno di una famiglia americana apparentemente normale e tranquilla ma che non desta l’attenzione dello spettatore che più di una volta si chiede come mai non si sia sgretolata fin dall’inizio. Un comportamento da parte di tutti i protagonisti che dire assurdo è poco, inspiegabile e non realistico. Finale eccessivamente accomodante ed inverosimile.

Il cast è stellare ma sprecato. A nessuno dei celebrati attori si dà modo di mostrare il proprio notevole talento e questo è uno dei maggiori difetti di un’opera che dovrebbe avere il suo punto di forza nelle interpretazioni. Dennis Lee è un regista debuttante e non sembra all’altezza del compito affidatogli (…ma sembra che la storia sia autobiografica).

scheda

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novembre 24, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. La locandina e il titolo italiano sono una presa in giro… il film dovrebbe sfatare il mito americano della famiglia perfetta, dovrebbe essere quindi una denuncia ma con quel finale “tarallucci e vino” che denuncia è?

    Commento di cineio | novembre 25, 2009

  2. Pesante e tutt’altro che entusiasmante. Con un cast così non si può non rimanere delusi.

    Commento di meryl | novembre 26, 2009

  3. Il tempo sana le ferite… Si può essere d’accordo ma se il tutto è inverosimile e pasticciato (e in più tendente al noioso)…

    Commento di mira-anna | dicembre 11, 2009


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