Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Confidenze troppo intime”

2003: Confidences Trop Intimes di Patrice Leconte

“Ancora una volta il regista francese ha saputo colpire al cuore” (MyMovies), “E’ il film più fine di Leconte” (Il Morandini), “Un piccolo capolavoro da non perdere assolutamente” (Il Corriere della Sera), “Patrice Leconte è un regista pieno di sorprese e, di stile, ne ha da vendere. Questo film ne è la dimostrazione inoppugnabile” (Repubblica).

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Patrice Leconte è autore vari piccoli gioielli che è giusto ricordare: Tandem del 1987, Il marito della parrucchiera del 1990, Ridicule del 1996, La ragazza sul ponte del 1999, L’amore che non muore del 2000, L’uomo del treno del 2002, Il mio migliore amico del 2006.

In Confidenze troppo intime il regista parigino affronta una sfida che definire ardua è poco: attanagliare lo spettatore per due ore con una vicenda in cui l’azione manca quasi totalmente e che si svolge quasi sempre nello stesso chiuso (claustrofobico) ambiente. Ma Patrice Leconte vi riesce in pieno con un film che è un continuo omaggio a Hitchcock e che non ci consente un attimo di distrazione.

Un’opera dal ritmo serrato senza una scena di troppo, un racconto che incuriosisce e instilla nello spettatore mille dubbi e mille interrogativi, una trama (che non va raccontata dettagliatamente) arricchita da tante piccole notazioni intelligenti e di profonda umanità.

Un film sulla solitudine, sulla difficoltà di comunicare e di essere capiti, un film in cui ti senti coinvolto fin dai primi minuti, partecipe ed emozionato (un film che è un delitto spezzettare in primo e secondo tempo… ma quando la finiremo con questa cattiva abitudine di cui non si capisce il senso?).  Un film che finisce nel modo più inatteso ma coerente e credibile (alzi la mano chi non rimarrà sorpreso!). Sandrine Bonnaire e Fabrice Luchini offrono una performance eccezionale che non sarà dimenticata tanto facilmente.

Intrigante, ambiguo, sensuale, raffinato, ironico, leggero e profondo al contempo… “un thriller dei sentimenti” (Olga di Comite) che riconcilia col grande schermo e mostra in pieno la grande forza del cinema europeo.

Da sottoscrivere quanto scrive Gianni Merlin su Cinemovie: “Un invidiabile connubio fra sceneggiatura pungente, occhio cinematografico e bravura degli attori, come a dire forse le 3 principali doti di cui una pellicola deve dotarsi per la sua buona riuscita e che propriamente fanno di Confidenze troppo intime una piccola lezione di cinema”.

Note: Per questo film Patrice Leconte ha avuto la nomination al Festival di Berlino e agli European Film Awards

scheda

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settembre 15, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Film di rara intelligenza e di raffinata sensualità interpretato in maniera sublime

    Commento di annafiore | settembre 15, 2009

  2. Musiche che richiamano Bernard Herrmann, continui ammiccamenti hitchcockiani per un noir atipico, originale e delizioso

    Commento di streep | settembre 16, 2009

  3. Un film in cui sono importanti gesti, sguardi, piccoli dettagli. La parola domina sovrana in un lavoro che esalta l’importanza dell’ascoltare. Originale e profondo.

    Commento di carlo | settembre 18, 2009


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