Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Broken flowers”

2005: Broken flowers di Jim Jarmusch

Bill Murray è diventato (dopo Lost in translation) specialista del silenzio, dell’immobilità e dello sguardo nel vuoto.

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Un Bill Murray stanco e disilluso, splendidamente passivo, dall’espressione surreale e dalla recitazione minimalista come non mai, stranito, attonito, circondato da un vuoto che gli viene da dentro… troneggia nell’undicesimo film (Gran Prix a Cannes) di Jim Jarmusch, bandiera del cinema indipendente, uno degli autori più venerati dai cinefili europei (ma anche dagli attori americani: ne è dimostrazione il cast stellare di questo film).

Dedicato a Jean Eustache (giovane genio francese morto nel 1981) per La maman et la putain, un classico sull’incomprensione fra uomini e donne, Broken flowers (in origine “Dead Flowers“, fiori morti) è una commedia originale, stralunata, agrodolce, malinconica e ironica nello stesso tempo, la cui trama ricorda Non bussare alla mia porta di Wim Wenders  (un uomo solo di mezza età alla ricerca d’un figlio mai visto).

On the road sulle strade degli States ricercando la giovinezza, un se stesso che non c’è più, le briciole. di una vita forse mancata.

“Il viaggio che compie –ha dichiarato Bill Murray in una intervista- è una ricerca di identità: non smette mai di porsi domande, di avere dubbi. Sul suo passato e sul presente. Sui suoi rapporti con le donne. Su ciò che è. Un percorso che non interessa tanto per le risposte che offre, quanto per gli interrogativi che pone“.

Un uomo che tenta (forse) un nuovo inizio mentre tutto gli parla di fine: nessuna delle donne amate lo rimpiange, nessuna oggi lo vorrebbe, per tutte è un importuno. La conclusione amara è che, dopo aver perso il futuro, non ha più nemmeno un passato. Una storia sulle occasioni perdute, sull’amore che non abbiamo dato, sulla solitudine di chi è sfuggito alle responsabilità.

Jarmusch e il suo magnifico cast lavorano sulle allusioni e il non detto (nessuna concessione a effetti speciali o virtuosismi registici), Murray è insuperabile nel ritratto di una immobilità materiale ed esteriore, a cui corrisponde una anche morale ed interiore: una recitazione sottotono veramente magistrale.

Giustamente un critico ha detto: Broken Flowers è la prova di un cinema intelligente ma divertente, d’intrattenimento ma anche di spessore e di pensiero, di idee che non hanno bisogno di gigantismi produttivi e fiumi di soldi”.

Protagonista da 10 e lode, cast di contorno di lusso (Jeffrey Wright, Sharon Stone, Frances Conroy, Jessica Lange, Tilda Swinton, Julie Delpy).

scheda

premi e riconoscimenti

ottobre 2, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , ,

5 commenti »

  1. Si, film davvero ottimo, uno dei migliori che ho visto ultimamente. Murray così immobile e surreale sembra che nemmeno appartenga al film e alla storia stessa. Ho trovato esilarante la scena di quando una sua ex lo invita a cena e si trova fra lei e il marito. Esserci e non esserci era lo stesso. Bravissimo! Talmente bravo nel personaggio che persino l’amarezza di tutta la storia ti arriva filtrata dalla sua impertubabilità come un fatto naturale e scontato.
    Ciao

    Commento di marina | ottobre 2, 2009

  2. Mi sembra che sia stata Lietta Tornabuoni su “La Stampa” a definire la sua recitazione “geniale”

    Commento di luca | ottobre 2, 2009

  3. …credo che pero’ i fans di Jarmush siano rimasti un tantino interdetti, il film è poco jarmushiano (nota bene: a me è piaciuto molto)

    Commento di alpoisson | ottobre 3, 2009

  4. Oltre che applaudire la colonna sonora e l’uso del colore, va giustamente esaltata la prestazione maiuscola di Bill Murray (ma anche le attrici, in brevissimi ruoli, sono da encomio).
    Un intelligente e profondo invito a metterci tutti in discussione…

    Commento di gianna | ottobre 5, 2009

  5. Curioso di vederlo. Bill Murray l’ho conosciuto per Ghostbusters, ma con gli anni è diventato bravissimo: non si sa se in Lost in translation c’è o ci fa…
    Caro Leo, hai votato due volte il questionario sul 1980 del Torneo degli Oscar. Ti mando il link con tutti i voti, devi dirmi quali eliminare:
    http://spreadsheets.google.com/pub?key=tlcxDuNhN6fUmr-DEE3U-sw&single=true&gid=0&output=html

    Commento di agegiofilm | ottobre 8, 2009


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