Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Il grande sogno”

stagione 2009-2010

2009: Il grande sogno di Michele Placido

A Venezia il film ha entusiasmato il pubblico ma certamente non la critica: “…tutto è troppo lineare e programmatico, senza sfumature o esitazioni, e soprattutto eccessivamente rappresentativo” (Il Corriere della Sera), “…un affresco nazionalpopolare fatto per piacere a tutti senza accontentare forse nessuno” (Il Messaggero), “…un modello finzionale di formato televisivo, cioè ridotto, nell’immagine, come nella sceneggiatura e nella recitazione” (La Nazione), “”Romanzo popolare e politico” l’ha definito il regista, e se così è si tratta di feuilleton d’appendice. E pure sgrammaticato” (Liberazione).

ilgrandesogno-locandina da vedere

Negli ultimi anni il nostro cinema si è finalmente occupato del 68 (La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, The dreamers di Bernardo Bertolucci) dopo averlo colpevolmente ignorato per tanto troppo tempo (possibile che un periodo così determinante per la nostra storia non susciti l’interesse e la fantasia di sceneggiatori e registi?). A Michele Placido va riconosciuto il merito di aver affrontato un argomento per molti versi scomodo e di averlo fatto con passione ed evidente sincerità. L’operazione però non appare riuscita del tutto. A tratti eccessivamente e fastidiosamente didascalico, Il grande sogno mette troppa carne al fuoco nel tentativo di fornire un affresco completo del periodo (la ribellione studentesca e il suo allaccio al mondo operaio, l’amore libero e la coppia aperta, la crisi della famiglia e il divario generazionale, la lotta al capitalismo e la volontà di cambiare in toto la società, la contestazione al teatro classico e borghese, la trionfante mitologia del Che e di Mao, l’avversità alla politica americana vista come espressione del male assoluto…). Troppo per 100 minuti di spettacolo: la conseguenza è che alcuni aspetti sono più approfonditi di altri che risultano inevitabilmente accennati in modo superficiale e il tutto risulta frammentario, poco omogeneo. Probabilmente sarebbe stato preferibile scegliere uno o due aspetti del 68 che fossero simbolo dell’intera epoca e che facessero toccare con mano lo spirito del tempo, il clima particolare di un periodo che molti hanno vissuto ma che molti ignorano.

Il film presenta altri difetti.

Digressioni e personaggi superflui (e a tratti stereotipati) contribuiscono a spezzare l’unitarietà, descrizioni e ripetizioni varie rallentano il ritmo e distraggono. Manca soprattutto un riferimento all’oggi. Se non si voleva fare una semplice operazione documentaria sarebbe stato opportuno illustrare o far intuire come l’attuale mondo dipende molto (nel bene e nel male) dalle lotte, dalle vittorie, dalle sconfitte, dalle illusioni di quel tempo: ne Il grande sogno il 68 sembra una parentesi della storia, un qualcosa che è doveroso conoscere ma che non ci riguarda poi tanto (vengono in mente, in contrapposizione, Il Gattopardo o Romanzo criminale dello stesso Placido: illustrando il Risorgimento o la connivenza tra mala e politica negli anni 70 fanno totalmente capire il perché l’Italia odierna sia in un certo modo…). Sbagliata poi, a mio parere, l’impostazione data al personaggio del poliziotto. Non ha questi una dimensione politica: è (irrealisticamente) un puro e ingenuo ragazzo del sud che si innamora di una bella ragazza: cambia vita, prende certe posizioni, affronta situazioni per lui nuove non perché gradualmente prenda coscienza di determinati valori ma semplicemente perché innamorato di una contestatrice. Il personaggio perde così spessore e complessità e impedisce al film di avere il significato, il messaggio che avrebbe dovuto esprimere.

Il lavoro stenta a coinvolgere: grave pecca in una operazione simile, in una rievocazione della gioventù nostra o dei nostri genitori che dovrebbe emozionare e catturare totalmente l’attenzione e la sensibilità dello spettatore.

Grande merito del film è invece far vedere come la stragrande maggioranza degli studenti in lotta fossero degli idealisti, forse ingenui ma in buona fede, non certo dei pericolosi sovversivi. Se lo Stato e le forze politiche avessero cercato di comprenderli meglio probabilmente ci sarebbe stato qualche brigatista in meno.

Da sottolineare infine la buona direzione delle masse, la bella fotografia e la perfetta ricostruzione di ambienti e costumi, l’accattivante colonna sonora elaborata da quel maestro che è Nicola Piovani, l’ottima interpretazione di Jasmine Trinca: intensa, convinta e convincente in un ruolo non certo facile e dalle molte sfumature. Riccardo Scamarcio ce la mette tutta ma continua (di film in film) a non mostrare la maturazione necessaria. Luca Argentero è credibile in una parte che però aveva bisogno di più spazio.

p.s.

Riguardo alla polemica suscitata da Placido a Venezia (ha dichiarato Pasolini sbagliò sul 68) mi permetto di concordare con quanto detto dall’attore-regista pugliese. Probabilmente anche i poliziotti al servizio di Pinochet o di Stalin o di Hitler non erano figli di aristocratici o di ricchi borghesi. Ciò significa che debbo essere solidale con loro?

scheda

settembre 12, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , ,

7 commenti »

  1. Grosso modo sono d’accordo con quanto scrivi. Aggiungerei che non avrebbe guastato una voce fuori campo, lo stesso Placido, che esprimesse a distanza di tempo qualche riflessione sul periodo.

    Commento di garrulus | settembre 12, 2009

  2. In ogni film di Scamarcio c’è un personaggio che gli dice quanto è bello (lo avrà imposto per contratto?). Qui ve ne sono addirittura tre!

    Commento di giancarlo | settembre 12, 2009

  3. Il film mi ha deluso ma non mi sono pentita di averlo visto. Finalmente un regista degno di questo nome che si occupa di cose importanti che riguardano un po’ tutti… Da vedere e discuterci sopra.

    Commento di meryl | settembre 12, 2009

  4. Un critico ha detto che più che un film sul 68 è una biografia romanzata di Placido: concordo

    Commento di gianni87 | settembre 12, 2009

  5. Sono molto curioso e voglio proprio vedere questo film. Saprò dirti presto se sono d’ accordo con te.

    Commento di esulecinefilo | settembre 12, 2009

  6. Interessante!!!

    Commento di mr1premio | settembre 14, 2009

  7. Io sto decisamente dalla parte della critica

    Commento di controreazioni | settembre 28, 2009


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