Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Il cattivo tenente” (1992)

1992: The Bad Lieutenant di Abel Ferrara

I 98 minuti forse più crudi e morbosi del cinema americano in un film giustamente celebre e celebrato.

La discesa agli Inferi di un essere umano, un trovare il Divino che è in ognuno di noi, la colpa e il perdono costituiscono il tema portante di questo intenso lavoro (surreale ed estremamente realistico al contempo): ritratto di un individuo (“abitatore del sottosuolo e scalatore del cielo”, Roberto Escobar) che è metafora del male della società contemporanea, viaggio angoscioso dalla perdizione alla redenzione tra l’indifferenza generale.

La ricerca del significato da dare alla vita in un film che colpisce come un pugno nello stomaco nella sua sgradevolezza e che mostra senza veli un mondo dominato da perversioni sessuali, droga, alcol, bisogno di danaro… Non sappiamo perché il protagonista si è ridotto così: al regista interessa mostrarci il “nulla” in cui è caduto ed Abel Ferrara è più audace del Martin Scorsese (col quale condivide l’amore-odio per la religione cattolica) di Mean Streets e Taxi driver, nell’illustrare una città, un ambiente, un uomo… più animaleschi che umani, disperati e autolesionisti nella loro abiezione.

Gabriele Niola ha giustamente scritto: Il Cattivo Tenente è uno dei più lucidi viaggi nella redenzione umana, quasi un percorso di santità fatto camminando di spalle”. Un film senza misura, esasperato, “eccessivo”, provocatorio, smodato, disturbante… Un film in cui “il divino e il diabolico stanno l’uno nell’altro: ognuno funziona come uno specchio sulla cui superficie si riflette l’altro” (Il Sole 24 Ore). Un film da vedere e rivedere, che fa riflettere e discutere, che scuote la nostra coscienza e ci pone mille interrogativi.

Un intero cast dalla performance eccezionale. Un indimenticabile Harvey Keitel dalla bravura impressionante, tragicamente grande.

Una fotografia altamente suggestiva (in perfetta armonia col tema del film), una colonna sonora appropriata e mai invadente, un montaggio sapiente e serrato arricchiscono questo lavoro presentato al 45° Festival di Cannes.

Da condividere in pieno quanto scrisse Paolo D’Agostini su Repubblica: “Raramente un film è riuscito ad essere più cupo, mortuario, senza un filo d’aria; a dispetto del suo contenuto abbondantemente blasfemo, dovrebbe interessare chi osserva l’uomo secondo un punto di vista cristiano. Raccomandarne la visione ai deboli di stomaco sarebbe cattiveria, ma anche non segnalarne la forte personalità – non superficialmente appagata di scandalo e morbosità – sarebbe una grave omissione”.

scheda

premi e riconoscimenti


novembre 23, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , ,

10 commenti »

  1. Film stupendo, magistralmente interpretato. Un discesa all’Inferno… ma c’è una possibilità di riscatto.

    Commento di streep | novembre 23, 2009

  2. indimenticabile, altrochè quello di herzog ( che cmq non c’entra niente )

    Commento di alp | novembre 23, 2009

  3. Un insuperabile Harvey Keitel in un film spiazzante e volutamente disgustoso (e dire che in Italia abbiamo visto un’edizione censurata).

    Commento di brad | novembre 24, 2009

  4. Uno dei lavori più crudi e veri che siano mai stati realizzati. Keitel avrebbe meritato tutti i premi a disposizione l’anno in cui il film uscì

    Commento di dubius | novembre 24, 2009

  5. Film sicuramente da vedere anche se non è per tutti, sesso e droga dominano incontrastati ma protagonista è il tema religioso

    Commento di lucahouse | novembre 25, 2009

  6. Il doppiaggio del protagonista non mi ha convinto, peccato. Il film è comunque un capolavoro, angosciato e angosciante.

    Commento di gardenia | novembre 25, 2009

  7. Grandissimo film davvero. Straordinaria la regia di Ferrara e magistrale l’interpretazione di Keitel. La sequenza della masturbazione è davvero molto disturbante, così come del resto l’intera pellicola, che però ha motivo di essere così disturbante visto che ci pone delle riflessioni e degli interrogativi davvero di non poco conto.

    Commento di alessandra | novembre 26, 2009

  8. Raramente un film scuote così e induce a porsi tante domande. Apparentemente blasfemo, uno dei lavori più “religiosi” mai realizzati.

    Commento di giancarlo | novembre 28, 2009

  9. la scena finale, girata in esterni, dove lui è ammazzato dai killer mentre sta all’interno della macchina, è veramente da antologia del cinema.

    Commento di tony | dicembre 1, 2009

  10. Vuoto e solitudine di un’umanità autodistruttiva mai resi così magistralmente. Opera indimenticabile.

    Commento di laura | dicembre 4, 2009


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