Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Munich”

2005: Munich di Steven Spielberg

Sceneggiato dallo scrittore Erich Roth (a cui si devono, tra l’altro, Forrest Gump e Insider) e dal drammatugro Tony Kushner (vincitore del premio Pulitzer per la sua opera Angels in America, portata poi in TV da Mike Nichols), il film del celebre regista affronta un argomento scomodo con il dichiarato intento di costituire un messaggio di pace e di tolleranza.

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La trama è nota: dopo gli avvenimenti tragici del 1972 (l’uccisione di 11, tra atleti e dirigenti, della squadra olimpica di Israele durante le Olimpiadi di Monaco), un agente del Mossad, dà la caccia ai terroristi palestinesi.

Le domande che il pubblico dovrebbe porsi sono piuttosto inquietanti: c’è differenza fra l’uccidere per patriottismo e l’omicidio, fra guerra e terrorismo? atti simili servono davvero acambiare le cose? dove sta il giusto? che cos’è la giustizia? il terrorismo può essere bloccato utilizzando gli stessi metodi?

Munich dovrebbe minare le certezze dello spettatore. Ha dichiarato il regista: “Non credo che cinema e libri possano risolvere la situazione, ma vale comunque la pena provare. Il vero nemico non sono né gli israeliani, né i palestinesi, ma l’intolleranza che regna nei loro paesi”.

Va subito detto però che nel film non c’è un perfetto equilibrio tra i due mondi in contrapposizione e risulta difficile capire, come vorrebbe Spielberg, che tra i due popoli in lotta, almeno sul piano umano, non ci sono poi così grandi differenze.

Vediamo infatti da un parte “il pianeta palestinese” procedere senza mai un’ombra di dubbio, senza mai un ripensamento, e dall’altra “il pianeta israeliano” che si pone interrogativi, ha mille dubbi…

Senza dimenticare poi che nel film gli agenti israeliani (che sembrano comportarsi come se non avessero mai visto un morto in vita loro) uccidono ma non sparano mai nel mucchio, quando si accorgono che una bambina morirebbe insieme al padre terrorista annullano l‘azione, quando uno di loro dice “io sono l’unico che vuole davvero uccidere i palestinesi” un altro gli risponde “per questo cerchiamo di non fartelo fare”.

Steven Spielberg ha più volte dichiarato di non parteggiare per nessuno ma… come non ritenere che –forse inconsciamente– ritiene il mondo israeliano più civile? (il “Wall Street Journal“, il “Guardian“, “The New Republic“, il “Washington Post” lo hanno invece criticato per aver preso le parti, a loro parere, dei palestinesi… resto della mia opinione).

“Un thriller esistenziale” secondo la maggioranza della critica che ha parlato di capolavoro. Si è detto che è “un pezzo di meditazione, un film d‘arte, un esempio lucido di cinema civile” (“il Manifesto“), “una coraggiosa riflessione morale” (“La Stampa“), “un film intelligente, innovativo, sofisticato” (“New York Times“)…

Sarà tutto vero ma, cinematograficamente parlando, a mio parere è un’opera non perfettamente riuscita. Eccessivamente lunga e a volte prolissa, avrebbe richiesto più sintesi e stringatezza. Scene ripetitive e superflue non mancano (penosa quella del protagonista che piange al telefono…), mordente e ritmo latitano. Una regia che rivela spesso la sua grande mano ma che non coinvolge pienamente lo spettatore che si ritrova a volte a guardare l’orologio…

Gli interpreti, tutti bravini, non hanno personalità e non si imprimono nella nostra memoria.

p.s.

Sembra che gli incassi di Munich non siano stati all’altezza delle aspettative. Spielberg ha lamentato lo scarso sostegno pubblicitario da parte della Universal, la casa produttrice responsabile del lancio. Sono piovute immediatamente le smentite, anche se i ben informati vociferano come la casa di produzione abbia deciso di puntare tutto su Brokeback Mountain costato molto meno ma candidato ad un successo maggiore rispetto al lavoro di Spielberg.

scheda

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premi e riconoscimenti

ottobre 26, 2009 - Posted by | cinema-recensioni

5 commenti »

  1. Perfettamente d’accordo, grande caduta di Spielberg che si salva solo nella splendida messa in scena.

    Commento di gparker | ottobre 26, 2009

  2. noto negli ultimi tempi un lodevole tentativo del cinema americano di affrancarsi da luoghi comuni di sogno americano, superomismo e violenza grand guignol fine a se stessa, che avevano reso inguardabili il 98% delle pellicole statunitensi.
    questo film è uno di quelli che cercano di superare il maccartismo bushiano e mi spiace che abbia le pecche che dici, perchè forse vale la pena di tentare un discorso sul terrorismo diverso dall’equazione alla terminator: voi terroristi noi eroi.

    Commento di iperio | ottobre 27, 2009

  3. Ecco le mie impressioni sul film: http://fuoridalghetto.blogosfere.it/2006/02/munich-1-parte.html
    Buona settimana

    Commento di fuoridalghetto | ottobre 27, 2009

  4. gparker: ultimamente Spielberg è effettivamente una delusione
    iperio: mi sembri troppo ottimista… speriamo che sia vero
    fuoridalghetto: condivido quanto scrivi

    Commento di cinemaleo | ottobre 27, 2009

  5. Munich è una deviazione dovuta e apprezzabile della carriera di Spielberg, ma forse è troppo lungo, questo posso dirlo anch’io.

    Commento di agegiofilm | ottobre 27, 2009


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