Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Keep Cool”

1997: You hua hao hao shuo di Zhang Yimou

Presentato in concorso a Venezia nel 1998 avrebbe meritato, secondo molti, di vincere: “il film ha regalato al Festival uno dei momenti più interessanti e spassosi, come d’altra parte tutti si aspettavano” (Tempi Moderni).

Keep cool da vedere

Keep Cool (Stai calmo) ha giustamente entusiasmato più di un critico: “Zhang è autore in senso profondo. Il suo cinema non è specchio banale della banalità sociologica: è creatore d’un suo proprio mondo. Come tale, cioé come poetica e come cinema, merita d’essere guardato” (Roberto Escobar), “Poche immagini, e si capisce di più della Cina dei nostri giorni che non attraverso mille articoli di giornale” (Luigi Paini), “Un film vivo, divertente, libero, urgente” (Irene Bignardi) “Per chi ama il piacere dell’intelligenza verbale” (Maurizio Ponzi),  “Il film è la conferma che abbiamo a che fare con uno dei più esperti uomini di spettacolo del mondo” (Tullio Kezich), “Le inversioni di stile di cui è capace questo regista… depongono a favore del suo indiscusso talento” (Cristina Jandelli).

Autore di autentici capolavori (Lanterne rosse e Hero su tutti, ma anche La foresta dei pugnali volanti, La storia di Qiu Ju, Vivere, La strada verso casa… sono opere di altissimo livello) Zhang Yimou in questo Keep Cool fa qualcosa di completamente diverso abbandonando le atmosfere rarefatte ed eleganti a cui ci ha abituato: ambientazione moderna e metropolitana, ritmo frenetico nelle inquadrature e nel montaggio, macchina perennemente a spalla e in continuo movimento, dialoghi abbondanti, prevalenza di primi piani… Un film atipico nella sua produzione ma non per questo meno interessante, anzi. Spiazzante, ironico e al contempo inquietante. Una profonda riflessione sul nostro tempo e sull’attuale società, un veritiero affresco di un’umanità, come sottolinea il Morandini, “stressata, affamata di soldi, con dislivelli sociali accentuati… e una preoccupante deriva verso la perdita di una identità culturale”.

Sembra di essere nel Paese più capitalista. Caos e consumismo trionfano indisturbati. La musica è ovunque. Il traffico è invadente. Tutti hanno fretta (“la gente corre senza avere più il tempo di pensare”, parole del regista). Tutti sono nervosi. Frastuono dappertutto. La violenza si tocca con mano. L’incomunicabilità regna sovrana. E’ chiara, sotto l’apparenza della commedia, la preoccupazione del regista per come la Cina stia cambiando malamente assorbendo tutte le negatività di cui noi Occidentali siamo, nello stesso tempo, fautori e vittime (e infatti in madrepatria le autorità hanno boicottato il film nelle maniere più diverse: addirittura, invitato a Cannes, gli è stato negata l’uscita, alla Mostra Veneziana è stato visibile solo perché giuntovi clandestinamente…).

A volte grottesco surreale assurdo, un film spregiudicato e iperbolico che può lasciare interdetto il pubblico ma che non gli consente un attimo di distrazione, coinvolgendolo come raramente accade. Un film che non si dimentica facilmente, diverso e innovativo, arguto divertente esasperante… Uno stimolo all’intelligenza e alla curiosità dello spettatore.

Il film è mirabilmente interpretato da Wen Jiang e Li Baotian: nomi che a noi non dicono molto ma che appartengono a due attori di una bravura eccezionale.

p.s.

Il film è tratto dal romanzo Evening News di Shu Ping.

scheda

premi e riconoscimenti

settembre 20, 2009 - Posted by | cinema-recensioni

3 commenti »

  1. Marco Lodoli ha scritto “il film è un attentato all’integrità fisica dello spettatore”: concordo!

    Commento di petrella | settembre 21, 2009

  2. Io ho trovato molto divertente e interessante questa carrellata su una Cina contemporanea dal ritmo frenetico, una Cina che non conosciamo ma tanto simile a noi…

    Commento di myra | settembre 22, 2009

  3. Era forse l’unico film di Zhang Yimou che non conoscevo. L’ho visto recentemente su Ski. All’inizio mi ha lasciato interdetto, quasi infastidito ma poi mi sono fatto prendere e coinvolgere: un’opera notevole e dal grande significato.

    Commento di dubius | settembre 23, 2009


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