Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Radio America”

2006: A Prairie Home Companion di Robert Altman

“Il racconto di ciò che accade dietro le quinte di uno dei più importanti show radiofonici andato in onda in America a partire dal 1974, che nel film viene improvvisamente cancellato. Un «Last Waltz» che l’ottantunenne Bob Altman dirige con la fermezza del grande regista che è” (Giancarlo Zappoli).

radio-locandina radio-poster

Come in Nashville e I protagonisti un cast stellare e una moltitudine di storie intrecciate: un vero microcosmo non solo per la consueta riflessione sul mondo dello spettacolo ma soprattutto per rappresentare una nazione invecchiata in cerca di una nuova identità. Giustamente MyMovies esalta la voglia politica (nel senso più positivo del termine) di raccontare un pezzo di America che finisce con il rappresentarla tutta… la straordinaria capacità di seguire un numero considerevole di personaggi senza perderne di vista uno e dando ad ognuno una sua consistenza. Impossibile non dare ragione, sottolinea Il Messagero, “a Meryl Streep quando si dice fiera dell’idea che il film porterà nel mondo un’immagine dell’America, oggi generalmente poco amata al di fuori dei suoi confini, molto diversa da quella che purtroppo si è imposta in questi anni”. Con sarcasmo (ma soprattutto con tenerezza) un addio a un mondo in estinzione, un ritratto di una America autentica che qualcuno vuole cancellare. Malinconico affresco con tanta nostalgia per un Paese vitalistico ed innocente che non c’è più. Ma Robert Altman non ricatta lo spettatore, rifugge dall’offrire facili emozioni. Crepuscolare, ironico, agrodolce, malinconico, contemporaneo… Radio America è un film di grande classe che sorprende per la sua delicatezza, per l’equilibrio, per la sottile raffinata inquietudine che riesce a trasmettere coinvolgendo il pubblico come raramente accade. Il grande regista, con lucido distacco, non rimpiange: descrive. “Il rimpianto si forma, caso mai, nello spettatore” (Il Giornale). Con una favolosa colonna sonora che va dal country al gospel e al jazz, con battute spiritose ed intelligenti, con gag misuratissime e calibrate al massimo, con un cast che fa scintille (quanto di meglio si sia visto nelle ultime stagioni, con una Meryl Streep dalle strabilianti doti canore e giustamente premiata ai National Society of Film Critics Awards, un Kevin Kline di cui Raymond Chandler si sarebbe sicuramente innamorato, un Woody Harrelson e un John C. Reilly affiatatissimi e autoironici…), con quella caffetteria che pare fotocopiata dai quadri di Edward Hopper, con quel teatro Fitzgerald che sta per essere smantellato ma che sembra essere diventato la tua casa, Radio America (meritoriamente accolto con una ovazione generale al 56° Festival di Berlino) illustra la fine di un’epoca che è anche il tramonto di un’intera civiltà e ci offre, al contempo, un campionario di valori e sentimenti in cui è impossibile non riconoscersi: “alla fine travolti dall’emozione, bisogna darsi dei pizzicotti per ricordare che non possiamo correre in palcoscenico ad abbracciare tutti, Altman incluso” (Corriere della Sera).

scheda

premi e riconoscimenti

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novembre 11, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

13 commenti »

  1. Solo Altman era in grado di riunire un cast simile, amalgamare tante stelle in un unicum così armonioso sa di prodigioso…

    Commento di girolimino | novembre 12, 2009

  2. Un gioiello da non perdere, uno struggente omaggio a un’America legata alle proprie tradizioni e inevitabilmente destinata a scomparire. Interpreti (tutti) al top, Meryl Streep cantante straordinaria

    Commento di dubius | novembre 12, 2009

  3. Altman è stato sicuramente uno dei più grandi registi americani (e non solo). Questa sua ultima opera, godibile e insieme complessa, è un inno dolce e malinconico a un mondo che viene sempre più distrutto e dimenticato dall’inarrestabile progresso. Da non mancare.

    Commento di leasister | novembre 13, 2009

  4. Con ironia e leggerezza un’aspra critica a chi distrugge il proprio passato non comprendendone il valore. Gran bel film che vede attori splendidi dare il meglio di sé. Scenografia da encomio, splendide le canzoni (con una Meryl Streep superdotata).

    Commento di roberto70 | novembre 13, 2009

  5. Tante situazioni, tanti personaggi per descrivere un’America insolita: più genuina e innocente e forse per questo destinata a soccombere. Grande film, grandi attori.

    Commento di giannaflower | novembre 14, 2009

  6. Vero e umano, malinconico ma anche molto divertente… Un vero capolavoro degno di un genio del cinema.

    Commento di giada | novembre 16, 2009

  7. Un’ispirata allegoria musicale, uno splendido film sulla morte che è anche un elogio alla vita: il superbo, perfetto testamento di Altman, maestro del film “corale” e grande genio del cinema americano. Assolutamente da non perdere, illuminato da un cast eccezionale, tra cui spicca (ovviamente) una Meryl Streep eccelsa, bellissima e dalle doti canore strabilianti (già mostrate in “Cartoline dall’Inferno” e poi iper-confermate in “Mamma Mia!”). Da vedere e rivedere, magari preceduto da “Nashville”, sempre di Altman e “corrispettivo contrario” di quest’opera.

    Commento di il cineocchio | agosto 14, 2010

  8. @ilcineocchio: come non essere d’accordo?

    Commento di cinemaleo | agosto 14, 2010

  9. tra qualche giorno dedicherò anch’io un post a questo bellissimo film
    devo solo trovare qualche difetto
    MA NON SARA’ FACILE: avrò visto il DVD almeno dieci volte e non l’ho ancora trovato

    Commento di marco1946 | agosto 16, 2010

  10. Niente di meglio di Altman per capire un’America poco trattata da Hollywood ma profondamente vera

    Commento di hansray | aprile 12, 2011

  11. Ironia e malinconia mirabilmente fusi, un grande film

    Commento di nicola85 | aprile 14, 2011

  12. Che cast! Splendido!

    Commento di alessandro | aprile 22, 2011

  13. Film veramente bello!

    Commento di alfresten2 | giugno 9, 2012


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