Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Gli abbracci spezzati”

stagione 2009-2010

2009: Los Abrazos Rotos di Pedro Almodòvar

Presentato nel maggio scorso a Cannes, l’ultima opera del grande regista spagnolo (lontano dagli schermi per tre anni) ha diviso i critici.

abbracci-locandina abbracci-poster

Ad alcuni il lavoro è piaciuto (Un magistrale omaggio al cinema classico, My Movies. “Questo film non somiglia affatto ai primi film… che lo hanno reso tanto amato e popolare in Europa. È invece tenero, dolce: …il cambiamento non rende il film meno amorevole”, La Stampa). Molti gli insoddisfatti (“…troppa cinefilia, troppi ospedali, mezz’ora di troppo”, Repubblica. “I problemi del film – decisamente meno entusiasmante degli Almodovar più recenti – sono due: un’eccessiva complicazione della struttura narrativa e un gelo diffuso sui personaggi”, L’Unità. “Quello che si vede, quello che si sente suona come un compiaciuto onanismo mentale. Non suscita nulla; un vuoto confezionato in modo solenne e raffinato… L’unica sensazione che prevale dall’inizio alla fine è la noia”, El Pais, “La pellicola fatica ad appassionare”, Panorama. “Il regista è stanco e svogliato”, Il Foglio).

A mio parere Gli abbracci spezzati è forse il film meno riuscito di Pedro Almodòvar.

Dura quasi 130 minuti ma sembra più lungo. Digressioni e ripetizioni superflue, situazioni e personaggi riempitivi (di cui non si comprende la necessità), andamento narrativo immotivamente complesso, sorprendente mancanza di fantasia nell’illustrare il mondo del cinema… non aiutano una storia (che oscilla dal melodramma al noir) che non coinvolge ed appassiona. Protagonisti non ben delineati psicologicamente che non risultano interessanti e non stimolano la curiosità e la compartecipazione dello spettatore: nessuna empatia tra loro e noi che assistiamo piuttosto freddamente al loro dramma, dramma visto centinaia di volte sullo schermo e che solo una grande regia e una solida sceneggiatura possono riscattare. Regia e sceneggiatura qui manchevoli. Questa volta Almodòvar non graffia, non polemizza, non ironizza, non trasgredisce, non colpisce il nostro cuore o il nostro stomaco. Ci mostra (con estro-originalità-creatività latitanti) le vicissitudini di personaggi inconsistenti, senza personalità e senza carisma, di cui non intravediamo l’intimo e l’umanità.

Evidente l’amore di Pedro per il cinema (qui sottolineato dai continui omaggi a Rossellini, Hitchcock, Ingrid Bergman, Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Jeanne Moreau…): fallisce però nel trasmettere questo suo amore a noi spettatori.

La cosa migliore è l’ultima sequenza (di cinema nel cinema, “Ragazze e valigie”), un evidente richiamo di Almodòvar ai suoi primi caustici successi: una sequenza che sembra venire direttamente da quel gioiello che fu Donne sull’orlo di una crisi di nervi e che contribuisce al rammarico per l’attuale evoluzione del regista spagnolo.

Da plauso la bravura, veramente notevole, di Penelope Cruz (e Almodòvar è grande nel saperne valorizzare la bellezza).

scheda

sito ufficiale

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novembre 14, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , ,

5 commenti »

  1. Proprio stasera volevo vederlo! ho una passione per lo sconvolgente almodovar. Mi dispiacerebbe rimanerne delusa. me lo consigli?

    Commento di dautretemp | novembre 14, 2009

  2. Certamente un lavoro impegnativo, con molte ambizioni… non tutte realizzate. Penelope è bellissima e molto brava ma forse è l’unico pregio del film (oltre ad alcune bellissime immagini di paesaggi insoliti).

    Commento di streep | novembre 15, 2009

  3. Almodovar, anche quando sbaglia (come in questo caso), merita sempre di essere visto. Poca tensione, molta freddezza… prevale il saporifero.

    Commento di leasister | novembre 16, 2009

  4. Stranamente poche emozioni in quest’ultimo film di Almodovar che deluderà molti suoi fan (me compreso).

    Commento di gianni87 | novembre 17, 2009

  5. davvero un Almodovar poco ispirato…

    Commento di alp | novembre 21, 2009


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