Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Un giorno perfetto”

2008: Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek

E’ chiara la volontà del regista turco (presente in Italia fin dal 1978) di rinnovarsi, di fare qualcosa di diverso, stupendo così il pubblico abituato a un certo tipo di vicenda, a una certa ambientazione, a certi personaggi ricorrenti…

ungiornoperfetto-locandina da vedere

Intento lodevole ma che forse i suoi innumerevoli ammiratori non apprezzeranno del tutto.
L’inizio è spiazzante: tante situazioni diverse, tanti personaggi (non tutti ben delineati nella loro complessità e nelle loro sfumature psicologiche) che nel corso del film tenderanno a incrociarsi ma non a unificarsi completamente. Ed è questo il difetto de Un giorno perfetto. Le narrazioni corali non sono rare nel cinema (e Ozpetek ne ha fatto un suo cavallo di battaglia) ma la moltitudine di personaggi e vicende ha sempre ruotato intorno a un centro, a un punto unificatore, che qui manca (se non la sofferenza del vivere) (1). Abbiamo, tra le altre, due storie principali (quella di Emma ed Antonio separati da un anno, quella dell’onorevole e della sua giovane moglie) che vivono indipendentemente l’una dall’altra, quasi intralciandosi, una superflua all’altra. Era il caso di escogitare qualcosa che unificasse le due vicende (o avere il coraggio di eliminarne una… quella dell’onorevole, la meno importante).
Complessivamente abbiamo comunque un’opera più che degna che conferma le ottime qualità di Ferzan Ozpetek, la sua riconosciuta abilità di coinvolgere lo spettatore, di interessarlo e di renderlo partecipe… e soprattutto la sua capacità di ottenere il meglio dai suoi attori. Attori qui più numerosi che in altri suoi film (anche i piccoli ruoli sono ricoperti da grandi interpreti), tutti bravissimi e da encomiare. Spiccano Isabella Ferrari e Valerio Mastandrea che offrono forse la migliore prestazione della loro carriera: intensi, convinti e convincenti, perfetti nei rispettivi ruoli, da applaudire incondizionatamente.
Il film, presentato a Venezia lo scorso anno, ha ricevuto critiche discordanti (Il Corriere della Sera “partecipazione emotiva che non spinge mai troppo il pedale, che fa intuire più che spiegare e riesce a restituire sia la giustezza dell’ambientazione che il dolore della sofferenza…”, L’Unità “un melodramma con troppa carne al fuoco”; Cinematografo.it “l’Ozpetek migliore degli ultimi anni”, La Stampa “è deludente”) ma tutte concordi nell’elogiare Ferrari e Mastandrea.
Tratto dal romanzo di Melanía G. Mazzucco, per la prima volta Ozpetek gira un film che non ha scritto lui. Meno teso e violento del libro, “un melodramma nero”, un grande affresco di emozioni, di storie inquietanti, di delusioni e aspettative tradite, di fragilità umana, di sofferenza, di fissazioni malate, di sentimenti devastanti, di famiglie in frantumi, di genitori e figli infelici, di politici corrotti, di passioni violente, di un mondo alla deriva, di una realtà caotica e sfuggente… a cui è impossibile rimanere indifferenti.
p.s.
La scena del tentativo di stupro è una delle più belle e potenti che il grande schermo ci abbia offerto negli ultimi anni.

—–

(1) “scarsamente sviluppati i personaggi secondari, che non trovano piena giustificazione per le loro azioni e restano soltanto vaghi frammenti di vita” (Spaziofilm); “impossibile commuoversi con personaggi non approfonditi, abbozzati o abbandonati subito” (Cineblog.it).

pubblicato su Cineocchio

scheda

sito ufficiale

ottobre 19, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Anche nei suoi lavori non completamente riusciti, Ozpetek mostra di avere talento da vendere e di costituire un grande acquisto per il cinema italiano. Isabella Ferrari conferma ancora una volta una bravura straordinaria. Mastandrea migliore del solito.

    Commento di brad | ottobre 19, 2009

  2. Effettivamente non sembra un film di Ozpetek che ci aveva abituato ad altre tematiche e ad altre atmosfere. Un mirabile affresco di “perdenti” con un cast da plauso tra cui spicca la sempre eccezionale Isabella Ferrari.
    Un film originale che invita alla riflessione…

    Commento di dubius | ottobre 20, 2009

  3. Con Margherita Buy, Isabella Ferrari è sicuramente la presenza più valida del nostro cinema. Qui è di una bravura straordinaria, intensa e carismatica.

    Commento di meryl | novembre 3, 2009


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