Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Non bussare alla mia porta”

2005: Don’t Come Knocking di Wim Wenders

Stranamente (a mio parere) alla critica il film non è piaciuto.

locandina da vedere

L’America, con i suoi vasti cieli azzurri, i brandelli di nuvole candide e le pianure polverose, l’America degli enormi spazi feriti da una modernità degradante, l’America dei suggestivi panorami che si alternano a ridondanti insegne di casinò, l’America che passa con troppa disinvoltura dal western alle slot machines… è la vera protagonista di questo film che ha visto tornare a Cannes la coppia (Wim Wenders regista, Sam Shepard sceneggiatore) che nell’84 vinse la Palma d’oro per Paris Texas.

“E’ la storia di un uomo che ha perso il centro della propria vita, il filo della propria esistenza. E’ una storia sulla solitudine e sulle relazioni familiari”, ha dichiarato Wim Wenders.

Tema portante del film è infatti la perdita delle radici e dell’identità, lo spaesamento di fronte ai propri errori ed alla propria coscienza, il rimpianto delle occasioni perdute e di incontrare l’amore troppo tardi… La storia narrata però è l’aspetto meno interessante (anche perché varie sono le incongruenze del racconto e soprattutto perché i vari personaggi appaiono con poca anima e non coinvolgenti): abbiamo un attore specializzato in western, decaduto sino a interpretare per pochi soldi film miseri (un emblema del declino della cultura, del sogno, dell’Impero americano?), che decide di lasciarsi tutto alle spalle.

Ciò che veramente colpisce in Non bussare alla mia porta è il senso di solitudine dell’uomo davanti ai grandi spazi e il ritratto, allucinante e desolante, della provincia americana: squadrata, silenziosa, sempre simile a se stessa. E ciò che rimarrà nello spettatore all’uscita dalla visione è lo splendore delle immagini viste, un vero prodigio operato dalla fotografia di Franz Lustig che si rifà alla pittura paesaggistica, all’uso sapiente della luce artificiale e naturale (sempre fredda e tagliente), allo spazio quasi metafisico di quel cantore dell’America che fu Edward Hopper (che con i suoi quadri ha enormemente influenzato tanto la fotografia, il cinema, la pop art…).

Da sottolineare infine l’ottima prestazione dell’intero cast: Sam Shepard ricorda molto Gary Cooper (…quale complimento migliore?), Jessica Lange è come al solito di una bravura eccezionale, Tim Roth è ironico ed enigmatico al punto giusto, Eva Marie Saint segna un gradito ritorno e interpreta magistralmente il personaggio più riuscito del film.

scheda

premi e riconoscimenti

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ottobre 1, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , ,

6 commenti »

  1. Bel post…

    Commento di f.n. | ottobre 1, 2009

  2. Eva Marie Saint è l’angelo con l’urna in mano, immagino. E’ il nome che cercavo, grazie.
    Mi chiamo Dario Marini e ho scritto una cosa su “Non bussare alla mia porta”… sul mio blog,
    dove scrivo che Wender regola i conti con Sam Shepard.

    Commento di bazardelleparole | ottobre 1, 2009

  3. Un film nello stesso tempo serio ironico paradossale e con una fotografia da dieci e lode! Un film profondo che porta a riflettere.

    Commento di fabio | ottobre 1, 2009

  4. Dario, “l’angelo” è Sarah Polley. Eva Marie Saint interpreta la madre.

    Commento di cinemaleo | ottobre 1, 2009

  5. Da sempre i quadri di Hopper mi entusiasmano e quindi questo film è stato una gioia per i miei occhi.

    Commento di garrulus | ottobre 2, 2009

  6. Un film che offre ottimi spunti di riflessione… complimenti per il tuo blog interessante

    Commento di tipitosti | ottobre 3, 2009


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